fotografiamo la bellezza imperfetta della generazione digitale

Adoravamo le amazzoni da passerellla, ma ora le bellezze più cool hanno i denti storti e anche spezzati. Com'è successo?

di Jane Helpern
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22 novembre 2014, 11:15am

Negli anni '90 non era raro spendere tutti i propri risparmi in riviste di moda. In mancanza di internet, era impossibile resistere alle copertine glossy che ammiccavano dagli scaffali in edicola. Un magazine ci durava quasi tutto il mese, lo leggevamo fino all'ultimo credito, lo tenevamo in borsa per leggerlo mentre facevamo colazione in un bar chic, o lo usavamo come arma, quando volevamo evitare l'eye contact sui mezzi pubblici affollati.

Piu' tardi poi le pagine preferite venivano strappate e appese in camera, sul pannello di sughero dell'era pre-Pinterest. Avevamo anche la nostra supermodel preferita (ad esempio Naomi Campbell tanto per citarne una) e dovevamo rassegnarci al fatto che non avremmo mai potuto eguagliare la sua bellezza. Quindi come abbiamo fatto a passare dall'adorazione delle supermodel ai capelli color pastello, peli lunghi sotto le ascelle, Tumblr-it-girl ossessionate dai #selfie, dove Michael Bailey Gates e Petra Collins regnano supremi come reginetti del ballo?

Un look naturale senza retouching non e' una novità. Basta guardare le foto iconiche di Corinne Day con Kate Moss e i ritratti snapshot di Juergen Teller per vedere che questo stile era presente anche nei primi anni '90 durante l'era delle top model. Day e Teller sono i nonni cool di questo approccio fotografico che e' anti-ritocco e si e' enormemente diffuso su Internet. Grazie all'invenzione di Instagram, Tumblr, Vine, ed altre piattaforme di condivisione di immagini e video, il passaggio dalla macchina fotografica all'iPhone e' stato fulmineo. Non c'e' piu' un grande scarto tra il modo fantastico e patinato della moda e la realta' di tutti i giorni. Con un "like" ci avvicinano alle nostre icone e non abbiamo bisogno di macchine fotografiche incredibili per scattare foto decenti o addirittura essere notati da una galleria.

La musa che appartiene alla generazione di Tumblr non è più una bellezza distante e super ritoccata, quasi disegnata con l'aerografo mentre sfoggia diamanti presi in prestito. Nel bene o nel male, o probabilmente entrambi (a seconda di chi sia interpellato), l'era di Internet ha dato vita a una nuova generazione di fotografi, stylist, giornalisti, curatori, e modelli. Questi pionieri del settore perturbano, cambiano, e plasmano il modo in cui percepiamo e parliamo di bellezza nel 2014. E nonostante ci troviamo comunque a fare i conti con immagini commerciali che usano il foto ritocco in modo massiccio, molti di questi nuovi fotografi sono impegnati a catturare e perpetuare la bellezza esaltando l'imperfezione dei soggetti che scattano.

L'artista di Toronto Petra Collins è tra i fotografi in prima linea del movimento che inneggia ad una nuova bellezza senza ritocco. I suoi scatti ritraggono ragazze e donne che appaiono per quello che sono, senza veli e con coraggio. Collins ci presenta un mondo femminile che viene celebrato ed esaltato con naturalezza. Nonostante i suoi filtri rosa e confetto (il suo Instagram è un'esplosione di vintage erotico, cuori emoji, e neon), le sue foto sono irriverenti, mostrano pance sinuose, capezzoli liberi e peluria color pesca, e hanno riprogrammato il nostro modo di percepire la moda e la femminilita'.

"Internet ha aperto le porte a migliaia di persone. E penso che, soprattutto per le ragazze giovani e le donne sia importante trovare siti e riviste online che vanno contro tendenza e hanno il coraggio di mostrare immagini di corpi veri", dice Petra. "Sono ispirata da tutte le imperfezioni. Smagliature, rughe e curve, peli e capelli, tutto. Penso che questi dettagli formino il paesaggio del corpo." Se qualcuno osa ritoccare il suo lavoro, lei trema, "No! Mai! Il retouching sta sempre male." Si sente molto fortunata perché non ha mai dovuto lavorare con un foto editor che le ha imposto diversamente.

In Reely and Truly, il cortometraggio di 30 minuti di Tyron Lebon, fotografo e contributor londinese di i-D, scorgiamo il dietro le quinte di alcuni dei fotografi di moda piu' famosi, da Teller alla Collins. Tra questi c'e' anche l'artista giapponese Fumiko Imano, che ha creato una serie di auto ritratti in cui scopre il suo corpo nudo, morbido e florido senza filtri o ritocchi.

Come la bellezza, anche l'imperfezione è negli occhi di chi guarda.

Nel cortometraggio di Lebon troviamo anche Ari Marcopoulos, l'ex assistente di Andy Warhol. I suoi scatti di New York in bianco e nero sgranati, i ritratti dei giovani punkettari, e i Bad Boy che vanno in skate, gli hanno fatto guadagnare il titolo di uno degli artisti più noti del settore. Il suo lavoro è sinonimo di creativita', spesso tormentato, racchiuso nelle cerchie di chi conta ai party vip del mondo underground. Nelle sue foto troviamo sempre una bellezza fuori dai canoni convenzionali e questo attira ancora di piu' la nostra attenzione e ci incuriosisce. Le foto di Marcopoulos hanno un lato oscuro irresistibile. Lui trova bellezza laddove altri vedono solo imperfezione.

Perché, dunque, la nuova generazione e' piu' attratta da fotografie di bassa qualita', incensurate, a volte grottesche, piuttosto che invece le immagini patinate e ultra ritoccate che hanno occupato con successo giornali e affissioni negli ultimi anni? "Per qualche motivo le persone che sembrano perfette risultano noiose", ci spiega Maya Fuhr. E' sicuramente piu' interessante vedere volti e corpi veri, piuttosto che immagini pretenziose, nel senso di immagini che pretendono di essere reali ma non lo sono affatto. Non e' piu' importante essere o non essere attraenti, cio' che conta per la nuova generazione e' essere se stessi e unici. Come la bellezza anche l'imperfezione e' negli occhi di chi guarda. Mentre qualcuno vede una schiena storta, un occhio annerito o un naso sproporzionato, questi fotografi scorgono uno scatto assolutamente decisivo da non perdere.

Crediti


Testo di Jane Helpern
Fotografia di Corinne Day per il nostro numero The Original Issue 201 del settembre 2000