le spiagge segrete del golfo di napoli hanno una storia incredibile

Tra amanti, regine e vecchie leggende, una donna napoletana ci racconta i retroscena di questo luogo magico.

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05 luglio 2018, 4:24pm

Siamo a un’ora d’auto da Napoli, all’estremità inferiore del golfo partenopeo. Qui, tra una vegetazione che cresce rigogliosa e insenature nascoste, si trovano i Bagni Regina Giovanna, piccole conche naturali la cui storia risale al 1300, quando la Regina Giovanna d’Angiò era solita passare qui le sue giornate in compagnia del nuovo amante. Nel corso dei secoli questi bagni hanno conosciuto numerose evoluzioni, naturali e non, ma non hanno mai cambiato epiteto, segno di un inconfondibile richiamo alle pulsioni umane più primordiali.

In questa cornice incontaminata e a tratti sovrannaturale incontriamo Sara Carbone, attivista di origini napoletane e Presidentessa dell'associazione no-profit di tutela dei minori Volo Libero che all’anagrafe è ancora Salvatore. Insieme a lei affittiamo una piccola barca, così da avere proprio di fronte a noi l'immenso spettacolo che riservano questi bagni. Superate le scogliere, ci racconta di come la Regina Giovanna fu soprannominata per volere del popolo "a pazz”. Ma Sara non è d’accordo: non era pazza, ma semplicemente libera. Una donna che non si è mai lasciata condizionare dalle norme sociali e morali.

Tra i tanti aneddoti che Sara ci racconta, c’è quello di Castel Capuano, dove alcuni sostengono sia ancora possibile sentire i lamenti degli amanti della regina che, dopo l’amplesso, venivano gettati nei sotterranei e dimenticati. Giovanna era una figura femminile forte, ci spiega, e veniva ai bagni Regina per allontanarsi dalla frenesia di corte, dalle malelingue e da chi in lei e nelle sue azioni vedeva una compa impossibile da espiare e non una rivincita di genere. Mentre Sara ci svela la storia segreta di questo luogo, il messaggio è chiaro: tutti dovremmo trovare in noi la forza di mostrarci per chi siamo davvero, senza paura di critiche o sguardi di disapprovazione.

Sara, proprio come la Regina Giovanna, sa bene quanto sia difficile doversi adattare a una società conservatrice; lei stessa, in passato, sceglieva questi bagni per trovare rifugio e ricordarsi che, forse, oltre queste scogliere qualcosa d'altro esiste. Probabilmente, lo stesso valeva per la nostra reggente trecentesca, con cui Sara condivide anche un altro tratto: il bisogno di sentirsi sempre vicina a Napoli, la loro vera casa. Affacciando sul Vesuvio e sull'intera costa partenopea, le conche in cui passiamo il nostro pomeriggio sembrano infatti lasciare sempre aperto quel contatto con l’amata madre partenope.

Visitando i Bagni Regina Giovanna l’impressione è che l’ordine naturale qui annulli i criteri morali validi altrove, perché tutti siamo parte di questa terra e nessuno può sentirsi straniero tra i suoi anfratti. Che a immergersi nelle sue acque fosse un uomo, una donna, o una transessuale non è importante. Ciò che conta in questo luogo è l'essere in piena armonia con una natura. Le ore passano veloci e Sara sorride, perché, ci dice, oggi è cambiato tutto, o quasi.

Certo, queste spiagge sono rimaste il ritrovo di qualsiasi coppia, omosessuale o eterosessuale. Ma al di fuori, stereotipi e pregiudizi stanno lasciando il passo a inclusività e tolleranza. In questo senso, i Bagni Regina Giovanna sono stati veri e propri precursori: già dal nome ricordano una sovrana dedita al piacere sessuale, e sono da tempo meta prediletta dai giovani amanti. Qui ognuno è a casa, e non riusciamo a immaginare una casa migliore per chi ama.

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Di Napoli e della sua gente parliamo spesso, molto. Qui vi abbiamo raccontiamo di SAGG, artista che sovverte ogni singolo stereotipo sul popolo partenopeo:

Crediti


Testo Giovanni Garofalo
Fotografia Vincenzo D'ambrosio