dalla vecchia europa con amore: abbiamo intervistato arthur arbesser nel backstage del suo show

"Io non mi definisco viennese, io vivo in Europa", ci ha detto Arthur nel backstage della sfilata raccontandoci l'ispirazione del suo autunno/inverno 16 e cosa dovrebbe realmente cambiare nel calendario della Settimana della moda.

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01 marzo 2016, 11:00am

Foto Andrea Buccella

Dettagli e oggetti comuni catturati in istanti fuori dal tempo: Arthur Arbesser per il suo autunno/inverno 16/17 si ispira al pittore belga Michaël Borremans. E insieme alla nostalgia e all'ironia, è l'uniforme che diventa la nuova ossessione del designer viennese. La moda assolutamente personale e senza compromessi di Arthur Arbesser si fa "seria", secondo le parole del suo stesso autore, mantenendo la sua caratteristica di non convenzionalità. La collezione che ha sfilato lunedì 29 febbraio rappresenta un nuovo sguardo agli anni '90, al concetto di utilità legato all'abito da lavoro, al monocromatismo di velluti perfetti e sete dorate... E tutto il grande lavoro di ricerca si riassume nell'immagine di due mani che si intrecciano, come racconta la stampa ideata dal designer. "Io non mi definisco viennese, io vivo in Europa", ci ha detto Arthur nel backstage della sfilata. Abbiamo deciso di fermarci a parlare con lui per fare anche il punto della situazione a tre anni di distanza dal suo debutto sulle passerelle milanesi. 

Cosa rappresenta per te e il tuo brand la città di Milano?
Milano è una città strana. Quando arrivi per la prima volta qui o inizi ad amarla oppure irrimediabilmente la odi. Io ho molti motivi per amarla: amici, amore, e le stesse chance che Milano mi ha dato.

La tua moda è ricerca. Come riesci a difendere questo aspetto delle tue creazioni in un mondo sempre più dipendente dal fast fashion?
In giro c'è talmente tanto prodotto e talmente tanto studio dietro alle strategie di vendita che per me tutto questo rappresenta un'ottima opportunità per continuare a fare solo ciò che amo fare. Io voglio creare abiti di lusso e con un'estrema attenzione al dettaglio e sostengo che per questo c'è e ci sarà sempre spazio.

Cosa pensi del dibattito legato al mondo della moda e alla rivoluzione che sembra cominciata?
In generale ritengo che il calendario dovrebbe essere assolutamente modificato. Non è giusto che siano i designer più "piccoli" a dover chiudere la Settimana della Moda.

Come riassumeresti la tua collezione?
Elegante, fuori dal tempo, seria, molto personale e molto europea.  Questi capi vengono direttamente dalla Vecchia Europa.

Crediti


Testo Eloisa Reverie Vezzosi
Immagini Andrea Buccella