La moda fluida, seasonless e sostenibile del brand emergente Àforma

Consapevolezza, concetto ed empatia sono i valori cardine del progetto indipendente creato da Antonio Labroca e Daniele Parete.

di Giorgia Imbrenda
|
29 ottobre 2021, 11:07am

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Àforma , il marchio sartoriale di stampo streetwear nato nel 2020 dalle menti creative di  Antonio Labroca e Daniele Parete.

Con il loro brand, sviluppato artigianalmente e con un approccio interamente sostenibile, il duo di designer vuole dare una nuova definizione al concetto di pezzo unico, sviluppando capi irripetibili confezionati esclusivamente con tessuti pregiati recuperati da rimanenze di magazzino. Il design è senza tempo e attinge da un minimalismo infuso di elementi punk. Tutto è pensato in chiave genderless e seasonless, attraverso lo sviluppo di una collezione permanente.

Per saperne di più sulla storia del brand, sui valori che incarna e sui processi che lo contraddistinguono, abbiamo intervistato Antonio e Daniele, i designer che hanno dato vita al progetto.

rebel label Àforma moda giovani creativi intervista

Ciao Antonio e Daniele, raccontateci di voi: chi siete e quali sono i vostri background?
Non siamo soliti parlare di noi, ci piace raccontare dell’energia che creiamo, che poi è quello che siamo in effetti e ci ha fatto incontrare. Antonio e Daniele sono gli opposti che si attraggono, due mondi e due esperienze molte diversi, ma che insieme creano un equilibrio artistico speciale. Sono ormai quasi 10 anni che ci conosciamo—prima eravamo colleghi nel mondo del retail—e abbiamo subito capito che in un futuro senza data avremmo potuto creare ed essere qualcosa insieme.

Daniele: Anto è nato in una piccola cittadina sul mare. È uno spirito libero, con un background artistico a 360°. Sogna e pensa tanto, troppo, e ha una sensibilità rara. Segue i suoi sogni fin da ragazzino facendo esperienza nel retail per grandi gruppi del settore e come stylist coordinator e visual merchandiser, trasferendosi in diverse città italiane ed europee. A Londra è dove espande il suo percorso lavorativo verso l’Art Direction e la fotografia, fino ad arrivare a oggi con la realizzazione di un progetto artistico personale. Oltre al nostro progetto, continua a occuparsi di consulenza per  campagne fotografiche e film per altri brand tra Milano e Londra.

Antonio: Daniele è milanese, con un background più tecnico dal punto di vista stilistico. Si è laureato al Politecnico di Milano in Fashion Design, un percorso formativo che ad oggi gli è utile nella creazione e realizzazione delle nostre collezioni. Ho molta stima di lui sin da quando ci siamo conosciuti, prima come essere umano e poi come artista. Mi affascina vederlo all'opera, comporre i look o smontare un prototipo. Ora lo vedo nel suo mondo, immerso totalmente nella nostra estetica, e continua la sua esperienza nel retail—un arricchimento che ci aiuta a veicolare il nostro prodotto e il nostro progetto artistico.

rebel label À forma moda giovani creativi intervista

Come si fondono le vostre esperienze precedenti e parallele all’interno di Àforma?
Àforma in realtà siamo noi e questo fa sì che ogni esperienza, ispirazione e idea faccia parte e influenzi le nostre decisioni artistiche e progettuali. L'esperienza e il contributo tecnico fanno tanto, e ci dividiamo i ruoli in maniera che ognuno possa dare il migliore contributo. Antonio, per esempio, si occupa della direzione artistica del brand, della fotografia e della scelta dei volti per la comunicazione con potenziali clienti. Daniele, invece, segue principalmente la coordinazione stilistica della collezione in parallelo all'immagine e allo styling del brand. Ci piace definire la nostra collaborazione come “organica”. Ogni decisione viene presa insieme: Àforma siamo noi e la nostra community, sono gli oggetti che colgono la nostra attenzione, gli odori e sapori che ci ricordano le nostre origini e le esperienze che abbiamo vissuto e vivremo insieme.

Da dove proviene il nome del vostro brand? 
Il nome Àforma per noi significa dare forma alle cose, agli oggetti, così come agli abiti ai tessuti. Significa dare una propria interpretazione alle forme, ai movimenti e ai volumi. Per noi significa anche "funziona!", un po’ come “It works!” in inglese. L'accento sulla “A” è in realtà il risultato di un errore ortografico, ma abbiamo deciso di lasciarlo perché il caso fa parte del nostro processo creativo. Amiamo trasformare un errore in quello che può essere per noi un dettaglio stilistico o estetico importante, una specie di firma del nostro gusto. Lo si vede anche nei nostri capi, come nei raw cut detail, i tagli a vivo lasciati quasi a simboleggiare la spontaneità del nostro approccio.

rebel label À forma moda giovani creativi intervista

In che modo le città dove vivete—Milano e Londra—instaurano un dialogo all’interno delle vostre creazioni?
Non c'è un legame reale tra la città in cui viviamo e abbiamo vissuto e le nostre creazioni, è l'esperienza che fa la differenza e definisce il nostro lavoro per Àforma. Dalla città, che sia Milano o Londra, nasce il nostro desiderio di inclusione, di relazione e confronto, qui riceviamo gli input più importanti ma è nella quiete nella natura che in realtà troviamo la nostra dimensione. Le città e le loro influenze ci tengono aggiornati, informati e curiosi, ma la nostra ricerca si sviluppa su un desiderio e un legame forte con la terra e il mare, che si riflettono nelle nostre scelte stilistiche.

Parlateci del vostro processo creativo.
La collaborazione è nata dall'empatia che proviamo l’uno con l'altro. Partiamo con una ricerca comune, scegliamo i colori, i materiali e le silhouette in base a quello che ci piace e che ci fa star bene e da questa base iniziamo a costruire l'immagine della collezione, coinvolgendo artisti, amici e collaboratori. Nel nostro processo creativo, coinvolgere esperti (come è stato per la creazione degli accessori, della ceramica o dei nostri stessi film) è fondamentale e fa parte del nostro arricchimento culturale, e fa parte delle stratificazioni del brand.

rebel label Àforma moda giovani creativi intervista

Il vostro brand è genderless, a-seasonal e presenta solo pezzi unici: volete parlarci del concept dietro a queste scelte?
Crediamo sia una scelta molto semplice e naturale. Il concetto di genderless, ad oggi, vogliamo che non risulti più come un’opzione. Il nostro brand si basa esclusivamente sull'interpretazione personale dell’individuo. Le decisioni di creare una collezione senza seguire il ritmo delle stagioni della moda e il fatto di creare pezzi unici si collegano alla nostra attenzione verso la sostenibilità. Crediamo un guardaroba che sia scelto, pensato e che funzioni per varie stagioni e occasioni. In questo momento, visto che vendiamo direttamente nel nostro studio, ci prendiamo il lusso di poter adattare le taglie ai nostri clienti, in modo da non avere rimanenze di stock. Così evitiamo sprechi e offriamo un servizio mirato. Ci piace pensare che i nostri capi possano essere usati e interpretati, vogliamo che possano essere indossati e non solo visti tramite uno schermo.

Parlando di sostenibilità: perché è importante e in che modo si può ridurre l'impatto ambientale di un brand?
Àforma è un progetto con una visione ampia. Creiamo capi unici minimizzando gli sprechi e i tessuti deadstock, lavorando con silhouette indossabili da diverse fisicità. L’approccio sostenibile parte in primis da noi come individui e dalle domande che abbiamo iniziato a porci sulla nostra responsabilità ambientale come singoli. Essere sostenibile per un brand oggi è una necessità, quasi un obbligo, e sta al brand stesso la responsabilità di prendere la strada migliore per controllare la produzione, l'inquinamento e lo spreco del proprio progetto. Infine, citando quanto emerso dal nostro primo fashion film, “Je suis responsable” diretto dal regista e amico Enrico Poli: la sostenibilità è la responsabilità che prendiamo verso noi stessi e verso gli altri.

rebel label Àforma moda giovani creativi intervista

Se doveste scegliere tre designer con cui andare a cena stasera, chi sarebbero? E in quale ristorante li portereste?
Andremmo probabilmente a due cene differenti.
Antonio: Con Helmut Lang alla Trattoria Ottimofiore, ristorante siciliano a conduzione familiare di fianco a Àforma/Àpartment. Segue caffè in appartamento.
Daniele: Con Alexander McQueen alla pizzeria Oceania. Mai più senza le patatine fritte dalla ricetta segreta. 

Qual è stato il momento più difficile della tua carriera finora?
Il primo passo! In qualità di artisti, quando accedi al business non è semplice scindere la propria sensibilità artistica da quella puramente commerciale—stiamo ancora imparando a non confondere le due cose. Vendere un prodotto che è frutto di una sensibilità estetica proprio e di un processo creativo intimo è complicato, perché entrano in gioco meccanismi puramente personali. Insomma, il momento più difficile ad oggi è stato appunto dire “sì” ed iniziare. Siamo comunque un brand indipendente, ci autofinanziamo e crediamo in quello che facciamo. Così nasce Àforma, riscoprendo la creatività e la collaborazione, la stima negli altri, nelle espressioni artistiche e, perché no, anche in noi stessi.

rebel label Àforma moda giovani creativi intervista
rebel label Àforma moda giovani creativi intervista
rebel label Àforma moda giovani creativi intervista

Segui i-D su Instagram e Facebook

Crediti

Testo: Giorgia Imbrenda
Fotografe: Antonio Labroca
Styling: Daniele Parete

Leggi anche:

Tagged:
Fotografia
sostenibilità
Moda
giovani creativi
designer emergenti
A Forma
enderless
one piece only