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il primo magazine al mondo sulle persone dai capelli rossi

Abbiamo incontrato l'editor di MC1R, che vuole rappresentare i rossi di tutto il mondo.

di Emily Manning
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28 luglio 2015, 8:45am

Photography Jens Kaesemann

Steven Meisel sembra avere una fissazione per i pel di carota. L'iconico fotografo ha immortalato Karen Elson il giorno del suo diciottesimo compleanno nel '97, lo stesso anno in cui fotografò la top model Maggie Rizer dai capelli in fiamme per la copertina di Vogue Italia. All'inizio di quest'anno, Meisel ha lavorato con la nostra adorata Natalie Westling per la campagna pre-fall 15 di Prada. Ma a dispetto di questa presenza continua nella moda, i rossi naturali sono solo il 2% della popolazione mondiale, rendendoli una nicchia nel mondo virtuale come nel mondo reale. 

È proprio questa scarsità - e specificità - che hanno portato Tristan Rodgers a lanciare MC1R, una rivista indipendente d'arte e design riguardante la cultura dei capelli rossi, definita tale dal gene che determina il colore rosso delle ciocche. Mentre si prepara al lancio del terzo numero di MC1R di quest'anno, abbiamo parlato con lo studente di design di base ad Amburgo (dai capelli rossi) per capire come stia cambiando il modo di vedere i rossi.

Cosa ti ha portato ad aprire MC1R?
È cominciato come progetto fotografico di un piccolo gruppo di amici dai capelli rossi. Dopo un po', il progetto si è espanso e più teste rosse hanno voluto collaborare, così ho raccolto le loro storie mentre scattavo fotografie. Il mio interesse nella fotografia, nel design, arte e magazine indipendenti è andato oltre, così per curiosità, ho voluto capire quanto sarebbe costato stampare qualche copia di questi lavori da collezione e realizzare una piccola rivista per tutti coloro che erano stati parte del progetto. È venuto fuori che stampare 20 copie sarebbe costato più o meno come stamparne 500, così ho cominciato una campagna di crowdfunding e ho potuto stampare 1600 copie del primo numero.

Come scegli storie e soggetti? Cosa ti ispira? 
Ho contattato gli artisti con i quali desideravo collaborare, come Giovanni LipariJens Kaesemann, che hanno realizzato la cover e alcuni importanti editoriali nel numero appena uscito. Ho anche ricevuto candidature direttamente dagli artisti, o da parte di amici che mi hanno suggerito alcuni nomi trovati sui social. Anche quando le proposte non sono delle migliori o i lavori sono simili ad altri già visti, do sempre un feedback all'artista. Quando ho terminato la prima selezione, discuto tutto con Max Weinland, layout editor di MC1R, e i miei cari amici Patricia e Lenard che sono teste rosse con un'opinione molto forte.

Che cosa hai imparato dalla comunità dei rossi una volta creata la rivista? 
Un sacco! Ho scoperto che c'è un grande network di persone dai capelli rossi che sta emergendo nel mondo, e adesso io ne sono parte. Le persone entrano in contatto durante feste; condividono le loro esperienze o quello che hanno fatto. Alcune persone sostengono che concentrarsi solo sui capelli rossi sia paradossale, ma se le persone vengono identificate per il loro aspetto, quindi fare un lavoro proprio su questo permette agli artisti di rappresentare se stessi e di creare un'immagine positiva per tutti. Un'altra persona da un'altra parte del mondo potrebbe aver avuto gli stessi problemi col suo aspetto, quindi realizzare un qualcosa di positivo può aiutarlo a sentirsi meglio con se stesso.

Come sono visti i capelli rossi nelle diverse parti del mondo?
L'Irish Redhead Convention sarà uno dei primi festival a cui parteciperò quest'anno. Ho scoperto una forte scena artistica piena di progetti ed eventi in America, Inghilterra, Canada, Sudafrica, Australia, Italia, Irlanda, Israele e Germania. Ho notato che in Inghilterra i progetti sono fatti con l'obiettivo di cambiare la visione negativa della società nei confronti dei capelli rossi. 

L'amica di i-D Harley Weir ha realizzato una serie sui rossi. Chi sono gli altri fotografi del passato o del presente che hanno documentato questa realtà in modo efficace? 
È buffo: Lily Inge - modella nella serie di Harley e mia amica - ha consigliato Harley per il prossimo numero. Sto ancora cercando di contattarla, spero legga questa intervista; i suoi lavori sono veramente fantastici! Ma ci sono un sacco di fotografi che hanno creato storie grandiose. Jacky Colliss Harvey ha analizzato la storia dei rossi in un libro pubblicato qualche settimana fa. Thomas Knights ha ricevuto molta attenzione per il suo RED HOT, una campagna contro il bullismo diventata virale. Mi piacciono molto le serie di moda di Alina Asmus con Kianne, e Michelle Marshall che ha realizzato uno dei servizi più particolari su MC1R. Anche Nurit Benchetrit da Israele ha immortalato circa 200 teste rosse - ma un suo veramente fantastico lavoro non è stato mai ancora pubblicato, così ho pianificato di inserirlo nel prossimo numero. La nostra ultima pubblicazione coinvolge 20 artisti e per la prossima prevediamo 36 storie internazionali, interviste e serie fotografiche. Ci sono così tanti artisti emergenti di talento nel mondo e questo è il motivo per cui ho creato la rivista: vorrei mostrare tutti i loro lavori e dare loro la visibilità di cui hanno bisogno. 

Quali sono le tue speranze per il futuro di MC1R?
Spero di poter portare sempre più in alto la qualità della rivista e migliorarla sempre di più. Di certo mi auguro di raggiungere abbastanza lettori e averne un profitto, ma questo progetto è una questione di cuore - ci lavorerò sempre. 

mc1r-magazine.com

@mc1r.magazine

Crediti


Testo Emily Manning
Foto Jens Kaesemann per MC1R

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