in conversazione con marios

Passiamo una mattinata nell’atelier milanese di Marios e scopriamo qualcosa in piu’ sul tenace brand indipendente.

di Gloria Maria Cappelletti
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12 febbraio 2017, 3:25pm

MARIOS non e' il nome proprio di un designer. Il brand MARIOS dedicato a contemporanei e "modernettes" e' stato fondato nel 2001 da un dinamico duo: il cipriota Mayo Loizou e il polacco Leszek Chmielewski, che si sono incontrati in Italia mentre studiavano a Firenze, il primo moda e il secondo danza contemporanea. Erano gli anni '90 e tutto ebbe inizio precisamente al Tabasco, storico locale notturno fiorentino, crocevia di menti creative alternative.

Non chiamateli emergenti. La loro storia ed esperienza sicuramente non puo' essere definita "emergente" dato che Mayo e Leszek lavorano insieme da piu' di 15 anni. Non si sono mai voluti omologare ad un sistema mainstream, cosi il loro approccio riservato e non esibito ha mantenuto la collezione underground e indipendente.

L'arte del modellismo giapponese. Mayo e Leszek hanno fondato MARIOS grazie al finanziamento di un'azienda giapponese, e nel 2005 hanno aperto un negozio monomarca a Tokyo. Qui sono stati positivamente influenzati dalla sapienza e particolarità dell'approccio modellistico giapponese altamente astratto e sofisticato, che prende ispirazione dalla natura, dalle forme geometriche e dalla strada. Questo approccio sartoriale e concettuale di costruzione e decostruzione del capo e' rimasto un filo conduttore nelle loro successive collezioni.

Capi sexy. Scopriamo che esistono dei look sensuali anche nella collezione MARIOS. Ad esempio un lungo tubino attillatissimo in maglia nera, cosi come i body stampati, un po' lingerie, un po' beachwear. Riduzioni minimaliste ed essenziali che esaltano il corpo.

Milano e' una casa ma senza radici. Mayo e Leszek sono tornati a vivere in Italia nel 2009, lasciando il Giappone, che stava diventando un mercato troppo instabile. Attualmente hanno uno studio atelier in Via Eustachi a Milano, ma hanno uno spirito nomade e non necessariamente si sentono radicati in questa citta'. Lo spirito di libertà' e' piu' forte di tutto.

Il progetto ideale per il futuro. La nostra vita e' troppo veloce, cosi Mayo sogna di non fare nulla, assolutamente nulla. E' bello pensare di astrarsi totalmente rimanendo sospesi e immobili per un po', la progettazione creativa d'avanguardia non puo' adattarsi ad agende prefissate. Il tempo e' un plus-valore da difendere. Leszek che ha uno spirito piu' pragmatico non sembra totalmente convinto di questa idea, ma comunque ride divertito e si chiede se Margiela abbia ora la fortuna di poter applicare il sogno di Mayo.

Location inconsuete. I luoghi non convenzionali e simbolici sono quelli piu' intriganti. MARIOS ha partecipato recentemente ad un evento collettivo di resistenza culturale Step into the Magic Circle in un ex cantiere navale a Tallinn in Estonia, dove ha creato delle felpe ad edizione limitata- disegnate con vernice spray -  durante una live performance notturna, in full immersion nella musica techno di Abdulla Rashim. Le maglie sono poi state installate ed esposte in una galleria d'arte contemporanea che e' diventata per l'occasione un pop up store.

L'amore per l'arte. MARIOS non e' solo un brand di moda ma anche un prodotto culturale, che vive di contaminazioni con artisti multidisciplinari. Questo scambio creativo di ricerca tra moda e arte sfocia in collezioni innovative e ultra design. Tra le varie collaborazioni citiamo ad esempio quella con Paolo Gonzato, che ha interpretato per Marios i sui rombi colorati della serie Out Of Stock, la performer e coreografa Mara Oscar Cassiani, l'artista multimediale Sabina Delafon, la fotografa Giovanna Silva e l'artista e producer Enrico Boccioletti.

Cosa dobbiamo aspettarci per la prossima stagione. Sembra che la prossima collaborazione sia con l'enigmatica artista polacca Goshka Macuga, che cresciuta nella Varsavia comunista parla spesso del non voler accettare definizioni categoriche che limitino il suo lavoro, stesso approccio di resistenza culturale che troviamo anche in MARIOS. 

www.marios.eu

Crediti


Testo Gloria Maria Cappelletti
Foto dall'archivio Marios

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