il futuro del design ha 24 anni

Si chiama Dozie Kanu, arriva dagli Stati Uniti ed espone a Spazio Maiocchi la sua personale 'STRETCHED' per la Design Week di Milano.

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18 aprile 2018, 2:36pm

Ieri a Milano ha inaugurato STRETCHED, la prima personale dell'interior designer e artista statunitense Dozie Kanu. Curata da Kaleidoscope Magazine per Rimowa, la mostra è ospitata da Spazio Maiocchi ed esplora nuovi usi del materiale adottato dal brand di valigeria per i suoi oggetti.

Classe 1993, Kanu è uno dei giovani talenti del design da tenere d'occhio. Proprio durante l'allestimento il fotografo Piotr Niepsuj l'ha scattato per noi, ma dopo aver visto STRETCHED dal vivo abbiamo deciso di fare un'altra chiacchierata con questo artista per farci raccontare il suo percorso nel mondo del design e capire meglio il suo visionario modo di interpretare la contemporaneità.

Il design era una strada che avresti sempre voluto percorrere o è successo per caso?
Più o meno. Volevo fare il regista. I film per me sono i migliori progetti di design, insieme all'architettura. In un certo senso, creare oggetti è come fare piccoli passi.

Qual è stata la prima cosa che hai progettato?
Una sedia, questa.

Hai mai riguardato un progetto, pentendoti di averlo realizzato? O magari desiderando che il risultato finale fosse in qualche modo diverso?
No, non mi pento mai di aver fatto nulla, ma a volte mi pento di aver mostrato alcune cose alle persone.

Quale consideri un punto di svolta nella tua carriera?
L’incontro con il mio attuale design dealer, Paul Johnson (Salon 94, New York) alla fiera Design Miami.

Quali sono le principali ispirazioni nel tuo lavoro?
Cerco di sfidare il modo in cui le persone vedono e pensano contemporaneamente al design e all'arte.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro come designer?
Poter vedere me stesso in quello che faccio. Non come un riflesso, ma individuando le caratteristiche di me stesso. E il potenziale che c’e in tutto questo.

Cosa puoi dirci della tua collaborazione con RIMOWA e KALEIDOSCOPE?
Per me ha molto senso lavorare con queste due entità—una pubblicazione di arti progressive e un lussuoso brand di valigie—per come si relazionano con me in questa fase attuale della mia vita: sperimentare culture diverse e studiare l'arte sono interessi assolutamente fondamentali per me in questo momento della mia vita.

Viaggi molto?
Ogni anno viaggio più di quanto abbia fatto l'anno prima. È strano.

Come pensi che sarà il futuro del design?
Vedo che le grandi aziende di design stanno davvero spingendo verso materiali e processi più rispettosi dell'ambiente. E sono sempre più gli artisti che realizzano opere di design.

Cosa potrebbero imparare le generazioni più anziane dai più giovani?
L'empatia.

Che consiglio daresti alla prossima generazione che sogna di seguire le tue orme?
Credi in te stesso e prendi sul serio ogni aspetto del tuo lavoro.

Progetti futuri?
Più residenze, più mostre, più collaborazioni. Evitare le tendenze.

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Crediti


Testo di Gloria Maria Cappelletti
Immagini su gentile concessione dell'Ufficio Stampa