Immagine di sinistra: Scatto per la campagna A/W 21 Malone Souliers; Immagine di destra: Die Grube

Gli autoritratti surreali di Isabelle Wenzel per la campagna Malone Souliers A/W 21

Il corpo e le forme plastiche che può assumere sono al centro della pratica della performer e fotografa tedesca, che da oltre 10 anni indaga i concetti di presenza, perdita e tempo attraverso una auto-osservazione attenta e consapevole.

di Carolina Davalli
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20 settembre 2021, 10:07am

Immagine di sinistra: Scatto per la campagna A/W 21 Malone Souliers; Immagine di destra: Die Grube

Il posing o posturing—come la curatrice Shonagh Marshall e la editor Holly Hay l’hanno definito nel loro libro e mostra sul tema—è un aspetto essenziale della fotografia di moda. Si tratta di una disciplina che connette movimento, fotografia, corpo e abiti, dando vita a immagini che hanno fatto la storia della moda. Ma questo è solo uno degli ambiti in cui si manifesta la pratica del posare, che deriva dai mondi del teatro, della danza, e dell’arte performativa, tutte discipline che nel corso dei secoli hanno messo al centro il corpo al centro della propria espressione creativa.

Quando la fotografa e performer tedesca Isabelle Wenzel è stata coinvolta come artista e creativa alla campagna A/W 21 del brand di calzature Malone Souliers, ha attinto proprio dalla sua conoscenza ed esperienza delle arti performative per realizzare la serie fotografica della collezione.

Isabelle, infatti, scatta ritratti de se stessa e del suo corpo da oltre 10 anni, sperimentando con i movimenti e congelandoli nei frame di immagini che sembrano provenire da universi surreali, da riprese oniriche avulse dal tempo. La sua ricerca prende in esame il proprio corpo, calandolo nella dimensione interstiziale tra soggetto e oggetto, e decidendo di interpretarlo ogni volta adottando approcci e sguardi volti a decostruire le strutture di potere che lo dominano e costringono. In un gioco di presenze, movimenti e stratificazioni mediali, le opere di Wenzel diventano dei portali sulla potenza e infinitezza del corpo in movimento.

Per saperne di più sul suo percorso, sulla sua pratica e sulla sua campagna per l’A/W 21 Malone Souliers, abbiamo deciso di intervistarla.

Isabelle Wenzel fotografia autoritratti surreali Malone Souliers 2021 A/W 21
Flug

Ciao Isabelle! Raccontaci di te, del tuo background e di come ti sei avvicinata al mondo dell’arte performativa.
Fin da piccola, ero fisicamente molto prestante e non provavo mai paura. Il movimento era tutto ciò che importava per me, e stare fermi significava perdersi il meglio del mondo. Ho sempre fatto molta fatica a comprendere il concetto di gravità. È qualcosa che non volevo accettare, e ho tentato in tutti i modi di ostacolare la gravità. Ad ogni caduta al suolo, aumentava la mia delusione e rabbia. Eppure mi sono promessa di non arrendermi, e di continuare a provarci. Così ho iniziato a lavorare per un circo e mi sono allenata con un acrobata russo per diversi anni. Quando mi sono resa conto che ad interessarmi era più il processo di formazione che l’esibizione in sé, ho iniziato a cercare altri modi per esprimere questa passione. Sognavo di diventare una stuntman e mi sono avvicinata allo skateboard a livello professionale.

Quando hai scoperto per la prima volta che la fotografia sarebbe diventata parte essenziale della tua arte?
In un paio di occasioni sono stata scattata per alcune riviste di skateboard, e quello è stato il mio primo incontro con la fotografia. La ripetizione di uno stesso movimento all’infinito, fino allo scatto perfetto, è ancora parte integrante del mio modo di lavorare. Alla Coppa del Mondo di skateboard nel 2003, mi sono fatta molto male al ginocchio a causa di un incidente. In quel preciso momento, ho capito di aver perso la mia convinzione di essere invulnerabile. Ho iniziato a fotografare ricordi di movimenti che mi piacevano e, in un certo senso, tutte le mie immagini parlano anche di una perdita. Mi è stato consigliato di studiare fotografia e siccome non avevo di meglio da fare, l'ho fatto. Dopo tre anni, sono finita ad Amsterdam alla Gerrit Rietveld Academy per studiare arte con un focus sulla fotografia.

Isabelle Wenzel fotografia autoritratti surreali Malone Souliers 2021 A/W 21
Malone Souliers 2021 A/W 21

Sei anche un’acrobata. Quando hai iniziato ad apprendere questa pratica e come hai unito per la prima la fotografia e la performance nel tuo lavoro?
Non mi sono mai sentita a mio agio a pensarmi nelle classiche posizioni di fotografa o modella. Da una parte, non volevo scattare il corpo degli altri secondo il mio sguardo, e dall’altra la mia immagine non era quella che tradizionalmente viene associata ai modelli o modelle professionisti. Ma visto che ero interessata a scattare dei corpi, ho iniziato dal mio. Da lì, ho iniziato a interrogarmi sempre di più su quali struttura di potere dominassero il corpo nel momento dello scatto. Mi sono chiesta: chi è che sta effettivamente dando forma a un'immagine, chi scatta o chi assume determinate pose?

Fin dall'inizio dei miei studi, ho iniziato a fare autoritratti. All’inizio mi sentivo molto incerta sull’utilizzo della pratica della fotografia. Anche perché pensavo che un fotografo fosse chi si inoltrasse nel mondo per scoprire qualcosa di nuovo, di sconosciuto. Ma io non volevo scoprire l’ignoto. Volevo riflettere sulla mia perdita e creare un mondo in cui il fantastico e il reale interagissero. A scuola d'arte, ci spingevano a trovare le nostre ispirazioni o impulsi dalle nostre esperienze personali interiori e da quelle scovare le proprie opinioni sul mondo. Quindi per me era più che logico iniziare dal mio corpo, e vederlo come mezzo e come strumento. Così sono diventata fotografa e modella al tempo stesso.

Isabelle Wenzel fotografia autoritratti surreali Malone Souliers 2021 A/W 21
Due Grube

Cosa apporta la performance art alla fotografia, e viceversa?
Direttamente dall'avvento dell'arte performativa negli anni '60, la fotografia e la cinepresa hanno giocato un ruolo essenziale per questa pratica. Con l'uso della macchina fotografica è stato possibile conservare un’immagine o performance per i tempi a venire. E con questo tipo di rappresentazione delle immagini, gli aspetti temporali delle esibizioni sono diventati visibili a occhio nudo.

La cornice dello scatto o della ripresa diventa come un'astrazione, e viene spesso utilizzata per indicare un prima e un dopo. Anche se l'immagine fa riferimento al momento preciso della sua realizzazione, quel tipo di performance non può ovviamente mai essere rappresentata nella sua interezza, perché mancherebbe l’aspetto IRL. L'immagine di una performance dà forma a qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso. A me interessa proprio questo qualcos’altro e quel momento trasformativo dello scatto delle immagini. Ogni opera ibrida tra performance e fotografia per me parla degli scarti temporali, e per questo riesce ad incarnare il passato, il presente e il futuro.

Isabelle Wenzel fotografia autoritratti surreali Malone Souliers 2021 A/W 21
Feld, 2021

Il corpo è un elemento centrale nel tuo lavoro. Quale aspetto di questo concetto stimola continuamente la tua ricerca?
Per me, il corpo è il centro della nostra percezione e connessione con gli altri. Senza un corpo, tutto sarebbe puramente idee e pensieri. A me invece interessa vedere il mio corpo reagire rispetto a ciò che mi circonda. Mi piace usare il mio corpo come soggetto di un processo comunicativo per connettermi al mondo che mi circonda e al pubblico. Il mio processo è basato su prove ed errori, e utilizzo molta improvvisazione. Sono affascinata dalla ripetizione e durante la creazione delle immagini mi spingo in luoghi in cui posso dimenticare me stessa, e diventare parte del paesaggio. Una formazione geologica. Un elemento botanico. Divento pesante, inciampo. Ricominicio. Guardo con una fotocamera e il mio Io mediatizzato.

Le tue immagini sembrano fotogrammi di filmati o di una performance artistica dal vivo. Perché senti il ​​bisogno di scomporre il movimento in tante inquadrature, frammenti, punti di vista?
Mi piace guardare le cose a lungo. Mi affascina guardare un movimento congelato in un momento specifico. Utilizzo la fotocamera come fosse uno specchio. Mi piace essere soggetto e oggetto al tempo stesso: guardare e essere guardata. Mi piace spezzettare le cose e costruirci qualcosa di nuovo sopra. Ma non mi piace esibirmi dal vivo. Quello che cerco è un'interazione tra il mio corpo e la macchina fotografica, e cerco di riflettere sulla relazione tra materialità e virtualità. Mi piace essere il mio stesso pubblico.

Isabelle Wenzel fotografia autoritratti surreali Malone Souliers 2021 A/W 21
Malone Souliers 2021 A/W 21

Raccontaci della collaborazione con Malone Souliers AW21. Come è stato il tuo processo creativo?
Malone Souliers mi ha dato molta libertà e fiducia e mi sono attenuta al mio normale processo creativo. Mi hanno fornito i pezzi che avrei dovuto indossare e abbiamo parlato delle location e di quale tipo di pose avrebbero potuto funzionare meglio. Sono andata con il mio assistente in diversi luoghi che offrivano un paesaggio aperto e ho iniziato questo gioco… un gioco piuttosto intimo e silenzioso. Eravamo solo noi due in un bellissimo paesaggio che abbiamo raggiunto dopo 30 minuti di cammino—lì le macchine non ci possono arrivare. Poi ho iniziato la mia routine: correvo, saltavo, cadevo, e ripetevo tutti i movimenti che avevamo pianificato, controllando il risultato dalla fotocamera e ripetendo questo processo finché non siamo stati soddisfatti.

Qual è stata la parte più emozionante di questa esperienza?
Nel mio modo di lavorare le cose spesso vanno molto veloci e spontanee. Per Malone Souliers ho passato più tempo a fare ricerca in maniera precisa, tendendo alla perfezione. In questo modo il processo è stato più mirato e ideato con più calma. Mi è piaciuto questo nuovo approccio, che si è quasi ridotto a pura meditazione. Non ho mai avuto molta fortuna con il tempo, e anche in questo caso sono dovuta tornare sul posto per una seconda ripresa. È stato interessante performare la stessa idea durante un altro giorno, con un altro tipo di clima e umore.

Isabelle Wenzel fotografia autoritratti surreali Malone Souliers 2021 A/W 21
Malone Souliers 2021 A/W 21

E qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare?
La difficoltà era quella di mostrare le scarpe in maniera fantastica. I movimenti erano sempre molto diretti e c’era sempre a da considerare la posizione del piede. Non è stato sempre facile, ma mi ha anche portato ad avere nuove idee. Lavorare sulla sabbia è stato impegnativo, e in quel caso abbiamo dovuto trovare degli stratagemmi per non far affondare le scarpe nella sabbia.

Come hai approcciato l'elemento delle scarpe?
Ho pensato al piede come base per tutto il movimento. Ogni scarpa mi dava una sensazione diversa ed era un punto di partenza per articolare una dimensione corporea all’interno di un paesaggio. Il mio obiettivo era creare un'interazione dialogica tra la scarpa, il paesaggio e i miei movimenti.

Isabelle Wenzel fotografia autoritratti surreali Malone Souliers 2021 A/W 21
Malone Souliers 2021 A/W 21

Gli scatti che fai ci lasciano un senso di immobilità surreale e sembrano non appartenere a nessun momento o luogo specifico.
È bello sentirlo dire. Il senso di immobilità che provo mentre guardo qualcosa che in realtà è in movimento è ciò che io considero bellezza. Questo è ciò che intendo quando dico che il mio lavoro ha qualcosa di molto meditativo.

Tu sei il soggetto del tuo lavoro. Qual è la scoperta più interessante che hai fatto sperimentando con il tuo corpo e la tua immagine?
Fotografo me stessa ormai da più di 10 anni. Certo, il mio corpo e le mie abilità cambiano. Da quando ho iniziato, per esempio, ho dato alla luce due bambini, e ho potuto vedere come il mio corpo si è trasformato nel corso degli anni. Non la considero una mancanza, piuttosto una sfida. È interessante osservare che mentre il mio corpo cambia, cambia anche il mio linguaggio immaginifico.

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Skirt

Quali sono i tuoi piani per il futuro? Hai dei progetti a cui stai lavorando?
Al momento sto lavorando a un'interazione dialogica tra me e un drone. Voglio consegnare il ruolo di autore al drone e trovare dei modi per rendere questo stacco visibile al pubblico. Forse questo progetto si trasformerà in una performance dal vivo, e forse dovrò lasciare la mia zona di comfort. Il che probabilmente fa sempre bene.

Lasciaci con una canzone, un film o un libro. 
Vorrei lasciarvi con alcune acrobazie e una breve intervista a Buster Keaton.

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Malone Souliers 2021 A/W 21
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Malone Souliers 2021 A/W 21

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Crediti

Testo: Carolina Davalli
Fotografia: Isabelle Wenzel

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