avere vent'anni a new york nel 1950

Prima di diventare uno dei luoghi simbolo di NYC, il Washington Square Park era il punto di ritrovo di beatnik, hippie e artisti bohémien.

di Alice Newell-Hanson
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01 dicembre 2016, 10:10am

Il Washington Square Park di New York è uno dei luoghi di ritrovo più mitologici di New York. Ha ospitato rivoluzioni, lezioni, adolescenti che erano fuggiti di casa e gli studenti della New York City University per quasi due secoli. Quando Jean-Michel Basquiat ha lasciato la casa della madre a soli 15 anni, dormiva sulle panchine del parco e nel film Kids di Larry Clark si possono vedere gli skater Caspar e Telly che iniziano risse e lanciano insulti proprio presso l'iconica fontana.

Prima che accadesse tutto questo però, alla fine degli anni '50, quando il fotografo Dave Heath si è trasferito a New York, l'area era conosciuta come "junkie row." Nel comunicato stampa del nuovo libro di Heath che racchiude immagini del parco, una citazione di Simone de Beauvoir descrive la Washington Square di quegli anni come un "coro cosmopolita di turisti, 'intellettuali', studenti e una dubbia collezione di beatnik, hippie e bohémien che si riuniscono, mentre artisti blues e folk si esibiscono nei locali notturni in penombra e nei caffé."

Le immagini di Heath catturano proprio tutto questo tripudio in bianco e nero. Una bambina che indossa una felpa Jean Seberg tiene stretto a sé un gattino, sorpresa in un momento di contemplazione. Teenager seriosi dagli spessi occhiali che si abbracciano. Un giovane musicista con un pork pie hat in testa e una ragazza dall'aria ansiosa. Heath è entrato anche nei locali più famosi dell'area, come la 7 Arts Coffee Gallery, dove ha scattato leggende come Allen Ginsberg, Gregory Corso e Jack Kerouac. Il poema Urlo, di Ginsberg, introduce le immagini dei tre.

"Seppur i lavori di Dave a Washington Square Park possano venir considerati street photography, lui era più interessato alle riflessioni personali sulla condizione umana vista attraverso i suoi soggetti," spiega il gallerista di Toronto Stephen Bulger. "Riusciva a servirsi delle persone che incontrava per strada per rappresentare vari aspetti dell'Io."

Quando Heath si è trasferito a New York il primo gennaio del 1955 era ancora giovane. Dopo aver combattuto in Korea, dove aveva documentato la guerra con la sua macchina fotografica, ha frequentato due semestri alla Philadelphia Museum School of Art e si è fermato per un breve periodo a Chicago prima di trasferirsi definitivamente a Manhattan. Le sue immagini di quegli anni sembrano comunicare un profondo senso di solitudine, ma, allo stesso tempo, la voglia di creare una connessione con i suoi colleghi artisti e vagabondi. Nell'introduzione al libro di Heath del 1965, A Dialog with Solitude, Robert Frank descrive l'atmosfera delle immagini come un "tardo venerdì pomeriggio nell'universo." Lo stesso si potrebbe dire di Washington Square.

Heath ci ha lasciati lo scorso luglio, il giorno del suo 85. compleanno, poco prima che il libro fosse finito. "Le sue immagini esprimono una bellezza e delle emozioni che è difficile riassumere a parole," ci confida l'editor Rachel Stanley, "Spero che siamo riusciti a render giustizia al suo lavoro e di aver creato qualcosa che possa durare nel tempo."

"Washington Square" di Dave Heath è stato pubblicato da Stanley/Barker in collaborazione con la Howard Greenberg Gallery e la Stephen Bulger Gallery.
stanleybarker.co.uk

Crediti


Testo Alice Newell-Hanson
Foto Dave Heath, su gentile concessione di Stanley/Barker

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