la vita nomade secondo i gemelli paulo ricardo e joão paulo

Vivono tra festival trance e paradisi naturali, ma sono anche modelli professionisti. Li abbiamo incontrati per farci raccontare come conciliano due mondi all'apparenza così diversi.

di Cecilia Broschi
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07 luglio 2016, 12:55pm

Durante la Settimana della Moda a Milano abbiamo incontrato Paulo Ricardo e João Paulo Vieira Borges, i due gemelli brasiliani che Marcelo Burlon ha introdotto nel fashion system milanese l'anno scorso facendoli sfilare per la sua collezione Autunno/Inverno 16. I due ragazzi hanno affascinato tutti grazie alla loro unicità e alla loro energia positiva. Incuriositi dal loro stile di vita nomade all'insegna di festival trance e paradisi naturali, non abbiamo perso l'occasione di incontrarli per far loro qualche domanda.

Quando avete deciso di intraprendere questo stile di vita?
Siamo originari della grande capitale, Brasilia. Tre anni fa abbiamo iniziato l'università, ma studiare non faceva per noi, era troppo noioso. Abbiamo quindi intrapreso un viaggio in India dove abbiamo lavorato come modelli per un designer israeliano conosciuto a Goa. Ci siamo fermati lì un po' di tempo per poi proseguire alla scoperta delle meraviglie di quel Paese.

Che rapporto avete con la natura?
Goa è bellissima, la natura intorno a noi ci ricordava il nostro Paese nativo. In Brasile viviamo ad Alto Paraíso de Goiás, che conta 12.000 abitanti: è quello il posto che ci piace chiamare casa. Si vive costantemente in contatto con la natura, la vegetazione è stupenda, trascorriamo le nostre giornate nei boschi e tra le cascate. Abbiamo scelto di vivere lì perché non ci piacciono i posti più urbanizzati. Per 3 mesi siamo stati a San Paulo lavorando come modelli, lì abbiamo conosciuto un sacco di belle persone, ma siamo arrivati alla consapevolezza che lo stile di vita così frenetico non fa per noi, l'energia era troppo negativa. Sai, c'è uno studio che dimostra che vivere in un posto dove c'è Internet ti rende più nervoso, mentre vivere nella natura ti rende una persona più pacifica e rilassata.

Cosa pensa la vostra famiglia del vostro stile di vita?
La nostra famiglia vive nella capitale. All'inizio avevano un po' paura del nostro modo di vivere gipsy, come tutte le famiglie normali. Per nostra madre però la cosa più importante è vederci felici quindi ha accettato questa decisione con la consapevolezza che stiamo sempre insieme. Il fatto che ci siamo l'uno per l'altro la rassicura molto. Non ci siamo mai separati, certo, a volte litighiamo, ma tutto sommato abbiamo un ottimo rapporto.

Chi sono i vostri compagni di viaggio?
Iniziamo il nostro viaggio sempre da soli ma spesso finiamo a viaggiare con persone incontrate lungo il tragitto. È così che abbiamo conosciuto Lea, la modella transgender che è una delle migliori amiche di Marcelo Burlon. È proprio lei che ce l'ha presentato. Marcelo è il nostro papà italiano e la prima volta che l'abbiamo conosciuto ci siamo abbracciati, mentre ci stringevamo abbiamo avuto la sensazione di esserci già incontrati.

Che esperienze avete avuto con il mondo della moda?
Ci piace il mondo della moda ma comunque preferiamo vivere nella natura. Quando siamo venuti a Milano per lavorare con Marcelo è stato strano. Quando passeggiamo per il centro non possiamo fare a meno di notare gli sguardi stupiti delle persone. Pensa che quando ci avviciniamo troppo a loro, magari per chiedere un'informazione, reagiscono stringendo il cellulare tra le mani, per poi scappare con aria stizzita. Ci vedono come degli zingari stravaganti, qui le persone non sono abituate a uno stile tanto particolare come il nostro.

Come avete forgiato il vostro stile?
Durante i nostri viaggi abbiamo collezionato tatuaggi e gioielli che abbiamo ricevuto in dono o acquistato da persone che vivono facendo gli artigiani. Il nostro stile è comunque molto influenzato dall'India, amiamo tutto di quel Paese: le persone, le usanze e il modo di pensare. Per i tatuaggi vale lo stesso, ci tatuiamo disegni che ci piacciono e ci ispirano, per esempio qui sul braccio ho tatuato Frida Kahlo, uno dei miei personaggi preferiti. Ci piacciono molto le religioni, anche se non crediamo in nessuna in particolare, ci piace prendere qualche spunto da ognuna. Siamo affascinati anche dallo studio di cristalli, elettromagnetismo e tutto quello che genera energia positiva.

Cosa vi piace fare nella vita?
Viaggiamo per seguire i festival di musica trance e scattare i personaggi che li animano. Abbiamo una pagina Facebook dedicata alle nostre fotografie che ormai ha raggiunto quasi 28.000 follower. Girare l'intero continente passando da un festival all'altro ci ha permesso di incontrare un sacco di gente interessante con una vita simile alla nostra. Siamo stati in Croazia, Portogallo, Inghilterra e Ungheria. C'è un festival in Norvegia dove il sole non tramonta mai, si chiama Midnight Sun e per quattro giorni vedi il sole rimbalzare da Est a Ovest senza mai scomparire. Ci guadagniamo da vivere facendo i modelli e grazie al nostro brand artigianale, facciamo borse e vestiti, pezzi unici che si vendono molto bene soprattutto in Europa.

@pauloricardovb

@jopaborges

Crediti


Testo di Cecilia Broschi
Fotografia di Dave Masotti

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