sex and the city: cos'è rimasto della serie tv culto vent'anni dopo?

Alcuni dialoghi nel 1998 erano okay. Oggi decisamente no.

|
03 gennaio 2018, 4:13pm

Domanda veloce: qual è il personaggio più sul pezzo di Sex And The City tra:

A) Carrie -- l'opinionista di sesso che parla di moda e relazioni
B) Samantha -- la PR libertina, decisa e super sexy
C) Miranda -- l'avvocato e mamma (a volte) single
D) Charlotte -- quella che vuole sposarsi a tutti i costi

Non è una domanda facile, perché nessuna di loro era davvero sul pezzo. Per fortuna, oggi un nuovo hashtag vuole riscrivere le tristissime battute di Charlotte York-Goldenblatt—la wannabe casalinga un po' anni '50—trasformandola nella femminista che è sempre mancata alla sere tv culto. Siamo nel 2018 dopotutto, non nel 1998, quando andò in onda la prima puntata di Sex And The City, e oggi è praticamente impossibile riguardarla senza accorgersi di quanto problematico sia il modo in cui tratta certi temi.

Certo possiamo fermarci a quella ragazza in tutù rosa che saltella allegra per le strade di New York, ma ammettiamolo: nel corso di sei stagioni e alcuni discutibili adattamenti cinematografici, Carrie ha detto robe piuttosto immature, maleducate e giudicanti sulla vita sessuale di praticamente chiunque. Oggi, in pieno rispetto delle mode millennial, a riprendere queste frasi è l'account Instagram @everyoutfitonsatc, che ha creato l'hashtag #wokecharlotte per mostrare quanto poco politically correct la serie tv fosse.

"Tutto è iniziato da una battuta che io e Chelsea ci ripetevamo spesso," spiega Lauren, una delle co-fondatrici di @everyoutfitonsatc. "Non avremmo mai creduto che avrebbe preso piede in modo così pervasivo, ma siamo davvero soddisfatte della risposta." I post che riprendono l'hashtag su Twitter e Instagram sono infatti migliaia, tra cui spiccano i regolari commenti di Kristin David. "È il miglior complimento in cui avremmo mai potuto sperare," dice Chelsea. E come non capirla.

#WokeCharlotte è un meme che fa sorridere, ma di meme che fanno sorridere ce ne sono a bizzeffe. Quello che lo rende unico è l'essere diventato rappresentativo di un meccanismo ben preciso ed estremamente diffuso nel 2018: guardiamo qualcosa che in passato adoravamo e poi decidiamo se nel mondo moderno possa ancora essere apprezzato, oppure se deve essere dimenticato perché troppo distante dai valori contemporanei. Le cose stanno così: alcune cose invecchiano bene, come Helen Mirren o All I Want For Christmas Is You di Mariah Carey, altre invece perdono smalto nel corso dei decenni. Diventano non solo vecchie, ma fuori luogo e decisamente ignoranti; è questo il caso di Love Actually o Sex And The City.

E se nel 1998 una serie tv che parlava apertamente di sesso e normalizzava la promiscuità poteva (e anzi doveva) risultare una novità assoluta, guardare oggi Sex And The City diventa un po' un problema. E non solo perché il 99 percento dei personaggi sono bianchi (diversità etnica, questa sconosciuta). Il vero problema è Carrie.

Negli anni '90 il suo personaggio era un modello a cui ispirarsi: un'opinionista che scrive di sesso, progressista e con un senso dello stile impeccabile che riesce in qualche modo a permettersi un bilocale con cabina armadio nel centro di Manhattan scrivendo circa un articolo a settimana. Oggi però ci accorgiamo che il suo approccio al sesso è in realtà riduttivo, arcaico e piuttosto moralista. Ricordate le prese per il culo al politico che non disdegnava le golden shower? O quando ha confessato in tutta tranquillità alle sue compagne di brunch di trovare repellente la bisessualità? Ah, anche se non legata al sesso, rimane indimenticabile la scena in cui cerca di ordinare un Cosmopolitan al McDrive con un modo di fare da vera stronza.

Tutto questo rende Carrie del tutto priva d'attrattiva alle nuove generazioni così politicamente progredite, ed è uno schifo perché Sex And The City rimane comunque una delle serie tv migliori per superare l'hangover della domenica. Fortunatamente, adesso c'è #wokeCharlotte a trasformare SATC in un prodotto culturale (quasi) okay per la nostra sensibilità. Eppure non posso fare a meno di chiedermelo: questo nuovo hashtag è solo l'ennesima moda millennial? O significa davvero che tutti pensiamo che Carrie Bradshaw sia un personaggio terribile? Spero vivamente la seconda opzione sia quella giusta.