Fotografia di Maria Clara Macrì

15 domande a La Niña, cantante napoletana pronta a prendersi l'Italia intera

"Napoli è la madre di tantissimi artisti grandiosi, ma è anche una madre che abbandona dopo aver messo al mondo. Molti napoletani sono orfani in cerca di una città di adozione."

di Amanda Margiaria
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26 febbraio 2020, 8:36am

Fotografia di Maria Clara Macrì

La Niña è una cantante e performer che, per sua stessa ammissione, scrive e sopravvive a Napoli. Al secolo Carola Moccia, nei suoi video propone un'estetica sensuale e matura che ben si sposa alla sua voce così profonda, ipnotica.

Per conoscerla meglio abbiamo passato insieme a lei un'intera giornata, dalle prime luci del mattino fino ai neon rossi della notte ormai inoltrata, quando La Niña si è esibita per la prima volta a Milano.

Quando si parla di lei si citano sempre i soliti tre, quattro riferimenti, che in questa sede eviteremo. A parlare questa volta è lei, niente paragoni altisonanti né similitudini azzardate per un'artista che, in definitiva, muove oggi i primi passi nel panorama musicale nazionale e lo fa con una coerenza musicale ormai rara.

Anche perché, come leggerete tra poco, è La Niña stessa a rifiutare orgogliosamente qualunque definizione.

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La Niña indossa giacca e pantaloni Yseless Byajbilou, abito Adriana Hot Couture (indossato al di sotto).

Ciao La Niña, che cosa fai oggi? E cosa stavi facendo prima di rispondere a queste domande?
Oggi dedicherò l’intera giornata a registrare le voci di un pezzo nuovo. Lavorando per tutta la settimana il weekend è per me un appuntamento fisso con la musica. Prima di rispondere, invece, stavo lavorando con KWSK NINJA (il mio producer) ad un reef appoggiata al termosifone.

Dove sei cresciuta, e com’è stato crescere dove sei cresciuta?
Sono cresciuta a San Giorgio a Cremano, la città del grande Massimo Troisi, quindi sono uno spirito vesuviano. Crescere qui vuol dire crescere in fretta. Napoli, così come le sue province, è un luogo che ti mette alla prova costantemente, fonte di ispirazione e disperazione. A Napoli è tutto un’impresa, se riesci a costruire qualcosa qui vuol dire che te lo sei davvero guadagnato.

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Qualche settimana fa hai suonato a Milano, com’è stato? E qual è la differenza più grande rispetto a quando ti esibisci nella tua città, Napoli?
Suonare a Milano è stato molto emozionante, era la mia prima volta come LA NIÑA e non mi aspettavo di ricevere già un tale supporto. Ho guardato negli occhi i miei fans e l’energia era davvero incredibile, devo tantissimo a Milano, ormai la considero la mia seconda città.

Non ho mai suonato a Napoli come LA NIÑA, invece, proprio perché è la mia città e voglio che la prima performance sia mozzafiato e la preparazione richiede del tempo, inoltre non sono ancora in tour. La serata di Milano è stata infatti uno showcase più che un vero concerto.

Basandomi però sulle mie esperienze passate come musicista e cantante in altre formazioni posso dire che Napoli è meno ricettiva di Milano sui fenomeni musicali; sarà che qui non esiste un’industria musicale vera e propria e di conseguenza non esiste un vero pubblico. Napoli è la madre di tantissimi artisti grandiosi, ma è anche una madre che abbandona dopo aver messo al mondo, ecco perché molti napoletani sono orfani in cerca di una città di adozione.

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La Niña indossa abito Marco Rambaldi e scarpe IIndaco.

Qual è stato il successo più grande della tua carriera finora?
Nessun grande successo, io ne colleziono tantissimi e di piccole dimensioni.

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Diceva un pazzo: “Parlare di musica è come danzare di architettura.”

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La Niña indossa occhiali da sole Retrosuperfuture e cappotto vintage.

Più che una cantante, vederti esibire dal vivo mi ha convinto del fatto che tu sia una performer. Sei d’accordo?
Sì, vero. Io scrivo e performo le mie canzoni, non mi limito a cantarle. Sono amante dello show e del linguaggio corporeo, il palco è l’occasione per regalare qualcosa di inaspettato che vada oltre le canzoni già accessibili via streaming. Coreografare l’intero show è per me un grande atto di amore e rispetto nei confronti del pubblico. Siamo in un momento storico dove ancor più di prima le emozioni vanno aiutate e la dedizione dimostrata.

Lo scorso dicembre è uscito il video di Salomè, che è un progetto piuttosto ambizioso e creativamente strutturato per lo standard italiano. Come stanno andando le cose? Quali feedback hai ricevuto?
Sono soddisfatta di tutti i risultati ottenuti, i feedback da parte di addetti ai lavori, colleghi artisti e fan sono più che positivi, mi sento davvero supportata soprattutto tenendo conto del fatto che il napoletano non è una lingua immediatamente decifrabile per chiunque.

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La Niña indossa cappello Adriana Hot Couture.

Hai uno stile molto definito, tipicamente mediterraneo. Ma come lo racconteresti a una persona, boh, neozelandese? Qualcuno che non ha la minima idea di quale sia l’estetica del Sud Italia e del Mediterraneo in generale insomma.
Diciamo che non farei nulla di diverso da ciò che sto già facendo. Quello che canto e che hanno cantato nei secoli i miei predecessori andrebbe solo ascoltato. Non ho la pretesa di spiegare Napoli, non sono una guida turistica.

Io provo a raccontare la mia Napoli, che è solo una delle tante possibili e che piuttosto sfugge agli stereotipi monolitici in cui i turisti trovano ristoro. Confido nel potere universale della musica e quindi nel fatto che le canzoni non abbiano bisogno di note a margine.

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La Niña indossa abito Valentina L Fontana e scarpe Simona Vanth.

Tre musicisti da tenere d’occhio nei prossimi tempi? A parte te, ovviamente.
So che la mia amica L I M sta lavorando al suo prossimo disco, direi che merita un’occhio considerati i trascorsi. L’altro occhio (e anche l’ultimo che mi resta) lo punterei su Boy Rebecca.

Qual è la cosa che ti rende più fiera del tuo percorso musicale?
Aver fatto sempre scelte nel rispetto della mia persona, senza mai smettere di ricercare la mia vera voce.

Dove ti vedi nel 2030? Sempre sul palco?
Dai, sì! Sarò ancora giovane e under 40.

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La Niña indossa stivali IIndaco.

Il paradiso esiste?
Certo, ed è pieno di gatti.

Quali sono i tuoi sogni e speranze per il futuro?
Spero di incontrare gli alieni prima di morire. Nel frattempo però vorrei fare della musica la mia carriera.

Cosa farai domani?
Domani vado al mercato a cercare qualche pezzo vintage a 50 centesimi e poi torno a registrare.

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La Niña durante la sua performance a Milano, Apollo Club, febbraio 2020.

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Crediti

Intervista e Coordinamento di Amanda Margiaria
Fotografia e Art Directiondi Maria Clara Macrì
Styling di Silvia Vinci
Make-Up di Carla Curione
Assistente allo styling Joelle Pomioli
Sul set Alfredo Maddaluno

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