juliana horner è la make-up artist più creativa di instagram

Non c'è nulla che l'artista americana non proverebbe - da ombretti fluo aerografati a stickers per il viso.

di Jo Rosenthal
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07 aprile 2017, 1:01pm

Juliana Horner dice di non sapere perché ha così tanti follower su Instagram. Ma dopo essersi fatti un giro per la sua gallery, tra un trucco occhi a forma di fragola e unghie metalliche con stickers pelosi, è facile capire perché il suo account @claropsyche sia diventato un fenomeno virale. Nata a Knoxville, nel Tennesse e cresciuta a Nashville, dove la make-up artist è sempre stata circondata da una famiglia creativa, con sei fratelli e sorelle, un'amore per l'arte e un'affinità per la tecnologia che dice di aver sempre "sentito dentro di me." Dopo essersi laureata in fashion design all'università Pratt nel 2014, Juliana è tornata a Nashville: New York era un posto complicato in cui essere sé stessi, dice. Troppo stressante. Tornata nel Tennessee, ha lavorato principalmente a quadri e disegni, ma ha anche iniziato a sperimentare con il make-up. Quello che era cominciato come un passatempo, come un nuovo mezzo con cui esprimersi, si è presto trasformato in una passione molto più profonda di quanto avrebbe mai potuto immaginare. Con 40.000 follower su Instagram, un'estetica che ricorda l'epoca Ziggy Stardust di David Bowie e la capacità di proporre all'osservatore look freschi e innovativi, il suo futuro appare brillante.
Noi di i-D abbiamo incontrato la make-up artist dai capelli rosso fuoco per parlare dei suoi inizi, di ciò che la ispira e di come gestisce il continuo cambiamento dei canoni estetici sulle piattaforme web come Instagram.

Come sei entrata in contatto con il mondo del make-up?
Facevo il primo anno di scuola media e ricordo di essere stata messa in punizione dai miei genitori perché mi ero truccata e mi ero depilata le sopracciglia, rendendole troppo sottili. Facevano abbastanza schifo. Dopo il divieto di usare i trucchi ho nascosto una riserva segreta di prodotti per il make-up in un sacco a pelo arrotolato nel mio armadio, così almeno ho potuto continuare a truccarmi. Poi, al liceo ho iniziato a replicare i trucchi che vedevo negli editoriali di Teen Vogue, e mi divertivo un casino. È stato in quel periodo che ho imparato a truccarmi da sola, e la gente ha iniziato a chiedermi: "ma come ci sei riuscita?"

A quali artisti ti ispiri nelle tue creazioni beauty?
Björk è probabilmente l'artista da cui mi lascio ispirare sin dagli inizi. Mi piacciono molto anche Yayoi Kusama, David Bowie, Grace Jones e Haruki Murakami. Nell'adolescenza ero ossessionata da Audrey Hepburn. In generale, a colpirmi sono le persone che se ne fregano di come si comportano gli altri.

Cosa significa 'bellezza' per te?
Per me, la bellezza è una deviazione da quello che si vede continuamente davanti a sé. È una pausa dalla realtà che ti porta in luogo diverso da quelli a cui sei abituato.

In che modo vivere in una piccola città influenza il tuo lavoro come make-up artist?
Mi lascia gli spazi di cui ho bisogno! Mi piace pensare che sono una persona per metà socievole e per metà completamente asociale. E credo che per quelli come me Nashville sia il posto perfetto. Non è troppo piccolo, né troppo grande. Quando sono da sola faccio il pieno di energie e creo cose più belle.

In cosa differisce la tua passione per l'arte da quella per il make-up?
Quando crei un'opera d'arte devi partire da zero, mentre il make-up ti fornisce già una base su cui lavorare e inventare. Ma entrambi questi mondi mi piacciono. Quando ho iniziato a pubblicare foto di make-up, i feedback che ricevevo hanno iniziato a superare quelli per le mie opere d'arte e mi sono sentita molto frustrata. Ora non m'interessa. Le persone reagiscono in modo diverso davanti a un volto vero, rispetto che davanti a un volto disegnato. Lavorerò sempre per unire tutte le mie forme artistiche insieme: trucco, video, disegni, editing, stampe di tessuti, abbigliamento. A volte mi sembra di avere 80 cose tra le braccia, e allo stesso tempo sento che tutto non fa che continuare a scapparmi di mano, a cadere mentre cammino, ma quando le cose funzionano, beh, tutto si libra verso il cielo.

Come elabori i trucchi che vediamo su Instagram?
A volte, mi vengono in mente queste idee estremamente dettagliate che devo subito mettere in pratica. Altre volte, l'idea continua a girarmi in testa per giorni prendendo lentamente forma per una settimana o più. Solo dopo aver visto un'immagine, fatto una passeggiata, fissato a lungo un fiore, o avuto una strana conversazione l'idea si traduce in qualcosa di concreto. Oppure, capita che io mi disegni la faccia un po' a caso e ne esca qualcosa di interessante. Ma questo è il caso peggiore, perché poi devo aggiungere il resto del trucco, ed è un incubo. C'est la vie.

Cosa significa per te avere un largo seguito sui social network? E che rapporto c'è tra vita reale e virtuale per te?
A volte, mi piace fingere che non esista. A volte, credo davvero che non esista. Nella vita virtuale, per me è difficile capire come le persone mi stiano giudicando. La mia vita non è così piena e bella per tutto il tempo. Documento solo le parti più interessanti. È come un giardino che io annaffio con regolarità. Nella vita reale, invece, faccio fatica anche solo a dare acqua a tre misere piantine nella mia stanza. Però sono ancora vive e molto carine.

Stai lavorando ad altri progetti attualmente?
Sto concludendo due video musicali che ho girato ed editato per Thelma and the Sleaze and Ruby the Rabbitfoot. Sono ossessionata dal filmmaking e dall'editing in questo periodo. Sono sempre alla ricerca di nuovi settori di lavoro. Il mio problema, che poi è anche la mia soluzione, è che amo tutto quello che faccio.

@claropsyche

Crediti


Testo Jo Rosenthal
Immagini su gentile concessione di Juliana Horner