Fotografia di Albert Watson

nessuno sa fotografare la forza delle donne come albert watson

Una nuova mostra celebra l'eredità dell'iconico fotografo attraverso gli scatti realizzati negli anni '80 e '90 per le campagne Blumarine.

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apr 6 2018, 3:12pm

Fotografia di Albert Watson

La parola che Albert Watson mi ripeterà più spesso durante il nostro incontro è libertà. Certo, non esiste la regola perfetta per scattare una campagna pubblicitaria, ma quella libertà creativa a cui fa riferimento è un elemento indispensabile. La possibilità di lavorare in modo autonomo—"con la sola richiesta da parte del brand di mettere sempre in risalto gli abiti," come precisa Watson—porta a risultati unici: "Nel 99 percento dei casi ci sono restrizioni e paletti. Ma io sono stato così fortunato da collaborare con persone che hanno invece capito l'importanza della libertà artistica di cui ogni fotografo ha bisogno."

Ed è proprio questa libertà il trait d'union che collega tutte le advertising realizzate da Albert Watson per Blumarine. Dal 1987 al 1993, dal New Mexico a Napoli, dall'Arizona alla Scozia, le immagini scattate dall'iconico fotografo sono un case study d'eccellenza quando si parla di collaborazioni tra brand e artisti. E oggi una nuova mostra le raccoglie e incapsula nella cornice rinascimentale di Palazzo dei Pio a Carpi (città in cui Blumarine è nato e in cui si trova tutt'ora la sede dello storico marchio italiano), che vuole celebrare il lavoro di uno dei maestri della fotografia di moda contemporanea ed esaltare il ruolo che ha avuto nella definizione dei canoni estetici del nostro tempo.

La prima cosa che salta all'occhio osservando Naomi Campbell, Cindy Crawford, Carré Otis e le altre top model protagoniste di questi scatti è la forza che i loro corpi e le loro espressioni emanano. Sono decise, libere, determinate, sensuali e non si scusano di esserlo. La differenza con gli scatti che dominano oggi il mondo dell'advertising di moda è lampante, non solo per l'estetica unapologetic che contraddistingue i lavori di Watson, ma anche per lo studio della composizione che emerge da ogni singola immagine. "Arrivo dal mondo della grafica, quindi quando scatto vedo una serie di linee e coordinate che cerco di armonizzare attraverso l'obiettivo."

Ma queste incredibili donne non sono le protagoniste esclusive degli scatti in esposizione. A contendersi il centro della scena ci sono paesaggi, orizzonti e città: canyon e deserti statunitensi, rioni e vicoli napoletani, lande e cottage scozzesi, piscine e motel alla periferia di Los Angeles. Da qui il nome della mostra, Fashion portraits & Landscapes, che sottolinea il rapporto interdipendente che Watson ha saputo, e sa tutt'ora, creare tra natura, abiti e modelle all'interno delle sue fotografie.

Le immagini sono tutte raw, non ritoccate, e a grado Photoshop zero. A stamparle è stato Watson stesso, che le ha sviluppate nella sua camera oscura newyorkese. Un po' come se fosse ancora il 1987 e la storia della fotografia di moda fosse ancora tutta da scrivere. Ma Watson non si definisce un fotografo di moda: "sono un fotografo a cui piace lavorare con la moda, ma le mie immagini sono graficamente più complesse. Le luci, le situazioni, la narrazione e le emozioni che veicolano cambiano di scatto in scatto. Ci sono più e più livelli, ed è questo che fanno i grandi fotografi, mentre i fotografi di moda si preoccupano solo di far risaltare la bellezza delle modelle. Il mio obiettivo invece è sempre stato quello di mostrare la loro forza."

Non è quindi sbagliato parlare di una sensibilità artistica fuori dal comune, come conferma Anna Molinari, storica fondatrice di Blumarine e simbolo per eccellenza della donna forte che Watson ha immortalato nella sua carriera: "Albert è un artista che ha saputo fotografare la vera bellezza, sottolineando la femminilità e il carattere dei nostri abiti. Conosceva bene il significato del bello, così come l'importanza di sfumature, luci, ombre, natura e contrasti."

Spesso paragonato a quello di Helmut Newton, il lavoro di Watson ritaglia la figura di una donna altrettanto sensuale, ma più sfaccettata, perché ricca di quei chiaroscuri che tornano ricorrenti nelle oltre 100 immagini in esposizione. E soprattutto perché nessuno, ma proprio nessuno, sa fotografare la forza femminile come Albert Watson. Vedere per credere.

La mostra Albert Watson, Fashion Portraits & Landscapes sarà visitabile dal 7 aprile al 17 giugno presso i Musei di Palazzo dei Pio a Carpi. Tutte le informazioni le trovate qui.

Crediti


Testo Amanda Margiaria
Tutte le immagini su gentile concessione di Blumarine