15 domande a Voodoo Kid, l'artista che ha capito come cantare d'amore senza giri di parole

L’artista ci ha parlato del suo album di debutto "amor, requiem", in uscita domani, e di come sia la cosa più naturale del mondo esprimere i propri sentimenti tramite la musica.

di Benedetta Borioni
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19 novembre 2020, 11:34am

Fotografia di Silvia Violante Rouge

Alle persone più attente a quei talenti che si stanno facendo notare nella scena musicale italiana, questo nome non suonerà sicuramente nuovo. Già lo scorso anno Voodoo Kid aveva fatto parlare di sé con l’uscita di Neverland di Mecna, dove compariva tra i featuring del brano che dava il nome all’intero album. 

Ma quello non era che un assaggio della personalità artistica ben più sfaccettata di Voodoo Kid. Quindi dimenticatevi quel coro, o meglio, mettetelo un attimo da parte, e aprite testa e cuore per ascoltare l’LP di debutto di Marianna e scoprire chi è realmente Voodoo Kid. 

Per descriverla, potremmo usare termini come cantautrice, producer e autrice. Cresciuta nel bresciano, si è poi trasferita a Londra per studiare e vivere di musica. Perché Kid? Kid è una parola neutra in inglese che slega il soggetto dall’appartenenza a un genere e rimanda a testi di chi non vuole crescere mai, ci spiega in questa intervista.

Tutto questo emerge con potenza nel suo primo album, amor, requiem, che uscirà domani 20 novembre per Carosello Records. Un LP che sviscera una ad una tutte le fasi della nascita, dell’evoluzione e della dissoluzione di una relazione amorosa, e lo fa in modo talmente naturale e genuino che ti colpisce fin dal primo ascolto. 

Ci voleva qualcuno che in questo 2020 riuscisse a parlare di amore senza girarci intorno? Sì. Ha ancora senso arrabbiarsi e soffrire per amore e dire le cose come stanno? Sì. Voodoo Kid fa entrambe le cose, senza pregiudizi di genere e in totale libertà. Forse abbiamo molto da imparare da lei.

E proprio per questo, abbiamo incontrato Marianna per farci raccontare in anteprima tutto su amor, requiem.

Voodoo Kid: intervista per l'uscita del suo primo album

Ciao Marianna, aka Voodoo Kid! Quali sono i tuoi piani per oggi?
Hey! I miei piani per oggi non sono molto diversi dai piani di ieri, né da quelli di domani: interviste, montaggio video, colazione, pranzo, cena, playstation, film o serie tv prima di andare a letto e una bella dormita di almeno sei o sette ore. 

Dove sei cresciuta, e com’è stato crescere dove sei cresciuta?
Sono cresciuta in una piccola città a nord di Brescia, Gardone Val Trompia, e tutto sommato non è stato per niente male: ricordo piacevolmente la mia infanzia, molto alla Piccole Donne, un periodo pieno di giochi, amici, svago, divertimento e tanti viaggi. Lo definirei proprio un bel periodo della mia vita, dove non mi è mai mancato niente e sono stata molto fortunata e felice.

Descrivimi Voodoo Kid in 4 parole.
Libero, romantico, sensibile, impetuoso.

Voodoo Kid: intervista per l'uscita del suo primo album

Ma com’è che sei diventata Voodoo Kid?
Credo di esserlo sempre stata, in fondo. È emerso tra la terza e la quarta superiore, era una voce nella mia testa che mi diceva che era giusto essere chiunque io volessi essere, senza pensare al giudizio delle persone attorno a me. Mi ha aiutata a crescere e vedere le cose con un occhio più attento e comprensivo. Voodoo Kid è quell’eterno bambino che con purezza e innocenza riconosce le persone per quello che sono veramente e lascia sbocciare i sentimenti, nonostante certi fiori crescano con le spine.

Domani esce il tuo nuovo album, quanto sei agitata?
Agitata mai, emozionata sempre: non vedo l’ora di dare alla luce questa parte di me.

Si intitola amor, requiem e racconta in modo molto personale le tue storie d’amore, alti e bassi compresi. Quando hai scritto questo album? E come si è sviluppato il tuo processo creativo?
Questo album nasce proprio con requiem, brano datato 23 novembre 2018. È un bel tuffo nel passato per me, oggi non fa più male, ma resta la canzone che più di tutte mi parla e mi emoziona. Sembra un paradosso, ma questa è la canzone di chiusura, mentre ghiacciai, che è l’ultima che ho scritto, apre l’album, perché parla proprio dell’inizio di questo iter. I pezzi sono venuti tutti da soli, per pura ispirazione: così come non puoi forzare i sentimenti, non puoi forzare la tua intenzione di voler parlare di certi argomenti.

Voodoo Kid: intervista per l'uscita del suo primo album

Perché hai deciso di metterti a nudo e dire così tanto di te nel tuo album d’esordio? Conosco artisti che sono al quinto album e non si sono mai aperti in una sola canzone…
Perché c’è differenza tra l’arte che viene dal cuore e quella che viene dal cervello. Se crei un prodotto senz’anima, come puoi aspettarti che chi ne ha una entri in empatia e si riveda veramente in quello che condividi?

Com’è nata l’idea della copertina dell’album? Dietro c’è Corrado Grilli, com’è stato lavorare con qualcuno che è nella scena da un bel po’ di anni?
Il gesto di stropicciarsi gli occhi con le mani è qualcosa che mi porto dietro da tempo e che trovo molto forte a livello concettuale: le mani sui miei occhi sono quelle dell’amore. È un’immagine profonda e duplice, come il titolo dell’album, che racchiude vita e morte e rimanda a un percorso di rinascita. La vita cambia e ci cambia costantemente, siamo volenti o nolenti in continuo cambiamento, vittime dei mutamenti della crescita. Mentre la morte è quel punto fermo alla fine di un libro che ti costringe a fermarti, pensare, metabolizzare e infine capire.

Corrado riesce a dare quel plus al mio progetto, nonostante io a volte non lo ascolti e faccia di testa mia perché troppo affezionata alla mia visione personale. Per questa copertina volevo un lavoro grafico semplice e pulito, visto che già la foto per sé è densa di significato. E così è stato.

Qual è la cosa che ti rende più fiera del tuo lavoro?
Forse il fatto di averlo portato a termine.

Voodoo Kid: intervista per l'uscita del suo primo album

Hai vissuto a Londra per un po’. Cosa vorresti portare in Italia della cultura musicale che hai respirato là?
L’apertura mentale verso la musica e l’arte in generale. Vorrei che le persone fossero più interessate all’esperienza di una performance che all’artista che la compie. E vorrei anche che ci fosse più curiosità verso le cose nuove.

L’aspetto più difficile di uscire con un album in questo momento storico non è tanto la promozione, perché ormai il grosso si fa sui social media, quanto piuttosto la costruzione di un rapporto diretto con il proprio pubblico, non potendo fare i live. Tu come lo hai sviluppato, e come pensi di portarlo avanti finché non ti sarà permesso incontrarli dal vivo?
Cerco di stare il più vicina possibile a chi si affeziona alla mia musica, per questo ho creato dei gruppi in DM su Instagram dove condivido contenuti speciali extra. In questo modo riesco a dare a chi mi segue un’esperienza più profonda e intima, una visione unica e a 360 gradi del progetto.

Tre musicisti da tenere d’occhio nei prossimi tempi?
IRBIS37, Ginevra—due artisti già avviati, ma sono convinta che spaccheranno tutto nei prossimi anni—e Dado Freed, progetto sul quale sto lavorando personalmente e che vedremo presto fiorire.

Voodoo Kid: intervista per l'uscita del suo primo album

Se ti dicessero che da ora ti è possibile ascoltare un solo album per tutto il resto della tua vita quale sceglieresti?
Credo sarebbe After Hours di The Weeknd, album che mi ha completamente fulminato.

Quali sono i tuoi sogni e le tue speranze per il futuro?
Per ora, spero di uscire il prima possibile da questo tunnel del Covid-19 che sta mettendo a dura prova la mia salute mentale. Con uno sguardo un po’ più ampio, vorrei semplicemente proseguire lungo il mio percorso e, lo so che sembra utopico ma ci spero davvero con tutto il cuore, vorrei che tutte le persone fossero più consce della crisi climatica e facessero davvero qualcosa di concreto nella loro quotidianità.

Cosa farai domani per festeggiare l’uscita di amor, requiem?
Party hard a casa mia con me, me stessa e me medesima, in call con il mio team su Zoom. Se vuoi sei invitata!

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Crediti

Testo di Benedetta Borioni
Fotografie di Silvia Violante Rouge

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