Fotografia di Rosario Rex di Salvo

Melanie e Stephanie Hausberger sono le artiste gemelle che dovete conoscere

Vi presentiamo le gemelle che creano dipinti stratificando le pennellate di una con quelle dell'altra.

di Gloria Maria Cappelletti
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20 dicembre 2019, 3:38pm

Fotografia di Rosario Rex di Salvo

Melanie e Stephanie Hausberger sono due sorelle gemelle austriache assolutamente identiche e in simbiosi. Una completa le frasi dell'altra, stanno vicine, si fa fatica a tenere a mente chi è chi. Sono entrambe artiste e la loro creatività le ha portate a trasferirsi a New York, dove vivono dal 2010. Dopo aver fatto lo stesso liceo e la stessa università, le due hanno deciso di iniziare a creare arte insieme.

Le abbiamo incontrate qualche tempo fa, mentre erano di passaggio a Milano, e ne abbiamo approfittato per far loro qualche domanda:

Raccontatemi un pò di come avete iniziato a fare arte. Non avete un background artistico, giusto?
No, siamo cresciute in uno ski-resort nel Sud Tirolo, in Austria. Quindi non abbiamo assolutamente nessun background artistico, da piccole non visitavamo nemmeno i musei, non ce n’erano vicino a dove abitavamo. Però abbiamo sempre disegnato, nostro padre era bravissimo a disegnare, anche se non ha mai avuto un’istruzione formale in campo artistico ci ha insegnato tutto lui. Eravamo naturalmente portate a farlo e anche a scuola era ciò che amavamo più fare. Tutti gli anni si facevano delle ‘gare’ artistiche e ogni volta almeno una delle due vinceva. Siamo sempre state super creative, facevamo gioielli, disegnavamo, facevamo grafiche sui primi computer degli anni ’90. Poi, quando abbiamo avuto l’occasione, abbiamo iniziato ad andare a visitare i musei di Monaco, la grande città più vicina. Mi ricordo le visite alla Haus der Kunst, alla Pinacoteca. Poi anche a Vienna, lì Schiele è diventato una grande influenza quando lo abbiamo scoperto, così come tutti gli espressionisti tedeschi e viennesi. Ricordo quando guardavo i dipinti e pensavo “Voglio farlo anche io.” Nei musei andavamo sempre troppo vicino alle opere per vedere ogni singola pennellata. Abbiamo entrambe una mente molto fotografica, ragioniamo per immagini, siamo molto visuali. Quando facciamo un dipinto ci diciamo lo stile in cui vorremmo che fosse l’opera, ‘Questo facciamolo alla Munch’. Spesso capita in maniera inconsapevole. Dipingiamo in acrilico, olio, facciamo foto e abbiamo girato un paio di film. Sperimentiamo con tanti media ma siamo autodidatte.

Melanie Stephanie Hausberger_ Rex Di Salvo

Avete però frequentato l’accademia d’arte a New York. È lì che avete imparato a dipingere?
Era un’Accademia un pò particolare, c’erano corsi tecnici, ma noi eravamo sempre in ritardo ad iscriverci. Quindi abbiamo dovuto frequentare altri corsi. Ti facevano fare un pò quello che volevi. Era la School of Visual Arts di New York sulla 21esima. Tantissimi artisti fantastici sono usciti da lì. Noi a quel tempo facevamo tante foto. Ci fotografiamo sempre a vicenda, le nostre foto sono finite anche a una mostra a Miami. Vorremmo fare una mostra su di noi, sul nostro percorso insieme come artiste e come gemelle.

Ora che siete in Italia, quali sono le città che vi hanno più colpito? E quelle che vi hanno ispirato di più?
Nostra zia e cugini abitano a Livorno, quindi siamo spesso andate in vacanza lì. Anzi, ci andavamo quando sentivamo il bisogno di separarci l’una dall’altra. Passavamo le estati separate e una di noi andava lì a Livorno. Però non stavamo bene lontane, e allora tornavamo insieme. Amiamo Firenze, ci andiamo spesso. Lucca, Siena.

I vostri genitori vi hanno supportato?
Sono davvero molto conservatori, è stato difficile per loro capire cosa volesse dire per noi fare l’artista. Abbiamo lavorato per altri studi di artisti perché, anche se non è sempre stata una bella esperienza, volevamo davvero capire come funzionasse, e guadagnare un pò di soldi per pagarci l’affitto. Abbiamo imparato che devi sempre essere motivato, disciplinato, concentrato. Nel nostro caso abbiamo troppe idee, quindi dobbiamo capire quali di esse portare avanti. Non abbiamo bisogno di troppe parole tra di noi, e abbiamo lo stesso gusto. Certe volte dobbiamo discuterne un pò di più, conciliare le nostre menti. I nostri dipinti sono fatti a quattro mani quindi devono essere pensati.

Melanie Stephanie Hausberger_ Rex Di Salvo

La visione di un artista, nel lavorare su una tela, ha poi una sua conclusione nell’opera finita. Quando è il momento in cui capite entrambe che il vostro dipinto è concluso? È possibile che ci sia sempre qualcosa che una di voi voglia aggiungere.
Certe volte dobbiamo proprio dirci ‘basta’. Capita che una delle due pensi che sia finito e poi si accorga che l’altra ha continuato, dipingendoci sopra. Dobbiamo specificare se abbiamo delle pennellate che pensiamo siano finali, di non passarci sopra.

Cosa pensate sia il tratto specifico di ognuna di voi due?
Abbiamo entrambe una forte personalità, se una di noi è più attiva sulla tela all’altra viene solo più voglia di essere ancora più attiva. Nostro fratello ci dice sempre che siamo troppo competitive. Ci vogliamo migliorare e superare a vicenda continuamente. Ma il nostro è un rapporto simbiotico nell’arte e nella vita. A volte è più facile sopportare la propria sofferenza rispetto a quella dell’altra. Ci sentiamo insoddisfatte e la nostra giornata non è completa, finché non ci mettiamo a dipingere.

Vedo da questo studio che siete estremamente produttive, in sole tre settimane avete creato una quantità impressionante di tele.
Abbiamo l’urgenza di esprimerci. Come l’abbiamo avuta di uscire dal nostro villaggio in Austria. Avevamo bisogno di trovare persone a cui interessasse ciò che facevamo. Ora è diverso, dopo l’avvento di Internet si può produrre arte anche da un villaggetto sperduto, perché hai lo spazio dove puoi essere scoperto e guardato. Prima non l’avevamo e per questo siamo andate via da lì, verso una grande città. Ci teniamo sempre ad andare in molte e diverse città. Le nostre sono opere che vanno viste dal vivo, non attraverso schermi o in foto.

Melanie Stephanie Hausberger_ Rex Di Salvo

Infatti, è esattamente quello che credo anche io. Da qui posso vedere la gestualità delle pennellate, vedo la texture, i colori brillanti. La vostra arte è molto materica.
È per questo che viaggiamo tanto e giriamo per le gallerie, e il motivo per cui chiediamo a tutti di andare a vedere le nostre mostre invece che guardare i lavori su Instagram. Bisogna sentire l’energia delle opere, che non puoi sentire attraverso le piccole immagini sullo schermo del cellulare.

Pensate che sia ancora importante avere una galleria di riferimento? Oppure è meglio avere un dealer privato, o lavorare direttamente con i collezionisti?
Lavoriamo con alcuni collezionisti, è una cosa ancora molto piccola e privata. Instagram è comunque un buon aiuto in questo. Alcuni collezionisti ci contattano da lì, e nascono opportunità. Ora abbiamo la nostra prima mostra personale a Bruxelles, credo che adesso ci guardino di più tutti. Alla fine è da solo un anno e mezzo che abbiamo iniziato a dipingere seriamente, e per essere così poco tempo va molto bene. In ogni dipinto c’è tutta la nostra esperienza. Andiamo sempre ai musei, costantemente, per vedere i dipinti di grandi artisti dal vivo. E frequentiamo tanti corsi di storia dell’arte, di film, fotografia. Siamo interessate a moltissime cose, e poi tutto quello che ci ispira fluisce nella pittura. Siamo un mix degli artisti di New York come De Kooning e gli espressionisti tedeschi. Ci sono moltissime influenze nella nostra arte, anche se tutto parte dalle esperienze e dall’istinto.

Melanie Stephanie Hausberger_ Rex Di Salvo

Oltre alla mostra personale a Bruxelles a Dicembre, quali sono i vostri piani futuri?
Sì, quella è la nostra prima mostra personale. È una cosa piccola, ma siamo molto felici. Presentiamo un corpo di lavoro che include dipinti in acrilico, tele a olio, disegni, diversi stili sviluppati in diversi momenti. Non ci siamo ancora fissate con precisione su un determinato stile, e non vogliamo farlo. Siamo in continua evoluzione.

Credo che sia importante, piuttosto che avere uno stile preciso, mantenere l’energia giusta rispetto a quello che voi volete dire. Rimanere radicali senza assecondare le richieste del mercato dell’arte.
Assolutamente. Quando non c’è la mente e la determinazione non si ha lo stesso risultato. Siamo entrambe molto ribelli, quindi se qualcuno facesse richieste probabilmente faremmo esattamente l’opposto. Come abbiam

Melanie Stephanie Hausberger_ Rex Di Salvo

o fatto con i nostri genitori. Non possiamo essere convinte a fare qualcosa, facciamo quello che ci va. Per ora abbiamo in programma delle residenze in Europa e un pò ovunque.

E cosa ne pensate di Milano?
Ora è la seconda volta che veniamo. Siamo molto contente di essere qui, è una città stupenda. Rimarremo qui ancora un pò per finire questi dipinti, ma New York è la nostra città ormai, vedremo quando riusciremo a tronarci. Amiamo sicuramente l’architettura di Milano, i giardini, gli ingressi dei palazzi antichi, i pavimenti in marmo. È una città incredibile, ci piace molto di più di altre città italiane come ad esempio Firenze, perché Milano è più contemporanea. Ci ispira molto.

C’è sempre un momento di ‘attesa’ nelle vostre opere, anche se paradossalmente sento tantissima energia all’interno di quadri. Come se si sviluppasse una dimensione parallela.
Una delle immagini più frequenti che ci troviamo a dipingere sono ragazze sedute che aspettano. Veneri che aspettano, che attendono. Gruppi di donne simili, che cercano di convivere mentre aspettano e litigano costantemente. Sono decontestualizzate, potrebbero essere ovunque, sono senza tempo. Sono quasi virtuali e metafisiche. Se c’è la fotografia, perché dovremmo dipingere la realtà? Le nostre figure femminili sono sospese, astratte. È forse proprio una forma di escapismo.

Melanie Stephanie Hausberger_ Rex Di Salvo

Speranze per il futuro?
Tornare a New York. Poi ci manca l’Europa. Poi di nuovo New York. Quando siamo in Europa c’è meno elettricità creativa nell’aria e abbiamo più tempo per fermarci a pensare e dipingere. Infatti lavoriamo meglio in Europa perchè New York è una città che ha una grandissima energia, c’è sempre qualcosa da fare, è molto social, così ci distraiamo continuamente. A New York ci viene sempre voglia di fare qualcosa, nascono delle ispirazioni forti. Poi torniamo in Europa per creare le nostre opere. Idealmente vorremmo fare metà e metà, comunque sempre insieme.

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Crediti

Testo di Gloria Maria Cappelletti
Fotografia di Rosario Rex Di Salvo

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arte contemporanea