Fotografia di Claudia di Difra

non ancora adulto, non più adolescente—chi sei quando hai vent'anni?

La studentessa IED Lucia Giustozzi riflette su quello strano momento in cui non sai come sentirti e ogni definizione ti sta stretta.

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13 aprile 2018, 10:27am

Fotografia di Claudia di Difra

Questo contenuto fa parte della serie 'Best IED Students', ricerca in cui noi di i-D selezioniamo i nuovi creativi che entrano oggi a far parte dell'industria della moda. Presentando le loro tesi di laurea , i migliori studenti del corso Fashion Styling 2017 dell’ IED Istituto Europeo di Design vogliono raccontarsi e condividere con i nostri lettori il futuro della moda.

"Mi chiamo Lucia. Sono nata in una piccola provincia del centro Italia. Come ogni piccola realtà profumava di casa, ma ben presto il nido si è fatto troppo piccolo e claustrofobico per me. Avevo bisogno di fare qualcosa di avventato, di vivere un'avventura. Sono fuggita a Milano e mi sono messa in gioco, sperando di riconoscermi in qualcosa di nuovo in questa città. Da queste riflessioni è nata poi la mia tesi, quasi una sorta di percorso che mi ha portato a riconoscermi in me stessa."

Innocenza. Maturità. Nel mezzo quello stato fluido e indefinito che inevitabilmente tocca la persona nel profondo. "È il privilegio della prima gioventù vivere d’anticipo sul tempo, in un flusso ininterrotto di belle speranze che non conosce soste o attimi di riflessione." Ma arriva per tutti il momento in cui l’esistenza umana è segnata da questo passaggio tanto universale quanto personale. L'individuo avverte i sintomi che preannunciano il mutamento. I fattori cambiano a seconda del vissuto e del contesto in cui è inserito. Partendo dalla lettura del romanzo di formazione The Shadow-Line di Joseph Conrad, ho colto la necessità di trattare l’argomento dell’età di passaggio. Un territorio denso e doloroso, dove l’intelligenza è matura abbastanza da comprendere la realtà, ma l’infanzia è appena dietro l’angolo e ancora allunga la sua aurea dorata di magia, innocenza, credulità. La tesi è una riflessione sulla propria esistenza e sulla personale linea d’ombra, ossia un confine vago e a tratti inafferrabile, che sfuggendo a leggi spazio-temporali non può essere consapevolmente attraversata in un determinato momento o spazio. La tesi si sviluppa come un Bildungsroman che attraversa stadi e luoghi di vita diversi. È percorso ricorrente nella vita di molti artisti: dalle piccole città di provincia si muovono verso le grandi metropoli che seducono e ammaliano. Ogni luogo li deforma e li trasforma fino ad affermarli. L’identità, formatasi attraverso ogni luogo, si impone su tutti i luoghi.

La tesi si articola in un progetto fotografico e un video. I due lavori, nonostante siano caratterizzati da estetiche diverse, si completano ed esauriscono il percorso di formazione in modo complementare. La ricerca segue un crescendo che giunge al suo compimento, di senso e artistico, nel finale del video. Il progetto fotografico, realizzato con la collaborazione della fotografa Claudia Di Franscescantonio, ha un’intenzione documentaristica. Lo stile è quello di un album fotografico, che avvolge le fotografie in un alone di intimità e familiarità.

La duplicità TOWN vs CITY si profila sin dalla divisione dell’impaginato, mostrando il cambiamento che i soggetti presi in esame hanno vissuto attraverso le due diverse realtà. Cresciuti in piccole città provinciali, hanno maturato il proprio IO nella metropoli, lontani dagli sguardi soffocanti e dalle dita puntante. I soggetti sono mutati, cresciuti e hanno trovato il coraggio di esporsi. La selezione dei modelli del progetto fotografico è stata in parte virtuale e in parte emozionale: sono in primo luogo persone che ho conosciuto, che mi hanno raccontato la loro esperienza e che, soprattutto, hanno condiviso con me questo percorso.

Il video è stato girato dal regista Tommaso Ottomano. Insieme, abbiamo sviluppato il concept con l’estetica libera, estrosa e a tratti anche sporca che gli è propria. La ricerca identitaria che si sviluppa nella parte fotografica raggiunge il suo compimento nei fotogrammi di I AM I: l’io fugge dal nido, sperimenta la metropoli e diventa IO. Diviso in cinque capitoli che seguono le evoluzioni del personaggio fino al raggiungimento dell'identità, questo video è caratterizzato da uno stile surreale e sognante, che vuole sottolineare la dimensione allo stesso tempo interiore ed esteriore dei cambiamenti. Tutti gli elementi—lo styling, l'immagine, il suono, il testo—concorrono alla tensione della ricerca. Lo split-screen definisce due estetiche che trovano una connessione attraverso l'audio. Non c'è musica, ma suoni che si intrecciano e la voce, quella del modello Christaux, recita un testo che segue crescendo di lirismo e intensità emotiva.

Crediti


Fotografia di Claudia Difra
Styling di Lucrezia Giustozzi
Make up di Ilaria Bosco, Genny Cecchetti e Greta Cecconi
Capelli di Roberto Marcon e Martina Russo

Regia Video di Tommaso Ottomano
D.o.p: Gianluca Oliva
Styling Lucia Giustozzi
Modello Christaux
Make-up e capelli di Serena Congiu
Sound design di Tommaso Ottomano
Assistente alla Regia Leonardo Castellano