Le foto dell'edonismo lesbico nella San Francisco degli anni '90

Phyllis Christopher ha documentato una città carica di erotismo, che celebrava l'identità queer nonostante l'epidemia di AIDS.

di Emma Russell
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06 gennaio 2022, 5:00am

"Alle lesbiche viene detto che sono brutte e che non riescono ad adattarsi," afferma la fotografa Phyllis Christopher, che si è trasferita a San Francisco dalla piccola città industriale di Buffalo nel 1988 ritrovandosi nel bel mezzo della lotta per i diritti civili. Mentre l'epidemia di HIV/AIDS era all’apice, le donne lesbiche protestavano per la visibilità, contro secoli di cancellazione, oppressione e violenze. In un periodo di censura e omofobia, Phyllis ha deciso di documentare la sua comunità nel modo più autentico: "Ho lavorato molto duramente per immortalare ciò che vedevo in tutte queste bellissime donne."

Alcune delle immagini più iconiche di Phyllis sono riemerse di recente dagli archivi. Grintosi club anni '90, amanti che si abbracciano in bagni pubblici con graffiti o fumano per strada, una donna che canta con lo strap-on. La fotografa ha anche documentato le proteste che avvenivano fuori da questi safe space: le donne di ACT UP che chiedeva azioni dirette, ricerca, cure e cambiamenti legislativi e le proteste di Queer Nation, organizzazione che combatte l'omofobia della società con kiss-in e chiede una maggiore visibilità LGBTQ+. Queste donne tenevano in mano slogan colorati come "Queers bash back" e "Le Dykes conquisteranno il mondo" e lanciavano sacchetti pieni di glitter. Tutte immagini che sono confluite su testate alternative dell’epoca, come East Bay Express, OUT, San Francisco Bay Guardian e On Our Backs—di cui Phyllis è diventata photo editor.

lesbica cowboy che fuma una sigaretta
"Lex", Phyllis Christopher, 1997

Alla fine degli anni '80, il movimento di liberazione gay, sorto dopo gli eventi di Stonewall a giugno 1969 e si consolidatosi negli anni '70, aveva fatto significativi passi avanti, ottenendo risultati come la depenalizzazione della sodomia e l’aumento delle protezioni contro la discriminazione nel pubblico impiego. Ma quando il governo indica l’AIDS come "piaga gay" nel 1981, la destra religiosa coglie l'occasione per annullare gran parte dei progressi compiuti. "È stato un vero calcio nello stomaco," dice Phyllis. “з nostrз amicз stavano morendo. La gente stava morendo. Non aveva niente da perdere. Protestavano di fronte alle aziende farmaceutiche cercando di chiedere che il sistema consentisse l’accesso ai farmaci."

“Ci sono state tante proteste e molto dolore. Ma anche molte feste," ha aggiunto. "Non avremmo lasciato che questo ci impedisse di fare party erotici." Sulla scia della cultura edonistica gay maschile, dal momento in cui ha fatto coming out Phyllis ha capito che voleva andare in discoteca e godersi anche quel lato della scena queer. E l’ha trovato a South of the Market, quartiere industriale che ospitava più di 30 club gay, negozi di bondage e sex club aperti alla comunità lesbica. “Le persone che sono in contatto con il proprio lato erotico sono molto felici. Non devono essere temute.”

due lesbiche in topless con una sigaretta e jeans
"Party", Phyllis Christopher, 1999

Phyllis ha fotografato amiche e sconosciute che incontrava in questo ambiente estremamente erotico, dove vigeva sempre una grande attenzione per il sesso sicuro e consensuale. "Volevamo disperatamente dimostrare che ci stavamo divertendo," dice. Nel suo ultimo libro, Dark Room: San Francisco Sex and Protest, 1988-2003, pubblicato ad aprile 2021 e che sarà esposto nella retrospettiva Contacts al Baltic Center for Contemporary Art di Gateshead fino a marzo 2022, Phyllis immortala la vitalità della comunità lesbica di San Francisco negli anni '90.

Al centro della mostra c'è un murales di oltre un metro di una ballerina butch di strip tease nuda. "Non si vedono nudi femminili del genere," dice Phyllis. “Soprattutto all’epoca. Spero che ora si cominci a farlo.” È questa immagine il fulcro di una celebrazione della varietà dei corpi, sfidando le nozioni stereotipizzate di bellezza e genere. Gli abiti e le acconciature sono un mix di androgino e femminilità classica, con tanto di flanella, pelle e biker, ma anche calze a rete e reggiseni di pizzo.

donna che fa la pipì sugli scogli
"Terese", Phyllis Christopher, 1999

Phyllis è stata ispirata dalla generazione di fotografз che l'ha preceduta: Honey Lee Cottrell, Tee Corinne e Jill Posner, che lavoravano per On Our Backs, la prima rivista erotica gestita da donne che dava spazio—e soldi—a progetti fotografici come questi. Ha anche preso ispirazione dal documentarista Robert Mapplethorpe, che ha scattato la comunità dei club kink, e dalla rappresentazione di Del LaGrace Volcano dei club dyke, immortalandoli non come oggetti di fetish ma come soggetti d’interesse culturale. Phyllis definisce il proprio lavoro come una collaborazione con le modelle, rimarcando che le immagini sono consensuali e studiate: "Soprattutto in passato ci voleva tanta fiducia perché una persona si spogliasse davanti alla macchina da presa con la sicurezza che quelle immagini sarebbero state usate con correttezza," dice. 

Era l'era delle istanze anti-pornografia portate avanti da una certa frangia di femminismo e del dibattito attorno su come e se le fotografie di atti sessuali lesbici potessero non essere denigratorie nei confronti delle donne. “La mia generazione è arrivata e ha detto: sì, è un atto politico. Non c'è niente di sbagliato nel sesso consensuale tra donne e nel documentarlo, non importa se all’occhio appaia perverso,” dice Phyllis. “Non c'erano uomini nella stanza. Non c'erano uomini in città… non nella nostra città. Si trattava di questa bolla di donne che facevano quello che volevano e pubblicavano i loro lavori su riviste create e pensate da e per donne.”

donne che inseriscono dei soldi nell'intimo di una donna
"In Bed with Fairy Butch Club", Phyllis Christopher, 1997

Tra i suoi scatti ci sono fotografie di donne che urinano per strada, confluite in una serie che Phyllis ha realizzato con la sua amica storica Lisa Ivy. "L'eiaculazione femminile e la minzione sono tra i pochi atti esteriormente visibili che possiamo fare in quanto donne," dice Phyllis. “Si trattava di marcare il proprio spazio e di essere sessualmente, non voglio dire aggressive, ma visibili. Gli uomini che fanno pipì in pubblico sono in effetti aggressivi, di solito non cercano neanche di nascondersi. Anzim invitano a guardare." Le donne in queste foto stanno dicendo: guarda anche me. Reclamano il potere e chiedono accettazione.

"C'erano tante donne diverse che volevano i miei scatti,” dice Phyllis sulle lesbiche che ha fotografato. “Sentivano la necessità di avere delle immagini di loro perché non c'era internet e dunque non circolavano rappresentazioni positive. Al massimo, usciva l’ennesimo film di Hollywood che avrebbe fornito una rappresentazione deformata o qualche film a basso budget e con una limitata distribuzione per cui avremmo fatto il tifo. Le donne posavano perché volevano vedere se stesse." E sono altrettanto entusiaste di quelle immagini ora come lo erano quando sono state scattate 30 anni fa.

due lesbiche in una strada di san francisco
"Alley", Phyllis Christopher, 1997
due donne in topless che giocano con i rispettivi piercing
"Angus Ann & Lisa Ivy", San Francisco, CA, 1999
un attivista di act up che viene arrestata
"ACT-UP Protest at Burroughs Welcome Pharmaceutical Company", Phyllis Christopher, 1989
donne in topless alla finestra
"Dyke March", Phyllis Christopher, 1999
una ballerina di uno strip club nuda che bacia una donna
"Dancer", Phyllis Christopher, 1991
due lesbiche in topless che ballan
"Dancers", Phyllis Christopher, 1991
due lesbiche con un cartello con scrittorobert mapplethorpe is the messiah
"Protest Against Anti-Gay Christian Fundamentalist Preacher Larry Lea," Phyllis Christopher, 1990
lesbica su uno scoglio in topless
"Pin-Up for On Our Backs Magazine", Phyllis Christopher, 1991
due donne in lingerie legate con una catena
"Shoe Fetish Shoot", Phyllis Christopher, 1990.
donna in topless che indossa uno strap on mentre canta ad un concerto
"Tribe 8", Phyllis Christopher, 1991

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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Crediti:

Fotografie: Phyllis Christopher

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