questi tatuaggi incredibili ci raccontano la storia della body art

Abbiamo incontrato Anna Felicity Friedman, la storica e studiosa di tatuaggi che sta dietro a 'The World Atlas of Tattoo' per saperne di più sulla storia della body art di tutto il mondo.

di i-D Staff
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05 ottobre 2015, 1:10pm

Hindu deity, courtesy Tang Ping

Non importa quanto sia attuale il disegno del tuo tatuaggio, la tecnica che è stata utilizzata per poterlo fare ha certamente origini antichissime. Il nuovo libro della storica e studiosa di tatuaggi Anna Felicity Friedman ci illumina su questa pratica pazza e colorata, che è oramai diventata un vero e proprio movimento internazionale.

Con oltre 700 illustrazioni di 100 artisti provenienti da ogni parte del mondo, The World Atlas of Tattoo ci racconta come i tatuatori di oggi stiano esplorando il passato, facendo risorgere le antiche tradizioni indigene. Utilizzando queste tecniche e questi stili stanno creando nuovi disegni che uniscono diverse culture. L'atlante introduce ognuna delle sei regioni continentali in cui è diviso con un'ampia descrizione della storia del tatuaggio di ogni luogo, per poi mettere in rilievo gli artisti che stanno rinnovando questi approcci al giorno d'oggi - come Dan Sinnes, l'artista di Lussemburgo che crea disegni erotici secondo la tradizione giapponese dello shunga. Abbiamo incontrato Friedman per capire come scoprire il mondo attraverso i tatuaggi e perché questa forma d'arte non debba essere considerata una sottocultura.

Mikael De Poissy mentre lavora circondato dagli oggetti che lo ispirano, su gentile concessione di Mikael De Poissy

Che cosa ti ha motivato a scrivere questo libro?

Beh, il libro è il terzo volume di una serie (i due volumi precedenti sono World Atlas of Street Artand Graffiti e World Atlas of Street Photography), dunque il format dei 100 artisti era già stato determinato, anche se ho potuto scegliere liberamente come raggruppare gli artisti; per ogni capitolo, inoltre, sono state aggiunte delle panoramiche storico-culturali sui vari tatuatori.

Come sei riuscita a mettere assieme artisti e stili così diversi? Dicci di più riguardo al processo di selezione e di ricerca.

Mi sono occupata di un sondaggio sui tatuaggi alla School of the Art Insitute per circa un decennio, quindi sono diventata un'esperta sulla tradizione dei tatuaggi di tutto il mondo, dalla preistoria fino al giorno d'oggi. Molti dei libri di tutto il mondo che parlano di tatuaggi che ho visto non tengono conto di tutti i paesi o di tutti i generi, per cui, da curatrice, ho voluto approfondire il più possibile. Uno degli aspetti che mi affascina particolarmente è il revival del tatuaggio indigeno, perciò ho voluto essere sicura che questo genere di tatuaggi venisse rappresentato in modo corretto, non solo nelle culture non occidentali, ma anche in Europa e nel Nord America. Ho voluto mostrare inoltre come alcune nuove forme di tatuaggio che si erano diffuse negli Stati Uniti e in Europa, ora siano conosciute in tutto il mondo, raggiungendo posti spesso improbabili. Ho chiesto aiuto al team di scrittori con cui collaboro, in particolare per alcune delle sezioni che riguardano i tattoo indigeni, perciò non posso prendermi tutto il merito! Il mio team è davvero fantastico.

George Burchett mentre tatua la coscia di una cliente, 1930 circa, via Getty Images

Come spieghi il passaggio del tatuaggio da sottocultura a cultura mainstream?

Ad essere onesta, la contrapposizione "tatuaggi come sottocultura Vs tatuaggi mainstream" è stata presa in considerazione solo per pochissimo tempo e in un paio di posti nel mondo. Da quando esiste l'uomo la pratica del tatuaggio è sempre stata una tendenza di massa. Certo non è una pratica per tutti, ma ciò non la rende comunque una sottocultura. Un rimprovero che faccio spesso ai miei studenti e a chi studia storia è "solo perché è una pratica minoritaria non significa che sia pratica marginale."

Che cosa speri assimilino i lettori dopo aver letto questo libro?

Credo che la cosa più importante per i lettori del libro sia ricordare che la pratica del tatuaggio è sempre stata incredibilmente diversa in ogni parte del mondo.

Donna appartenente all'etnia dei Dulong del villaggio di Longyuan nella provincia dello Yunnan, Cina. Foto su gentile concessione di Danita Delimont/Alamy

Pirata che guarda attraverso un binocolo mentre naviga su una barca di carta. Foto su gentile concessione di Nuno Costah

Tatuaggi di Sutherland Macdonald, 1890 circa, su gentile concessione di Anna Felicity Friedman 

Tatuaggi realizzati manualmente secondo lo stile neo Kalinga. Foto su gentile concessione di Elle Festin

Horimono in una litografia del XIX Secolo di Wilhelm Joest, foto su gentile concessione di Anna Felicity Friedman

Crediti


Testo Emily Manning

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