full fantasy: l'autunno/inverno 17 di charles jeffrey, feng chen wang e per götesson

Il trio torna sulle passerelle per farvi scoprire il vostro sesto senso, per presentarvi una nuova sensualità maschile un po' assonnata e per farvi evadere da un pianeta in cui Donald Trump è presidente.

di Charlotte Gush
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09 gennaio 2017, 12:43pm

I tre stilisti sono tornati a calcare le passerelle per l'autunno/inverno 17 con una sfilata speciale che ha animato la suggestiva cornice dell'Old Selfridges Hotel.

Per Götesson ha aperto la sfilata con la sua collezione Sleepwalkers, in cui i modelli erano avvolti da un set realizzato da Tony Hornecker, dove i cuscini erano incorniciati in delle strutture di legno tenute insieme da corde blu. Mentre la luce s'intensificava, i ragazzi assonnati iniziavano a liberarsi dalla morsa dell'installazione, calcando la passerella nelle loro felpe attilate color carne abbinate a dei pigiama oversize. Il design caratteristico dello stilista svedese, denim oversize con taglio vivo, era in netto contrasto con dei jeans attillati e degli ampi pigiama in tartan rosso.

"Il corpo è sempre al centro della mia attenzione e per me è essenziale essere attratto, persino eccitato alla vista dei vestiti," ha raccontato Per ad i-D nel backsage. "Guardavo i pigiama e quel modo più voyeuristico di concepire all'abbigliamento. Indossare il pigiama: è un modo così bello di dire 'non me ne frega niente!' - si tratta di un look davvero fantastico." Nonostante la collezione sia sensuale e romantica, Per ha unito le forze con Prosper Unger-Hamilton per dare vita a un film che immerge i capi in un mondo di zombie da incubo. "Per ogni cosa buona ce n'è sempre una di cattiva!" dice lo stilista ridendo quando gli viene chiesto di spiegare questa scelta. Guardate il film in esclusiva qui sotto:

Poi è stato il turno di Feng Chen Wang, con la sua seconda collezione da passerella per MAN. Ispirata dal concetto cinese di sesto senso -- quella percezione che va oltre le sensazioni fisiche -- la collezione è sensuale e protettiva allo stesso tempo. Partendo da romantici capi dalle tenui tonalità pesca e beige, le creazioni di Feng si trasformano progressivamente in un'armatura: colori decisi, giacche oversize che cingono i corpi fino quasi a farli sparire, grandi tasche e cerniere abbinate a materiali come la pelle metalizzata.

"Se ti vuoi proteggere usi le mani, ma il tuo corpo è comunque controllato dalla tua mente," spiega Feng nel backstage. "Ho creato una silhouette che riprenda i movimenti naturali del corpo. La lavorazione, però, è fenomenale: si tratta di un unico pezzo di tessuto, un unico corpo. In realtà non siamo riusciti a trovare dei pezzi di stoffa abbastanza grandi, quindi siamo stati costretti a cucirne più insieme, anche se abbiamo avuto cura di fare in modo che le cuciture non si vedano (sono all'interno dei capi)."

Il finale drammatico e spettacolare per la sfilata è stato opera di Charles Jeffery e la sua crew LOVERBOY. Da vero showman, Charles ha riempito la passerella con orde di performer ricoperti di fango che si muovevano seguendo la coreografia di Theo Adams Company mentre i modelli e delle mostruose divinità create da Gary Card calcavano la passerella.

Charles ha spiegato ad i-D che ha cercato di portare oltre i limiti il concetto stesso di taglio sartoriale, esplorando le silhouette ei materiali con una serie di abiti ispirati alla storia: tute, pantaloncini, gonne e cappotti, alcuni dei quali sembravano essere stati creati da carta marrone stracciata.

Avendo avuto modo di esplorare il mondo dei cub kids di New York durante le riprese della serie LOVERBOY conquista New York di i-D, Charles è rimasto tanto colpito dal loro mantra 'Full Fantasy' (completa fantasia), da volerlo utilizzare come titolo della propria sfilata. "Full Fantasy è una reazione a ciò che sta accadendo ora nel mondo," ci ha raccontato nel backstage, spiegandoci il significato delle sue mostruose divinità - una delle quali era dipinta come una versione distorta della bandiera degli Stati Uniti, verso la quale i ballerini ricoperti di fango si piegavano, fingendo di vomitare. "Con tutto ciò che è accaduto con Trump e Brexit, avevamo bisogno di una sorta di divinità- in principio volevamo anche bruciarla sulla passerella ma non ce lo hanno permesso!"

"Non ci fidiamo di ciò che viene detto dai media, non ci fidiamo dei politici, allora perché non vivere in una completa fantasia? Non ce la facciamo più a sopportare questa realtà," ci spiega aggiungendo, "Questo mio sentimento è stato alimentato dai club kids di New York, che lo fanno ogni singola notte. Non si limitano a travestirsi, ma lo vivono a pieno, si impegnano". Un manifesto per il 2017, arrivato proprio nel momento in cui ne avevamo più bisogno

Crediti


Testo Charlotte Gush
Foto Finn Constantine

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