tra i rave dell'ucraina con i giovani che sognano la rivoluzione

Seguiamo Lesha Berezovsky per un viaggio nel mondo dei rave underground di Kiev.

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giu 2 2016, 9:40pm

Il Cxema è crudo, violento e ipnotico. È nato con 1000 ragazzi che si dimenavano seguendo il ritmo di un beat techno in alcuni magazzini abbandonati nella periferia di Kiev. Ballavano mentre il mondo attorno a loro crollava. La rivoluzione del 2014 ha fatto sì che la vita notturna di Kiev subisse un blocco. Quando le proteste si sono trasformate in rivolte e le autorità hanno aperto il fuoco contro i civili, il Paese è entrato definitivamente in crisi. Il presidente è stato spodestato e un nuovo governo è stato istituito. La Russia ha invaso e annesso la Crimea, mentre intere milizie di oppositori insorgevano in tutto il Paese. Mentre l'Ucraina soffriva, però, i giovani hanno deciso di reagire a modo loro e hanno portato la loro frustrazione sul dancefloor. 

Slava Lepsheev ha perso il lavoro a causa della crisi finanziaria causata dalla guerra e presto ne ha avuto abbastanza di non poter più uscire la sera. Così ha deciso di creare il Cxema, un rave techno che ha luogo ogni volta che la sua situazione economica lo permette e ovunque riesca a montare un impianto, anche se non è del tutto legale: skate park, magazzini, sotto i ponti oppure isole deserte nelle vicinanze della città. Il Cxema è diventato di più che un semplice rave: è un modo in cui i giovani di Kiev possono sentirsi uniti. Ragazzi da tutta l'Ucraina arrivano a Kiev per partecipare a questo incontro e i più coraggiosi di loro riescono a passare fino a 23 ore in bus partendo dalla Crimea.

Il dancefloor di Cxema non è semplicemente un dancefloor: è un luogo con un'anima propria in cui sentirsi completamente liberi e dimenticare, per poche ore, le gravi conseguenze che il chaos politico del Paese sta avendo per i giovani ucraini. La nuova generazione è lasciata in balia di se stessa, costretta a fare i conti con un sostegno inesistente, opzioni limitate e un altissimo tasso di disoccupazione. Cxema è divenuto un simbolo di protesta nel subbuglio di una rivoluzione, è nato da un desiderio di normalità, fuga e abbandono in un Paese in cui le prospettive per il futuro sono tutt'altro che rosee. Il desiderio dei giovani ucraini di cambiare la situazione è palpabile e incoraggiante. Sicuramente in Ucraina non deve essere facile organizzare un rave in queste condizioni, o fondare un brand, o in generale vivere della propria creatività. Sempre più ragazzi, però, stanno abbracciando questa avventura, lavorando insieme per creare qualcosa di bello. Cxema è la prova vivente che, se lo si vuole davvero, la crisi può diventare un'opportunità.

Crediti


Testo Kate Villevoye
Foto Lesha Berezovskiy