C'è una retrospettiva online su Jean-Michel Basquiat, ed è totalmente gratis

In un mondo immerso nel distanziamento sociale, ci possiamo immergere nelle pareti digitali della retrospettiva sul leggendario artista newyorkese.

di Douglas Greenwood
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04 agosto 2020, 4:00am

Jean-Michel Basquiat, Untitled (Tenant), 1982  

Dopo un periodo di quarantena e di distanziamento sociale—che continuano a fare parte della nostra vita—ci stiamo cautamente interfacciando di nuovo al mondo reale, e tra tutte le cose che ci sono mancate di più, visitare le mostre d’arte è sicuramente nella top 10. Molte delle mostre che ci eravamo segnati sul calendario, infatti, sono state postposte, o messe in pausa, o cancellate direttamente, ma l’ascesa delle mostre virtuali ci ha dato l’occasione di gustarle almeno in parte, e di problematizzare su temi aperti da anni e ancora irrisolti, come gli archivi digitali e la gestione degli spazi museali.

La scorsa primavera, la Brant Foundation nell’East Village di New York ha tenuto una mostra sull’opera di Jean-Michel Basquiat, esattamente nel luogo in cui traeva la maggior parte della sua ispirazione e creava la maggior parte della sua arte. Ora è possibile partecipare di nuovo a quella mostra seminale, virtualmente e in maniera totalmente gratuita. Curata dal Dott. Dieter Buchhart e allestita in collaborazione con la Fondazione Louis Vuitton, la mostra raccoglie dozzine dei lavori più famosi dell’artista, tra cui Grillo (1984), Price of Gasoline in the Third World (1982) e i suoi numerosi ritratti, dipinti nei primi anni ‘80.

“La complessa opera di Basquiat lo ha reso uno degli artisti più cruciali e importanti dell’arte moderna, e lo è ancora oggi, dopo trent’anni dalla sua morte,” si legge nel comunicato della Brant Foundation che circolava in occasione dell’inaugurazione della mostra. “Molte recenti retrospettive hanno evidenziato il suo approccio rivoluzionario attraverso una raccolta dei suoi contributi interdisciplinari, inerenti al mondo della musica, della poesia, dell’arte performativa e visuale. Questo approccio gli ha permesso di affermarsi come uno dei capisaldi dell’arte della sua generazione, e il suo impegno nelle questioni politiche e sociali rende le sue opere oggi ancora più rilevanti che mai.”

L’evento, tenutosi presso la nuova galleria privata di Peter M. Brant, a New York, è stato uno degli unici eventi che ha mostrato l’opera di Basquiat gratuitamente. Ma, come afferma la critica d’arte del New York Times Martha Schwendener: “Stiamo comunque pagando tutti quanti, in modi diversi, per vivere in un sistema che alimenta delle colossali disparità economiche. I musei potrebbero anche essere tutti gratis, ma purtroppo la sanità non lo è.”

È interessante vedere il lavoro di Basquiat immerso in questo contesto. La sua carriera, come quella di molti altri artisti neri, si è formata a partire da un grande travaglio emotivo, ed è stata finanziata da collezionisti bianchi che ora, decadi dopo la sua morte, mettono in mostra i suoi lavori, e ne traggono profitto. Questa non è una tematica che viene esplicitata all’interno della mostra, ma in un momento in cui l’accesso all’arte è così limitato, vedere le opere di Basquiat appese a una parete, seppur digitale, è qualcosa di estremamente potente.

Puoi visitare la mostra virtuale della Brant Foundation sull’opera di Basquiat qui.

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