Istantanee di redhead negli anni '80

Nel suo nuovo libro, Joel Meyerowitz raccoglie le foto più enigmatiche che ha scattato alle persone dai capelli rossi di Provincetown, a Cape Cod.

di Oliver Lunn
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14 aprile 2022, 9:23am

Quando Joel Meyerowitz ha iniziato a fotografare le persone dai capelli rossi negli anni '80, ha ottenuto molto più che qualche scatto di chiome fiammeggianti. In piedi dietro alla sua macchina fotografica, Joel rivolgeva domande personali alle persone che posavano per lui scoprendo man mano molte storie di abusi verbali. "Faccia da lentiggini" e "peli di carota" erano solo alcune delle offese che venivano ripetutamente lanciate contro di loro. E se da un lato questa presa di coscienza era molto dolorosa, allo stesso tempo percepiva un loro senso di soddisfazione per aver superato questi momenti crudeli. 

Ancora oggi, Joel ricorda le loro risposte. "Praticamente tutte le persone che ho intervistato, alla fine, mi hanno confessato: ora che ho 25 anni, adoro i miei capelli. So quanto sono speciale, so quanto sono attraente." Questa forza interiore la si può percepire dalle stesse foto che ha scattato, dove vediamo per esempio una ragazza tirarsi le trecce che incorniciano il suo sorriso o un ragazzo sollevarsi la camicia per mostrare con orgoglio la sua schiena lentigginosa. Si tratta di persone emancipate che provano orgoglio del loro aspetto e Joel era lì per celebrare questo viaggio verso l'amore verso se stessi.

due modelli che si abbracciano una ha i capelli rossi

Il progetto Redheads, in realtà, ha preso forma partendo da una serie più ampia di ritratti che Joel stava realizzando a Cape Cod durante gli anni ‘80. Mentre sfogliava i suoi ritratti, ha notato che il 30% delle foto che aveva scattato erano di soggetti con i capelli rossi. Cape Cod era una meta estiva popolare tra le persone di origini irlandesi di Boston, quindi quel flusso migratorio portava un sacco di persone con i capelli rossi nella zona. Questa consapevolezza lo spinse ad andare più a fondo e subito pubblicò un annuncio sul giornale locale, il Provincetown Advocate, che diceva: "ATTENZIONE! Se hai i capelli rossi o conosci qualche persona che li ha, vorrei scattarti un ritratto, chiama il.…"

Naturalmente, come fotografo si chiese come mai nutrisse questo interesse per i capelli rossi. C'era qualcosa nelle foto che lo catturava, qualcosa nel modo in cui a luce del sole dell'estate illuminava quelle persone. “La loro pelle diventa più lentigginosa, i loro capelli più luminosi e scintillanti,” racconta, affascinato dai contrasti di colore che si creavano quando si stagliavano contro il cielo azzurro. Poco tempo dopo, altri soggetti cominciarono ad aggiungersi al progetto “portando con sé il loro coraggio e la loro timidezza, la loro curiosità e i loro sogni.”

ragazzina con trecce rosse in spiaggia

Inizialmente, Joel non aveva intenzione di portare avanti un progetto focalizzato sull’esperienza di avere i capelli rossi, voleva soltanto mettere davanti all’obiettivo più persone fulve che riuscisse a trovare. Subito si rese conto che questo progetto sarebbe stato troppo superficiale e si capì che doveva concentrarsi sull’esplorazione di un elemento umano. “Mi resi conto che, durante il progetto, sentivo questa tensione a livello umano per ogni singola persona rossa che ho fermato,” racconta, “Ma non era dovuto solamente al colore dei loro capelli, c’entrava invece con il modo in cui si mostravano al mondo, quello che proiettavano verso l’esterno.”

Parte di quella connessione così profonda con i suoi soggetti scaturiva dalle conversazioni che intratteneva con loro. “Non è che li intervistassi nel senso stretto della parola,” dice, "semplicemente, mentre parlavo con loro, chiedevo anche: ‘Com'è stato per te avere i capelli rossi durante l’infanzia?’ Quasi tutte raccontavano la stessa storia, 'Amico, lo odiavo. Mi prendevano in giro a causa dei miei capelli e io volevo sparire, ma non potevo perché la mia testa spiccava nella folla.’”

ragazzina con i capelli rossi su una sedia da bagnino in spiaggia

“Nessuna di quelle persone voleva essere riconosciuta come ‘pel di carota’,” racconta. “Nella maggior parte dei casi, avere i capelli rossi ha dato loro una sorta di notorietà difficile da gestire,” dice. Tutte quelle persone avevano un’esperienza condivisa di cosa vuol dire avere i capelli rossi in una società dominata da chiome bionde e brune. 

Infatti, solo il 2% della popolazione mondiale ha i capelli rossi. Joel ha pensato al suo progetto come a un modo per celebrare un tipo di bellezza di cui si parla poco e che, soprattutto all'epoca, non si vedeva spesso nei film e su altri supporti mediatici. “Era quasi un modo per capire l’estensione della bellezza,” racconta. “Esplorare le accezioni di questo concetto andando oltre la definizione classica e gli standard sociali. La bellezza che cercavo era quella che veniva sprigionata dall’interno, un elemento che nascondeva un qualche tipo di proprietà magica, quel tipo di cosa che ci fa cambiare la nostra comprensione della natura.”

portrait of a redheaded model in a green shirt and long pearl earrings

Ma com’è riuscito il fotografo a immortalare questa "emanazione di gioia dall'interno"? Il trucco risiede nel modo in cui Joel si avvicina alle persone. Lui stesso ha infatti una presenza che descriverei come gioiosa, è una persona dal cuore aperto e emana una vitalità contagiosa. In altre parole, non si presenta al suo soggetto come un carro armato ad armi spianate. “Non ho un secondo fine,” confessa, “sono solo una persona gioiosa che arriva da te con gli occhi spalancati e ti dice: 'Wow, ti ho visto e ora ho bisogno di farti un ritratto'." A coronare il tutto c’è anche il fatto che Joel abbia approcciato le persone che ha scattato con una macchina fotografica in legno alta due metri risalente al XIX secolo, il che non ha mancato di suscitare curiosità nelle persone. 

Sono passati più di tre decenni dallo sviluppo del progetto (la prima edizione del libro è stata pubblicata solo nel 1990), eppure Joel riconosce che questa serie ha trovato un posto speciale nel suo cuore e che questo lavoro gli ha lasciato in eredità una sorta di impulso. "Ora, ogni volta che vedo una persona con i capelli rossi, ho un piccolo tuffo al cuore. Dentro di me dico 'Oh, se fossi ancora su quel progetto, questa persona sarebbe una papabile candidata'.” 

Nell’ultima edizione del libro, riflette su ciò che ha imparato dalle persone con i capelli rossi che ha incontrato sul suo cammino. “Si potrebbe quasi dire che erano state battezzate col fuoco e che questa esperienza condivisa aveva formato una sorta di 'legame di di sangue' tra ognuna di loro. Avevo iniziato a scattare ritratti con l'intenzione di fotografare gente comune. Le persone redhead, ho scoperto, sono sia ordinarie che speciali.”

‘Redheads’ di Joel Meyerowitz è pubblicato da Damiani e potete acquistarlo qui.

modello con capelli rossi che fa vedere lentiggini sulla schiena

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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