9 collettivi e piattaforme creative a Venezia che dovresti conoscere

C’è molto di più del turismo di massa e dello shopping di lusso, se sai dove guardare.

di Jacopo Rossetto
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08 settembre 2021, 11:41am

Fotografie via @wearemayvenice

Venezia è una città complessa e stratificata, assediata dal turismo, messa in difficoltà da fattori climatici estremi e segnata da una ridotta prospettiva lavorativa. Qui può sembrare difficile creare realtà creative giovani e dinamiche, ma c’è chi non si lascia scoraggiare.

La città lagunare, infatti, pullula di nicchie, community, collettivi e piattaforme che sfidano quotidianamente le fragilità di Venezia, contribuendo a dare al panorama culturale locale una prospettiva più ampia, diversa e innovativa.

Noi di i-D Italy, che siamo sempre ricerca dei nuovi fulcri creativi emergenti, abbiamo scovato alcune delle realtà veneziane che stanno alzando l’asticella culturale della città.

Ecco qui la lista dei collettivi artistici e delle piattaforme creative da conoscere a Venezia.

1) Spazio Punch, hub culturale poliedrico

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Courtesy of Studio Wild @studio_wild_architecture

Se questo nome vi suona familiare, è probabilmente perché ne avete già sentito parlare in occasione di Penisola, mostra sugli esiti inaspettati della relazione tra editoria e fotografia di cui vi parlavamo in questo articolo. Muovendosi sul sottile equilibrio tra il mondo istituzionale e la scena underground, Spazio Punch è un’organizzazione non profit fondata nel 2011 da Augusto Maurandi sull’isola della Giudecca, uno dei luoghi di Venezia meno contaminati dal turismo di massa. In questi giorni, vi consigliamo di non perdere la mostra The Forbidden Garden of Europe, un giardino di “specie vegetali aliene invasive”—selezionate per le loro caratteristiche biologiche—che rappresentano una minaccia per le specie autoctone europee.

Segui Spazio Punch qui e prenotati per la mostra ‘The Forbidden Garden of Europe’ (aperta fino al 21 novembre 2021) qui

2) Opificio, il collettivo che sta rivoluzionando il concetto di clubbing a Venezia

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Courtesy of Riccardo Marchiori @____faust

Opificio è un progetto collettivo audiovisivo che organizza eventi musicali unendo artisti, musicisti e giovani creativi veneziani, nel tentativo di creare una vera e propria scena notturna a Venezia—obiettivo ambizioso in un contesto complesso come quello della città lagunare. Lo spirito inclusivo, il respiro internazionale, la selezione musicale attenta e la scelta di location uniche (dj set su vaporetti veneziani ristrutturati, rave a pochi metri dall’acqua sulle spiagge del Lido) hanno reso il collettivo un punto di riferimento per la scena culturale della laguna, uno spazio dove persone dai background più disparati possono incontrarsi e collaborare a progetti innovativi, dando nuova linfa a una scena artistica locale perlopiù assente negli ultimi anni.

Segui Opificio qui e ascolta i loro mix qui.

3) Orient Experience, il ristorante che unisce cultura, ricette e viaggi dei migranti dal Medio Oriente

orient experience venezia
Fotografia di LeStraniere

Orient Experience è una piccola catena di ristoranti aperta da Hamed Ahmadi, regista cinematografico afghano arrivato in Italia nel 2006, dove ha ottenuto lo status di rifugiato politico e lavora come mediatore linguistico e animatore per i tanti minori che arrivavano in Italia dal suo stesso paese. Proprio dalle interazioni con questi ragazzi è venuta ad Hamed l’idea di aprire un ristorante che offrisse piatti tradizionali etnici, rielaborando ricette ispirate ai paesi che i migranti devono attraversare nei loro lunghi viaggi. Ogni piatto ha un’identità molto forte e precisa, così come lo stile del locale, che negli anni si è ampliato ed è oggi una piccola catena con cinque sedi nel Veneto.

Segui Orient Experience II qui.

4) Venice Calls, l’associazione non profit dedicata a territorio, innovazione e comunità

Quando si parla di Venezia è impossibile ignorare le problematiche che la affliggono da decenni, come la gestione confusa del turismo di massa, l’inasprirsi dei fenomeni climatici estremi e la ridotta prospettiva lavorativa per le nuove generazioni. Per tentare di arginare queste difficoltà nel 2018 è nata Venice Calls, un’associazione non profit che si impegna nella tutela del territorio lagunare e nella creazione di occasioni di ritrovo e confronto per la comunità locale. Attraverso attività di volontariato come clean up, divulgazione, promozione culturale e innovazione ecosostenibile, Venice Calls aspira a diventare un centro di incontro, dibattito e progettazione per chiunque abbia a cuore il futuro di una città dagli equilibri estremamente delicati.

Segui Venice Calls qui e diventa socio qui

5) MAY, l’agenzia creativa per scoprire una Venezia diversa

May è nata in piena pandemia, ma è già diventata una realtà creativa centrale per la città. Specializzate in arte contemporanea—settore sempre più presente nel circuito veneziano—, Claudia Malfitano, Camilla Rigo Langé e Carlotta Santini hanno unito le forze e i diversi background creativi per promuovere l’arte e il design attraverso la realizzazione di contenuti, eventi e grafiche per clienti tersi e per i loro progetti indipendenti. Il più recente è We Are Venice For, iniziativa culturale di slow tourism che valorizza le eccellenze locali attraverso tour dedicati ad arte contemporanea, architettura e design, percorsi turistici inusuali che permettono di guardare Venezia da una prospettiva diversa.

Segui MAY qui e prenota uno dei loro tour culturali qui 

6) MarcoPolo, la libreria indipendente intersezionale e inclusiva in pieno centro città 

I titoli esposti in vetrina, tra cui  Women Race and Class, Kink Stories e Planet on Fire—per citarne alcuni—, sono un segnale immediato dell’essenza della Libreria MarcoPolo: attualità, intersezionalità e impegno sociale. Flavio, Sabina e Claudio collaborano dal 2015 e scelgono insieme gli editori e i libri da proporre, con l’obiettivo di offrire un ampio e curato assortimento di libri di editoria indipendente.

Segui la libreria MarcoPolo qui. 

7) Pase, l’associazione che sperimenta con i nuovi linguaggi dell’arte

Venezia è anche competenza, avanguardia tecnologica ed eccellenza creativa, fattori che la rendono uno snodo strategicamente importante di scambio internazionale. La conoscenza approfondita della città del team di Pase ha permesso loro captare le necessità artistiche locali e contribuire così allo sviluppo della ricerca in questo ambito. Dal 2011, Pase si confronta con i nuovi linguaggi dell’arte attraverso momenti di formazione, discussione e performance legati alla musica sperimentale contemporanea.

Segui Pase qui

8) Argo16, spazio multidisciplinare di promozione artistica e culturale

Concerti, aula studio, proiezioni, laboratorio di grafica e stampa e molto altro: Argo16 è una fucina creativa straripante di personalità, in pieno contrasto con il paesaggio scarno e brutale della zona industriale in cui si trova. Argo16 prende vita sotto forma di spazio aggregativo dedicato all’espressione di movimenti artistici e culturali; una piattaforma autofinanziata pensata per la realizzazione e la valorizzazione delle arti performative contemporanee attraverso eventi, workshop e documentazione—anche in partnership con altre realtà con intenti affini. Un vero e proprio contenitore di attività culturali diversificate grazie ad uno spazio attrezzato e modulabile, che guarda alla sostenibilità sul lungo termine.

 Segui Argo16 qui.

9) Lorenzo Mason Studio, lo spazio multidisciplinare di architettura, design e nuovi linguaggi dell’arte

Il team di Lorenzo Mason Studio si concentra sulla sperimentazione di format, linguaggi e tecniche, assumendo forme diverse in base allo scambio che si crea con artisti, architetti, curatori, e istituzioni. Lorenzo, co-founder e gestore dello studio insieme a Dafne Pagura e Simone Spinazzè, crede in un modello di design inteso come parte integrante dei progetti creativi, e non solo come finalizzazione finale di un prodotto artistico. Lorenzo Mason Studio si muove agilmente tra ambienti istituzionali e non, e il loro ultimo progetto è stato il catalogo per il padiglione Russia della Biennale Architettura, che nella sua versione fisica è diventato un vero e proprio elemento dell’esposizione. Tra i vari progetti dello studio c’è anche Occasional Radio, in collaborazione con numerosi ospiti internazionali.

Segui Lorenzo Mason Studio qui e ascolta l’Occasional Radio qui

Crediti

Testo di Jacopo Rossetto
Fotografie via @wearemayvenice

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