"Non indossando una maschera si rischia di perdere la propria identità."

dramna è la prova che la nightlife di napoli è più viva che mai

Non solo a Londra, club kid e performer queer vivono anche sotto il Vesuvio.

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26 aprile 2018, 2:03pm

"Non indossando una maschera si rischia di perdere la propria identità."

Partenope Vive è il progetto fotografico che ritrae e intervista creativi e icone del panorama napoletano contemporaneo. Ispirandosi alla leggenda di Partenope—sirena della mitologia greca divenuta nel corso dei secoli figura allegorica della città—questo progetto racconta i diversi volti di una Napoli aperta, creativa e spregiudicata. Unendo il medium fotografico a interviste singole, Partenope Vive racconta le storie dei personaggi partenopei e della città che li ha resi possibili. Trasformando etichette come ‘diverso’ ed ‘eccentrico’ in punti di forza che descrivono le loro personalità, i protagonisti di questo reportage editoriale hanno identità in bilico tra realtà e costruzione, tra persona e personaggio, tra vita e immaginazione. Come Partenope, la città di Napoli vive attraverso le loro esistenze.

Il nostro viaggio nella Napoli che ancora non conoscete inizia con Dramna, alter ego in maschera e performer delle notti partenopee.

"Nella camera da letto la notte, è lì che mi sento più ispirato. Mentre la città dorme e la mente è sveglia. In quei momenti tutto diventa surreale, grottesco e le idee viaggiano spaventosamente senza freni."

Quando parla di Napoli, Dramna—perfomer e icona queer partenopea—fa subito riferimento al Vesuvio. È questo il luogo della città che più ama perché, dice, lo affascina e intimorisce allo stesso tempo. Mi racconta che salendo sulle pendici del vulcano a un certo punto si incontrano due grandi sculture: la prima è un teschio, rappresenta la morte ed è una metafora della continua rinascita di Napoli. Ma è ancora più su che si trova la sua favorita: è una maschera di Pulcinella, simbolo indiscusso di Napoli e interprete delle sue mille sfumature. Quando osserva quell’enorme Pulcinella che troneggia sulla città, è come se Dramna vedesse le tante maschere che lui stesso indossa quando si traveste e trasforma.

Dramna è il personaggio nato dalla ricerca introspettiva che Daniele Ragosta—questo il suo vero nome—porta avanti da anni, uno studio su se stesso dettato anche dalla necessità di voler ridefinire la proprio immagine e la propria identità. Crescendo, il rapporto di Daniele con il suo corpo non è mai stato facile da gestire ed è lui stesso a confessare che “il viaggio che ho intrapreso nasce sicuramente dalle insicurezze e dalla paura di affrontare la società con il mio aspetto fisico e il mio volto, perché non rispecchiano esattamente gli standard di bellezza comuni. Ho sempre sentito il bisogno di esprimere chi sentivo di essere nel profondo, ed è da qui che è nata l’idea di coprirmi il volto.” Così, complici un'innata tendenza all'introspezione un forte istinto creativo, Daniele trova lo slancio giusto per iniziare a sperimentare con look eccentrici, caratterizzati nei primi tempi da copricapi cuciti a mano e travestimenti con cui si fa vedere la notte per i club di Napoli.

Perché è proprio dentro i club che è nata Dramna. “Ero un club kid partenopeo," dice candidamente. In effetti, è difficile non notare i riferimenti stilistici che lo avvicinano ai club kid di New York e Londra degli anni ’80 e ’90. Da James St. James, a Kenny Kenny, passando per Leigh Bowery, le influenze sono tanto chiare quanto velate, ma mai scontate. Come molti di questi personaggi, anche Dramna a un certo punto sente stretta la dimensione club come luogo per esprimere la sua identità; vuole contestualizzarsi in un immaginario più comune, più quotidiano. In questo passaggio Instagram ha sicuramente giocato un ruolo fondamentale, diventando vetrina su un mondo che, tra le altre cose, si nutre di creatività ed eccentricità, ma che più di ogni altra piattaforma virtuale, offre ai suoi utenti la possibilità di dar vita a personaggi immaginari e identità alternative.

Così dai club partenopei l'immagine di Dramna arriva sui set fotografici e su Instagram, crescendo e diventando sempre più pubblica. Eppure, le idee che stanno alla base di questo immaginario nascono da un luogo ben più intimo. “In camera, la notte, è lì che mi sento più ispirato," confessa. "Sono le ore in cui la città dorme, ma la mente è sveglia. In quei momenti tutto diventa surreale, grottesco e le idee viaggiano spaventosamente, senza freni.” E quando la luce del giorno filtra attraverso la sua finestra, queste visioni prendono forma concreta attraverso look sperimentali costituiti da capi vintage firmati, o come le chiama Dramna “pezze senza valore” trasformate e rivalorizzate. Perché il personaggio di cui Daniele veste i panni è comunque un work in progress, una ricerca continua di nuovi stimoli. Il risultato d’infinite rivisitazioni di quella che poi, in fondo, è sempre la stessa maschera.

In una società in cui l’idea di maschera è spesso demonizzata perché associata alla falsità, alla menzogna e al volersi nascondere, Dramna ne rivela un aspetto molto più onesto: la maschera come mezzo espressivo e tela su cui proiettare nuove identità. Un po’ come le due statue sul Vesuvio, anche i suoi abiti sono un simbolo di rinascita e, proprio come accade per Pulcinella, Dramna è interprete, protagonista e ideatore di mille storie. E quando alla fine della nostra chiacchierata gli chiedo quali sono i pericoli che si corrono non indossando una maschera, mi dice che secondo lui il rischio più grande è perdere la propria identità. E, a pensarci bene, non potrei essere più d’accordo.

"Se fossi una sirena passerei le mie giornate esplorando gli abissi più profondi, circondandomi dei tesori marini più belli e naturalmente, se fossi annoiata, spazzolandomi la lunga chioma su uno scoglio di Napoli."

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Crediti


Testo di Sofia Gallarate
Fotografia di Vincenzo D'Ambrosio
Direzione Artistica di Simone Furlan
Styling di Riccardo Maria Chiacchio