chet faker ci ha dispensato le sue perle di saggezza

L’epica ascesa di Chet Faker nella musica è intensa tanto quando le parole dei suoi testi. Stasera, dopo il suo concerto sold out a Milano, suonerà all'Hiroshima Mon Amour per un live presentato da Absolut in collaborazione con Club to Club. Così...

di Milly McMahon
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12 novembre 2014, 12:27pm

Il musicista e produttore australiano di 24 anni Chet Faker è un filosofo ancora alla ricerca di se stesso. Questo mese esce il suo attesissimo album di debutto Built On Glass, e i suoi profondi testi risuonano come le più intime riflessioni sulla saggezza di un meditabondo cowboy ubriaco di whiskey.

"Il tema di questo disco è l'auto-analisi. Quasi tutte le canzoni (sebbene talvolta possano coinvolgere altre persone o le relazioni che ho con loro) parla del mio modo di interagire con i miei problemi".

Durante la nostra chiacchierata in un taxi durante il suo viaggio da Parigi ad Amsterdam, Chet parla lentamente nonostante il ritmo frenetico della vita che lo circonda. Ogni sua parola però è puntuale. Lo stesso è stato per il suo primo e personalissimo LP, del quale ha rimandato più volte la data d'uscita. Un disco di 12 pezzi che ha scritto e registrato da solo lanciato da Future Classic/Downtown Records, Built on Glass è un vero viaggio. Spostandosi da un mood più lento e intenso verso territori a lui meno conosciuti, passa da ritmi più veloci ad altri più tormentati che rivelano il suo ampio spettro di estensioni vocali. Grazie alla collaborazione con Flume, il producer di Ozzie, nel disco ci sono anche alcune inaspettate influenze elettroniche.

Il video del suo primo singolo "Talk is Cheap" ha fatto oltre 500,000 visualizzazioni su YouTube in meno di due settimane, e la sua voce misteriosa rappresenta un bellissimo ragazzo dalla barba rossa con un fisico statuario. Le sue performance si concentrano soprattutto su di lui mentre suona, accompagnato da alcune animazioni. Chet è ipnotico. Inizialmente esperto di sassofono, piano e chitarra per sfuggire alla propria angoscia adolescenziale, ha come principale fonte di ispirazione suo padre. Oggi l'artista dall'animo malincolico cammina, respira e vive per se stesso. Chet crede nel non idolatrare nessuno, ed è consapevole del fatto che il giudizio arrivi solo alla fine del viaggio e che la persona più importante da affrontare sia solamente te stesso. Qui di seguito ci sono le altre perle di saggezza che ci ha dispensato.

Chi ha avuto l'effetto più profondo su di te come persona?
Mio padre probabilmente.

Ho letto che è un businessman, giusto?
Sì. Fa un sacco di cose, prima lavorava per una compagnia di comunicazione.

Ti ha incoraggiato a fare musica o è stata per te una sorta di ribellione?
All'inizio non mi ha molto incoraggiato, ma dopo aver visto una mia esibizione ha iniziato a supportarmi molto. Mi manda sempre email del tipo "dovresti fare questo, o non dovresti fare questo,". Mi invia anche statistiche e cose del genere.

È presente in qualche tua canzone?
C'è in una che però non è mai uscita. C'è la sua voce in sottofondo.

Che tipo è?
È cambiato tantissimo. Era piuttosto perso e triste quando ero più giovane, ma poi ha stravolto la sua vita. Molti credono che le persone non cambino, ma io so per certo che non è così. Ho visto mio padre cambiare, ed è la miglior cosa che potete dare ai vostri figli. Io e mio fratello abbiamo assistito al suo cambiamento. Alcuni genitori incapaci ti dicono di fare questo o quello e a fine giornata si finisce per fare quello che fanno loro e non li ascolti più. È stato forte vedere cambiare mio padre in meglio.

Cosa hai imparato da questo suo cambiamento?
Che si può cambiare. Molte persone pensano il contrario, ma se ti impegni puoi essere letteramente ciò che vuoi. Sembra un cliché, ma è così.

Tu hai mai avuto un momento di cambiamento come il suo?
Non voglio scendere troppo nei particolari, ma credo che la maggior parte delle volte in cui qualcosa non va bene nella mia vita la causa del problema sia io. Non puoi cambiare tutto, ma puoi cambiare il modo di vedere e pensare le cose. È stata una grande scoperta per me qualche anno fa. Non importa quello che sei capace di fare e nessuno ti dà niente per quello che fai. Alla fine l'unica persona che sta per può giudicare la tua vita sei tu. È bello quando la gente apprezza quello che faccio, anche se in in realtà io mi aspetto che non piaccia. Fino a quando sono contento di quello che faccio, cerco di non preoccuparmi di nient' altro.

Hai fatto questa auto-scoperta mentre stavi scrivendo la tua musica?
Sì. Il momento che preferisco è quello in cui registro. Ovviamente quando poi sei dal vivo sul palco e una volta che il pezzo è uscito non si tratta più solo di te. Non si può vivere da egoista. In studio devi essere fedele a te stesso, ma fuori devi fare in modo che quello che hai creato arrivi alle persone. Per me fare musica in studio è sicuramente più un processo inconscio, come una sorta di esercizio o mediazione. Penso di averlo fatto per tanto tempo, e sento che sia una cosa che devo fare.

Mediti?
Ad essere onesto ci ho provato quando ero più giovane, quando avevo 16 anni. Quindi non sapevo cosa stessi facendo. Ho pensato alla yoga di recente, ma non voglio essere quel tipo di ragazzo che fa yoga. Ho una mia versione di meditazione: leggo e cammino, oppure corro e ascolto musica. Credo che siano comunque modi di meditare.

Stai leggendo qualcosa in questo momento?
Ho appena finito di leggere A Brave New World, l'ho trovato bello. Me l'ha dato mio fratello. Il mio libro preferito però è Zen and the Art of Motorcycle Maintenance. L'ho letto tre volte. Lo adoro.

Di cosa parla?
Devi leggerlo. È uno di quei libri speciali. Ha cambiato il modo in cui percepisco la vita.

Come mai?
Ti basterà leggerlo e lo capirai.

Ho letto che hai realizzato due versioni di quest'album prima della versione finale. Il successo nella musica funziona come affermazione o semplicemente aumenta la pressione di un artista per i suoi prossimi lavori?
No, non credo che aumenti la pressione. A dire il vero ho passato un sacco di tempo a non pensarci, cercando di rimanerne ignaro. Perché è irrilevante, alla fine farò quello che voglio. Ciò che pensa la gente non è importante. Onestamente, credo che se alla gente non piacesse la mia musica la farei lo stesso. Mi piace che alla gente piaccia ciò che faccio, ma non ci penso più di tanto. Non credo che faccia bene continuare a pensarci.

Com'è nata la tua collaborazione con Flume?
In quel periodo lì entrambi avevamo iniziato a fare musica. Mi ha scritto sulla pagina di Facebook qualcosa del tipo "hey" e io gli ho risposto subito.

C'è una scena musicale molto interessante in Australia in questo momento, e sembra che stia crescendo...
Sì, c'è una bella atmosfera. L'Australia sta aprendo le porte a nuovi musicisti, e poi è anche un bel posto. Sono contento di trovarmi qui in questo momento.

Collaborazioni future?
Sto collaborando con alcune persone, ma non voglio dire nulla per scaramanzia.

@Chet_Faker

Crediti


Testo Milly McMahon
Foto Nik Hartley

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