A tu per tu con Gigi Goode, star assoluta dell'ultima "Drag Race"

Finalista della 12esima stagione di RuPaul's, Gigi Goode ci parla di com'è stato competere durante una pandemia, del coming out come non-binary e di come ha reso sua mamma una star.

di Roisin Lanigan; foto di Amy Troost
|
29 luglio 2020, 8:29am

Questo articolo è originariamente apparso nel numero di i-D The Faith In Chaos Issue 360, dell'estate 2020. Ordina qui la tua copia.

Tra i partecipanti della ormai rinomata competizione Drag Race ci sono talenti di tutti i tipi: c’è chi sa cantare, chi sfoggia look incredibili, chi sa truccarsi divinamente. E poi c’è Gigi Goode. Star assoluta di questa stagione, la drag queen 22enne ha superato con successo tutte le prove della competizione, indossando abiti stupefacenti, interamente realizzati a mano dalla madre, ed esibendo un’invidiabile sicurezza in sé.

Da quando 11 anni fa (!) RuPaul’s Drag Race è arrivato sui nostri schermi, lo show è passato dall’essere una perla indie a fenomeno internazionale, presentando al mondo intero più di 150 queen. Eppure, è diventato sempre più difficile farsi un nome come performer in questo programma e lasciare il segno in un mercato sempre più saturo.

Sicuramente non ha aiutato il fatto che la 12esima stagione dello show sia stata pregna di controversie (la partecipante Sherry Pie, selezionata tra le top four assieme a Gigi, Jaida e Crystal, è stata successivamente eliminata dalla produzione), per non parlare di come il programma sia andato in onda durante una pandemia globale, che ha reso impraticabili le riprese dal vivo in studio.

Nonostante tutto, Gigi Goode ce l’ha fatta. E mentre stava preparando per il suo lip sync finale su Zoom (ecco un’altra frase tipica del 2020 che non ci saremmo mai aspettati di formulare), abbiamo passato qualche ora virtuale con la queen.

Gigi Goode, intervista alla star di RuPaul's Drag Race 12

Ciao Gigi! Prima di tutto, dobbiamo chiederti una cosa: hai dato libero sfogo alla tua creatività durante quarantena?
Ho lavorato senza sosta, in effetti, creando diversi look, capi e routine. Questo mi ha aiutato a non buttarmi giù. Fare drag è stata la mia salvezza.

Qual è il programma trash che hai guardato nei momenti di noia, quando non c’era nulla di meglio da fare?
Io amo la TV spazzatura! Il programma più trash che ho guardato in quarantena è stato sicuramente True Blood. Lo adoro.

La stagione di Drag Race a cui hai partecipato è stata unica e irripetibile, ovviamente, essendo stata interrotta dalla pandemia. Hai fatto drag anche in un momento simile?
Sai, al contrario di quello che si potrebbe pensare, credo che questo periodo per le giovani queen sia stato l’occasione giusta per perfezionare la loro arte. Potrebbe sembrare un’impresa difficile e insuperabile, ma, assolutamente, tutti possono fare drag nell’epoca del coronavirus.

La fandom di Drag Race è enorme. Come stai gestendo la pressione di aver raggiunto questo tipo di seguito, specialmente sui social media?
È stato davvero travolgente, ma in maniera positiva. Ogni giorno mi sveglio con migliaia di messaggi di amore e supporto. È bellissimo.

Qual è il tuo meme preferito, di cui sei la protagonista?
È difficile scegliere, ma il mio preferito al momento è quello in cui sono sdraiata per terra nel mio outfit verde che ho indossato nella sfilata del primo episodio. Ovviamente, completo di casco.

Gigi Goode, intervista alla star di RuPaul's Drag Race 12

Qual è il pasto più strano che hai cucinato in lockdown?
Nulla! Ma perché non so proprio cucinare. Per nulla.

I tuoi look sono stati acclamati da tutti. Hai un preferito tra quelli che hai sfoggiato questa stagione?
Credo il look ispirato dall’idea di una ragazza un po' nerd che partecipa al prom di fine anno negli anni ‘80. Quello che ho indossato nell’ultimo episodio andato in onda in TV, prima della finale. Mia mamma l’ha cucito per me il giorno prima che partissi per filmare l’episodio, quindi significa molto per me. E, come tutto ciò che lei crea per me, è assolutamente pazzesco.

Quale dei tuoi look scarteresti?
Non scarterei mai un mio look.

So che tua mamma ha creato molti dei tuoi look e che è la tua prima sostenitrice. Quanto è importante per te questa cosa?
Ora che siamo distanti, ci manchiamo molto. Per me era importante parlare della nostra relazione nel programma, perché volevo dimostrare al mondo di che cosa siamo capaci io e lei, cosa siamo in grado di creare quando uniamo le nostre forze. Fortunatamente Drag Race mi ha dato la possibilità di darle una piattaforma e visibilità.

Gigi Goode, intervista alla star di RuPaul's Drag Race 12

Hai fatto coming out come persona non-binary nello show, ed è stato un momento molto potente. Era qualcosa che avevi programmato oppure è stato un gesto spontaneo?
È stata una decisione spontanea, presa sul momento. Le questioni di genere non sono mai state la mia priorità, ma mentre eravamo lì che ci truccavamo e ci riflettevamo su, ho pensato che fosse l’occasione giusta per dire a parole ciò che pensavo da tempo. Se dovessi dare dei consigli alle persone giovani che non si identificano in nessun genere, sarebbe quello di non preoccuparsi di essere parte di alcuna categoria, perché non è necessario, nemmeno di quella del drag! Fluidità è la parola che mi rappresenta al meglio, ma ognuno di noi ha un percorso diverso.

Come descriveresti Gigi Goode in tre parole?
Goode morning campers!

Gigi Goode, intervista alla star di RuPaul's Drag Race 12
Gigi Goode, intervista alla star di RuPaul's Drag Race 12
Gigi Goode, intervista alla star di RuPaul's Drag Race 12

Crediti


Fotografia di Amy Troost
Direttore Casting Samuel Ellis Scheinman per DMCASTING.

Segui i-D su Instagram e Facebook

Leggi anche:

Tagged:
DRAG
i-D Magazine
DRAG QUEEN
Ru Paul
tv programma
RuPaul's Drag Race
COVID-19
the faith is chaos issue
Gigi Goode