come sarebbe l'adolescenza se vivessimo ne 'il giardino delle vergini suicide'?

Le fotografie di Maxime Imbert sono tanto misteriose e seducenti quanto il nostro film preferito di Sofia Coppola.

di Zio Baritaux
|
14 settembre 2016, 2:50pm

I ritratti femminili del fotografo parigino Maxime Imbert, che definisce "disperatamente romantici," sono il frutto della sua curiosità. "Spesso mi sento come uno di quei ragazzi de Il giardino delle vergini suicide," confessa. "Innamorato delle misteriose sorelle Lisbon, impegnato ad immaginarmi cosa facciano quando sono a casa da sole." Da questa prospettiva immaginaria, lo sguardo attento di un adolescente infatuato, le donne dei suoi lavori si tramutano in degli incantevoli misteri. Il confine tra innocenza ed erotismo prende la forma di un punto interrogativo. In una di queste immagini, che richiama la scena iniziale del film appena citato, una giovane donna con le trecce e un top semi trasparente succhia un ghiacciolo in quella che sembra essere una losca strada di periferia. La foto ci pone di fronte a un interrogativo: è innocente o maliziosa? "Io direi che la risposta spetta all'osservatore," afferma Imbert nell'intervista che potete leggere di seguito e nella quale ci parla anche di nostalgia e dei suoi soggetti prediletti.

Quando ha iniziato ad appassionarti la fotografia? Ti ricordi il primo scatto che ti ha toccato?
Ho un ricordo molto vivido della retrospettiva sul lavoro di Helmut Newton a Le Grand Palais di Parigi nel 2012. Sono rimasto seduto per ore davanti ai suoi "Big Nudes". Ero completamente ipnotizzato da quelle enormi stampe di donne nude con uno sguardo incredibilmente sicuro di sé. Quella è stata la prima volta in cui ho preso seriamente la fotografia.

Quando -- e perché -- hai iniziato a scattare?
Era il primo anno alla Central Saint Martins, dove studiavo Belle Arti. Mi sono innamorato della camera oscura che c'era lì. Il silenzio e le luci rosse. Potevo esprimermi liberamente in quel luogo.

Perché scatti prevalentemente donne? Perché ti sei sempre sentito più vicino alla sensibilità femminile?
Perché sono curioso. Spesso mi sento come uno di quei ragazzi de Il giardino delle vergini suicide," confessa. "Innamorato delle misteriose sorelle Lisbon, impegnato ad immaginarmi cosa facciano quando sono a casa da sole. Le ragazze per me sono sempre state le vere eroine della storia.

Nelle tue foto usi spesso colori nude. Cosa ti affascina di queste tonalità? Si tratta di un richiamo all'innocenza dei decenni passati?
La  nostra generazione è molto nostalgica nei confronti delle decadi passate. Pensa, stiamo assistendo a un ritorno agli anni 2000, ma è il 2016! Credo che questo fenomeno sia globale. Io mi sento in sintonia con il presente, ma con questa ondata di nostalgia ho finito per essere attratto da una certa estetica. Ho recentemente visitato New York per la prima volta. Il nostro immaginario collettivo è così pieno di idee su questa città, di immagini --- le foto del Central Park di Diane Arbus o le strade di Manhattan in quelle di Meyerowitz; Andy Warhol; the Velvet Underground. Mi sentivo nostalgico nei confronti di un luogo che non avevo mai visto prima. È stata un'esperienza divertente.

Adoro la foto in cui si vede una ragazza che mangia una collana di caramelle direttamente dal collo dell'amica. Mi ha ricordato la mia giovinezza e quanto mi sentissi vicina ai miei amici in quel periodo. L'intimità e l'amicizia sono tra i temi centrali del tuo lavoro, perché? 
Sì! A dire il vero non è un'amica, ma la sorella gemella. Quindi, ovviamente, il loro rapporto è speciale. La componente narrativa è essenziale e lo sono anche elementi come l'amicizia e l'intimità, perché mi permettono di esprimere ciò che vorrei esprimere e di raccontare ciò che vorrei raccontare. Sto pensando a quella scena in Kynodontas  dove le due sorelle si leccano lo stomaco e le spalle a vicenda solo per passare il tempo. Inquietante, ma molto interessante da un punto di vista visivo.

A quali fotografi ti ispiri?
Domanda difficile. Se dovessi limitarmi a uno direi la serie In the American West di Avedon. Semplicemente fantastica. Però devo lasciarmi ispirare da altro oltre la fotografia. Guardo molti film, soprattutto horror e thriller. Il mio film preferito di tutti i tempi è Carrie, probabilmente. Sissy Spacek è un'attrice brillante. Il suo personaggio è così equilibrato -- adorabile e allo stesso tempo terrificante. Mi piace avere questo mix di tenerezza e follia nelle mie foto.

Hai detto di essere un collezionista. Cos'è la bellezza per te e che ruolo gioca nella tua vita?
La fotografia è l'arte dell'appropriazione. Quindi sì, colleziono. Penso di poter arrivare ad essere una persona alquanto ossessiva. Spesso ho dei volti in mente e devo andare in giro per trovarli. La bellezza è il mio motore; mi dà una scarica d'adrenalina. Però non credo di avere una definizione univoca di bellezza, è un concetto troppo personale e soggettivo per poterlo descrivere a parole, e cambia e si evolve continuamente.

È più bella la perfezione o l'imperfezione?
Sceglierei la perfezione dell'imperfezione. Sono complementari e imprescindibili.

Crediti


Testo Zio Baritaux
Foto Maxime Imbert

Tagged:
adolescenza
ragazze
maxime imbert
il giardino delle vergini suicide