quando a vincere è la fantasia: vi presentiamo nicolò vanghetti

Vi raccontiamo oggi il progetto dello studente IED Nicolò Vanghetti che ci porta in un mondo parallelo, dove la realtà viene stravolta, distorta e contorta.

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27 novembre 2017, 10:37am

Questo contenuto fa parte della serie 'Best IED Students', ricerca in cui noi di i-D selezioniamo i nuovi creativi che entrano oggi a far parte dell'industria della moda. Presentando le loro tesi di laurea, i migliori studenti del corso Fashion Styling 2017 dell’ IED Istituto Europeo di Design vogliono raccontarsi e condividere con i nostri lettori il futuro della moda.

"Avere 22 anni e svegliarsi la mattina è bellissimo. Il sole splende, il caffè è già sul fuoco, come si può non sorridere? Svegliarsi la mattina quando ti chiami Nicolò Vanghetti invece ha tutto un altro sapore. Sono un ragioniere diplomato con un calcio nel sedere ben piazzato, che dopo essere arrivato alla conclusione che calcoli e bilanci non facevano per me ha deciso di seguire la tortuosa strada della moda, la mia più grande passione. Sono nato e cresciuto in una piccola realtà in provincia di Perugia, un posto stupendo che sa di meraviglia pura. Sì, ma solo quando ci torno per le vacanze, per staccare dal casino che ogni giorno impazza a Milano. Ho sempre avuto una grande fascinazione per le cose fuori dal comune. La fantasia per me è sempre stata uno strumento per rifugiarmi in un mondo parallelo, ben diverso da quello che mi circondava. La mia grande impulsività e il mio istinto mi fanno da bussola, mi affido a loro per ogni decisione da prendere, non importa quale essa sia. Questa particolarità ha tratti molto incisivi sulle mie decisioni ed è forse l’unico aspetto infantile che farà parte di me per tutta la vita, accompagnando ogni mia scelta futura. Anche riguardando al passato, mi accorgo di quanto impulsività e istinto siano stati decisivi durante il percorso di progettazione tesi, il lavoro che ora presento con orgoglio come biglietto da visita. La mia prima e più grande fonte d'ispirazione—che ha accompagnato tutti i miei progetti e in senso ancor più ampio il mio stile di vita—è Walter Van Beirendonck, il re indiscusso del menswear per quanto mi riguarda. Con il suo concetto artistico e creativo ho iniziato a conoscermi meglio e dar voce alla mia visione estetica delle cose."

WOONDERNICK: il progetto
WOONDERNICK potrebbe essere definito come un mondo parallelo dove la realtà viene stravolta, distorta e contorta, ribaltando situazioni per raccontare qualcosa di nuovo. Partendo da una visione psichedelica del mondo infantile sono stati classificati otto diversi temi in cui la fantasia e la creatività perdono le loro costanti per dar vita ad un idea nuova, quella di libri ludici per adulti, ad esempio. Questa stessa idea può essere ricondotta a un ribaltamento della propria funzione: non essendo più destinato a un pubblico d’infanti, il format, ovvero il contenitore, rimane invariato mentre varia invece il contenuto. Così ci si trova di fronte a di costanti affiancate da un cambio di luogo, oppure un cambio di funzione, di materia, di moto, attraverso capovolgimenti di situazioni, dall’uso di contrari e opposti e dei complementari; tutte costanti della fantasia e della creatività che vengono elencate nel libro “Fantasia” di Bruno Munari.

Nel libro Munari spiega come ognuna di queste costanti abbia relazioni con i prodotti della fantasia, soprattutto per quanto riguarda quello che conosciamo e quello che siamo: qualsiasi cosa si presenti ai nostri occhi, noi la riconduciamo come primo pensiero a qualcosa che già conosciamo, sono relazioni che il pensiero fa con ciò che conosce. Ognuno di noi immagazzina nel corso della propria esistenza immagini, conoscenze ed esperienze, il tutto per formare il nostro bagaglio culturale che ci differenzia dagli altri. Ed è proprio in questo che il soggetto umano riesce a stabilire relazioni con ciò che conosce e con ciò non conosce.

Sono in molti a credere nella grandissima capacità di fantasia che hanno i bambini, ma purtroppo per tutti coloro che credono a ciò devo dare una brutta notizia. Il bambino, nonostante i discorsi che fa e i disegni che produce, applica le relazioni che conosce a tutto ciò che non conosce: così molto banalmente la palla più piccola sarà figlia della palla più grande, che in questo caso può rappresentare la mamma, e ovviamente quella ancora più grande è il padre, e ogni pallina, ogni giocattolo vive di sensazioni come lui, sente caldo sente freddo e deve addirittura riposare sotto le coperte. Bruno Munari spiega semplicemente che non si tratta in questo caso di fantasia, ma di proiezione del proprio mondo su tutto quello che non ci è noto.

“Pare che il più elementare atto di fantasia sia quello di rovesciare una situazione, pensare al contrario, all’opposto, come si dice: il mondo alla rovescia.”

Ci sono poi altri insiemi di relazioni che reagiscono tra loro con un cambio o la sostituzione di un elemento, sia esso un mutamento di colore, di peso, di materia, di luogo, di funzione, di dimensione o di movimento.

DON’T BE MAD CAUSE I’M DOING ME BETTER THAN YOU DOING YOU
“Sono forte spacco tutto, sono forte e anche brutto!” Se c’è una cosa che fa interagire i bambini con la fantasia è la competizione, la sfida. Più di una volta ricorderemo di aver fatto a gara con un compagno di scuola a chi era più forte, chi possedeva più cose o dirittura chi avesse il giocattolo più grande. Il titolo che mi ha ispirato per questa sezione arriva dal un brano di Childish Gambino IV. Sweatpants dall’album 'Because the Internet' il cui ritornello invita a non diventare matti e non degenerare perchè lui comunque lo farebbe molto meglio di come lo faremmo noi. E questo è il concetto principale che hanno i bambini nelle sfide: la competizione si fa accanita, si deve per forza e non esiste sconfitta.

DREAMS AND SCARES
In natura si posso incontrare molte cose strane: una patata che assomiglia alla zia Carolina, un pesce volante, un sasso a forma di cuore, una radice a forma di figura umana, un fiore con la bocca, un vitello con due teste. La maggior parte delle persone potrà pensare che sia solo un cosidetto scherzo della natura o meglio una fantasia della natura, al contrario sono solo associazioni che noi riusciamo a fare, rispetto a quello che sappiamo quello che abbiamo visto, e alle milioni di immagini che ci hanno colpito. Dal libro “Ciccì Cocco” di Bruno Munari: “ho visto il sogno che era vicino alla porta!”. Nell’età infantile si da un peso diverso a quello che accade nei sogni, non viene percepito come segno di auspicio o chissà quale segnale dal futuro, ma come sfida nell’incontrare nuove creature misteriose, con le quali instaurare un rapporto. La realtà si deforma, le ombre proiettate al muro diventano delle mani gigantesche di un mostro, dalla bava che cola.

CARELESSNESS
Questa è la parte in cui si parla della spensieratezza spericolata che si ha solo da piccoli. Ho un immagine in mente, una fotografia della raccolta intitolata “Cicci Coccò” di Munari, con fotografie di Enzo Arnone. Quella fotografia, in particolare, raffigura una bambina appoggiata ad uno sportello di un auto, e sotto una frase che recita: “ dai facciamo un incindente, però senza farci niente”. Un tipo di spensieratezza spietata, la stessa con cui i bambini si fanno del male all’asilo o al parco. A volte o meglio la maggior parte delle volte i bambini sono innocentemente crudeli. Nei giochi di ruolo si deve uccidere il cattivo ma senza morire, è un ribaltamento di funzione, come se fosse un mondo dove si spara senza rumore, e si muore senza gridare.

NOISE
Nella parte di noise, i bambini percepiscono il rumore e il chiasso come quache cosa di molto spassoso. La ripetizione infinita di un suono cacofonico produce soddisfazione e divertimento, soprattutto per i più piccoli. Si tratta di un appagamento genuino; percuotendo qualsiasi oggetto si abbia per le mani, e sbattendolo ovunque, si cerca la melodia perfetta. Un vecchio triciclo arrugginito che cigola fino a farti stridere i denti per i bambini è un sound molto divertente, talmente divertente da non riuscire a fermarsi fin quando non viene sequestrato l’elemento di disturbo. Nella maggior parte dei giochi, che essi siano d’azione, o semplicementi imitare la mamma che lava le stoviglie, si vanno a ricreare e a simulare dei suoni simili, attraverso qualsiasi oggetto a disposizione, a partire dalla bocca, che è un buon strumento per l’imitazione del suono.“BRR HOP (PLOP) SPLASH PRR E BASTA.”

PATATRAC
Questa sezione è dedicata al delirio di onnipotenza, che spinge ogni bambino, e non solo, a creare disordine, attraverso una fase di devastazione totale di tutto quello che incontra per la strada. Un delirio che la maggior parte delle volte porta in scena materiali liquidi e non, come l’amatissima tempera, e alla fine sono sempre i giocattoli a subire la parte peggiore, ad essere mescolati tra intrugli di ogni genere. Il pasticcio dei pasticci, l’insieme di mille cose che fanno l’ingrediente perfetto per farti sentire bene con te stesso, è una sorta di soddisfazione personale. Tutti sappiamo quanto i bambini amino toccare, devono toccare tutto per sapere e per conoscere. Ma amano molto di più le cose viscide scivolose, di strana consistenza, che possono cambiare forma e colore, a seconda del loro volere. Ed è proprio questa elasticità del materiale che rende i bambini onnipotentemente deliranti.

TOYS ARE YOUR FRIENDS
Attraverso quello che si conosce noi riusciamo ad avere diverse relazioni con ciò che ci circonda, dando vita a dei meccanismi di fantasia. I bambini conoscono molto bene il concetto di famiglia, il concetto che ogni componente della famiglia ha un ruolo preciso e ben determitato è una delle prime cose con cui viene a contatto e sopratutto conoscenza. Di conseguenza il bambino attraverso il gioco simula delle realtà che vive quotidianamente, quindi ad ogni giocattolo assegna delle azioni e dei comportamenti. I giocattoli possono essere considerati i migliori amici dell’infante, ci sono giochi che servono ad educare e disciplinare alcuni determinati comportamenti, ma questa relazione tra i due a volte, anzi spesso, degenera in scene violente e crudeli, e si sa che in ogni gioco o favola che esista c’è sempre qualcuno che deve rivestire la parte del cattivo, quindi di subire la brutta sorte di scomparire e non fare più del male.

THE BEST ONE IS THE BIGGEST ONE
Nella mente di un bambino è una regola fissa, il piu grande è, e sarà sempre il migliore. Sopratutto nelle competizioni, nelle sorprese e negli entusiasmi. Tra i più importanti esperimenti effettuati sulla fantasia infantile, si può citare quello di Edward De Bono: nel suo libro intitolato “I bambini di fronte ai problemi”, si comprende come a volte la risoluzione di alcuni problemi avvenga attraverso moltiplicazioni e ingigantimenti in sproporzione su scala. Ovviamente l’alterazione, dovuta all’ingigantimento o moltiplicazione di elementi, non va a cambiare la loro funzione, e dunque quindici mani ma sempre per toccare o afferrare, ventisette occhi sempre e solo per guardare. Un classico esempio calzante sono le matrioske, famose bambole russe in legno, racchiuse una dentro l’altra con dimensioni degradanti. Tutto ciò che è al di fuori della dimensione umana ci affascina, basti pensare ai monumenti delle più grandi capitali del mondo, perchè hanno un effetto impressionante e disarmante ai nostri occhi. “ Alto cosi no cosi cosi come? come mi pare! alto come il mare se ti pare ti pare.”

WE DON’T NEED A REAL WORLD
L’infante nella maggior parte delle sue attività, non riesce a percepire differenza tra la vita reale e l’irrealtà, sono due linee parallele che talvolta si incrociano. “Una persona che dorme nel suo letto non desta nessuna curiosità se è nella sua stanza, ma se invece si trova a dormire in piazza del Duomo, col suo letto, il tavolinetto con la sveglia, il tappetino e le pantofole; così in mezzo ai passanti, come se niente fosse, qualcuno forse lo noterebbe”. Questo è esattamente ciò che accade nella mente dei bambini quando si trovano alle prese con la creazione di qualcosa, sia esso un castello di sabbia o una costruzione in lego, l’infante riesce a decontestualizzarlo molto meglio di qualsiasi adulto. L’ ambiguità di questo tipo di aspetto della fantasia, sta capovolgere la realtà, trovare qualcosa di un luogo e portarla in tutt’altro posto.

SURPRISE BAG
Tutto quello che non si può nè vedere, nè toccare, nè sentire attraverso i nostri sensi, può far scaturire una relazione tra realtà e fantasia. Ed è per questo motivo che il format di questo progetto si è sviluppato, dopo un’attenta ricerca, nelle classiche e storiche buste regalo-sorpresa, che si trovano in edicola o in un qualsiasi negozio di giocattoli. Quello che non vediamo, non si può far altro che immaginarlo, attraverso il tatto e l’udito si può cercare di intuirlo . Ma quello che più apprezziamo è il fattore sorpresa, non sapere cosa ci aspetta, si vede l’oggetto ma non si sa se e quanti altri come lui ne contiene. Ed è un altro elemento, o meglio costante in cui si mette in moto la fantasia, per potersi immaginare il contenuto.

TOYS CADEAUX
Ogni busta al suo interno ha un giocattolo, o meglio un pezzo di giocattolo, che rappresenta uno degli otto temi. Tutti i giocattoli hanno una funzione relativa al tema della busta, ma c’è di più perchè sei degli otto giocattoli possono essere riassemblati tra loro attraverso dei bottoni automatici: non ci sono regole fondamentali, è solo la fantasia che può dirti dove poter attaccare il tuo pezzo di giocattolo e dargli una giusta motivazione. Si è trattato di un meccanismo di decostruzione di sei giocattoli diversi, che però uniti assieme danno vita ad una creatura dai mille volti, tanti quanti possono essere i soggetti che giocando interattivamente creano sempre forme e figure diverse. E’ una sorta di giocattolo- costruzione, un po’ come i classici mattoncini lego, ma senza mattoncini, smonti e attacchi dove vuoi. Importante nota da seguire, non si deve essere condizionati da ciò che sappiamo, ad esempio che la parte superiore di quasiasi corpo umano o animale sia dedicata al viso o alla bocca: lo stesso vale per la parte inferiore dedicata, solitamente gli arti. Siate pure liberi di mettere la gamba, la mano proprio dove avreste messo la testa. Una fusione di elementi diversi in un unico corpo.

Crediti


Contenuto realizzato in collaborazione con l'Università IED di Milano
Moda e direzione video Nicolò Vanghetti
Producer Mattia Bonizzato