perché la moda è ossessionata dal grunge

Mentre Hedi Slimane porta Kurt Cobain in California e Cathy Horyn fa pace con la collezione di Marc Jacobs per Perry Ellis del 1992, è giunto il momento di rivalutare l'opinione che la moda ha del grunge?

di Alice Newell-Hanson
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27 agosto 2015, 6:35pm

Perry Ellis spring/summer 13 via YouTube

Dal 3 novembre del 1992, le passerelle sono tornate sempre più spesso a prendere ispirazione dalla sottocultura della West Coast, che era presubibilmente già in declino a partire da quando Marc Jacobs mise Christy Turlington in Dr. Martens e flanella per Perry Ellis. Il grunge c'era nella bellissima primavera/estate 13 di Dries Van Noten, un tributo a motivi a quadri e a fiori. È scritto su tutti i denim dei vincitori di quest'anno del LVMH Prize ed è il preferito di i-D Marques'Almeida. E ovviamente, è il motore della presa di Saint Laurent da parte di Hedi Slimane.

Dries Van Noten primavera/estate 13

Ma perché il mondo della moda ha una costante ossessione col movimento D.I.Y. che venne così aspramente criticato la prima volta che arrivò sulle passerelle? E, nel 2015, il grunge è ormai finito? 

Il calo provocato dalla scelta di Jacobs della cultura giovanile di Seattle per Perry Ellis è stato immediato e violento. Cathy Horyn ha scritto sul Washington Post nei giorni seguenti: "La scena musicale di Seattle, che ha dato vita alla strabica [Courtney] Love, ha portato la sua ispirazione trasandata ma cool su Seventh Avenue in modo così attento che sembra aver scelto un giorno prestabilito per comparire sulla passerella." È seguita a qualche grandiosa caduta, come "Un cappotto color macchina rosso fuoco sembra essere stato fatto come un'offesa nel suo apparire così appiccicoso e spiegazzato come un vecchio diner in finta pelle." A seguire Suzy Menkes non ha retto esordendo con la sua celebre affermazione "Il grunge è agghiacciante" durante l'edizione delle passerelle milanesi.  

E le critiche non provenivano solo dagli addetti ai lavori del mondo della moda che odiavano il genere. I negozi temevano che gli abiti in linea con le scoperte dei giovani di Seattle non fossero abbastanza ambiziosi (Jacobs fu mandato via da Perry Ellis agli inizi del 1993). Ma la critica che ha fatto più rumore, ironicamente parlando, è stata che la collezione di Jacobs non fosse autentica. Rick Marin, nella sua storia sulle origini del grunge del 1992 per il New York Times, ha sottolineato il fatto che Jacobs non sia mai stato a Seattle. E dal momento in cui è andato in scena il suo show, la musica e lo stile grunge erano già palpabili a Hollywood. La commedia romantica di Cameron Crowe Singles ha quasi sicuramente basato la scena della canto del cigno a Seattle, ed è venuto fuori due mesi prima che Jacobs portasse Seattle sulla Settima Strada.

Marc Jacobs per Perry Ellis primavera/estate 93 nel video per Sonic Youth's Sugar Kane

Ma per i fan della moda del 2015 che non erano abbastanza grandi per essere presenti al primo Lollapalooza o non potevano leggere il Washington Post nel 1993, la collezione grunge di Perry Ellis è una pietra miliare. Sì, ci sono miliardi di Tumblr dai titoli "Fuck Yeah Kurt Cobain" e con una punteggiatura diversa. Ma il momento in cui Marc Jacobs ha portato le Birkenstocks sulla passerella è stato un autentico punto di riferimento per la generazione di internet. E vale lo stesso per il boom che è seguito relativamente al grunge e al suo successo nelle alte sfere della moda. Il grunge ha ispirato la collezione di Anna Sui a New York, e il giorno dopo Jacobs era ancora vivo su Tumblr e Pinterest; così anche le oggi iconiche immagini di Steven Meisel di Kristen McMenamy e Naomi Campbell in stivali a righe, abiti e flanella tipo coperta per Vogue nel dicembre 1992.

Internet ci permette di viaggiare nella storia della moda ignorando l'ordine cronologico degli eventi. Su Tumblr, ciò che sembra cool è cool e che importa se la scena grunge è morta prima che Perry Ellis l'abbia fondata?

Ma se il grunge appariva già come un déjà vu agli inizi degli anni '90, come Cathy Horyn ha scritto nel 1993, perché ancora oggi pensiamo che sia cool? Perché Heidi Slimane ha portato sulla passerella di Saint Laurent dello scorso giugno ragazzi spettinati e ragazze con occhiali bianchi alla Kurt Cobain e abiti baby-doll?

Il vero movimento grunge è nato dal mondo della musica - direttamente dalla scena proto-grunge agli inizi degli anni '80 in Minnesota e nella zona Nord-orientale delle band alternative come i Pixies - e si è solidificato nella tranquilla e scricchiolante scena dei coffee shop di Seattle. Ma l'adozione da parte del mondo dell'alta moda è stata un sintomo del clima economico. Anna Wintour ha detto a WSJ, "Non ho mai veramente aderito al look emancipato, depresso, trasandato. Penso che sia arrivato nel momento di difficoltà dal punto di vista economico e mondiale. Ovviamente gli stilisti erano un riflesso di questo movimento." Si è battuta per tagliare l'editoriale di Steven Meisel da Vogue nel 1992. "Semplicemente il grunge non funzionava," ha detto. "Era un grido di battaglia, andiamo avanti.'"

Anna Sui primavera/estate 93

Un'altra questione è che la moda ispirata al grunge è praticamente un ossimoro. È la moda a imitare un movimento che non si è mai interessato alla moda stessa. Nel 1993, James Truman, poi editor-in-chief di Details, ha detto, "Per me il grunge non è anti-fashion, è non-fashion. Il punk era anti-fashion. Ne ha fatto uno stato. Il grunge si basa sul non fare dichiarazioni, e questo è il motivo per cui è assurdo parlarne come se fosse un'affermazione di moda. È l'ironia di Marc Jacobs ed è l'ironia dell'industria di abiti costosi che sembrano stracci da quattro soldi. 

E proprio questa ironia è ancora viva e vegeta. Quando Hedi Slimane ha messo in scena uno dei più audaci rientri del grunge per la primavera/estate 13 di Saint Laurent, Suzy Menkes ha scritto, "La sola domanda da porre è se questo ritorno al grunge sia appropriato nel mondo del XXI secolo con le sue agitazioni economiche." I paralleli economici tra il 2012 e il 1992 sono impressionanti (in entrambi gli anni la prospettiva economica negli USA era cupa). E il salto tra il povero territorio d'ispirazione musicale di Slimane e l'alto valore del costo dei prezzi non era difficile da non notare. Ma questi abiti sono stati venduti e abbracciati dagli editor e anche dai musicisti della nuova generazione grunge come Sky Ferreira e Alison Mosshart che indossano questi abiti sul palco. Perché la vera cosa che ha fatto spaventare i buyers nel 1992 - è il suo atteggiamento anti-classe dirigente e il sentore dei quartieri di Seattle - ed è proprio ciò che fa sembrare questo cool e autentico ai consumatori di oggi. 

Ma quali sono i principi di questa esaltazione da parte del mondo della moda per questo ambiente di musicisti in difficoltà? Fino a quando MTV mise Smells Like Teen Spirit nel suo "Buzz Bin" del settembre 1991, Kurt Cobain era ancora, secondo il parere del co-fondatore di Sub Pop Jonathan Mr. Poneman, "poverissimo." Avere il grunge sulle passerelle nel 2010 è ancora naturalmente non-di-tendenza? O è forse un modo di riferirsi e concepirlo senza cancellare tutto ciò che lo riguarda?

Gli anni Novanta sono legati al DNA del brand londinese Marques'Almeida, ma niente della versione del grunge dei due designer Marta Marques e Paulo Almeida risulta un miscuglio caotico. "Non si tratta di essere nostalgici. Io odio quella parola," ha detto Marques in una recente intervista con Suzy Menkes. Infatti, il brand che si è inserito nelle basi del grunge di D.I.Y., ha scritto una storia nuova.  "Da giovani non riuscivamo a capire l'alta moda," ha detto Almeida nella stessa intervista. I designer si sono ispirati a "cosa veniva indossato dai nostri fratelli e amici," e nello specifico dalla sorella di Marta, Sofia, che era sempre "in stile grunge, scontrosa e a cui non frega niente della moda." Le loro collezione, come risultato, risultano sempre fresche: invece di riproporre alla lettera l'estetica della scena musicale di Seattle negli anni '90, Marques'Almeida rielabora la sua attitudine disordinata alle nuove generazioni.

Marques'Almeida autunno/inverno 15. Foto Piczo.

Il grunge è spesso citato come l'ultima vera e originale sottocultura musicale che sia riuscita a entrare nel mondo della moda americana. E questo vuol dire molto per spiegare perché è ancora così idolatrato. Anche nel 1992, Rick Marin scrisse, "Da sottocultura a cultura di massa, la linea del tempo delle tendenze diventa più corta e più veloce come mai successo prima." Con internet e col passare dei decenni quella linea del tempo ormai non esiste. Qualcosa è successo in un quartiere di  Seattle oggi e nessuno compreso Reddit può conoscerne il risultato nell'immediato. Ma dato che la distanza tra l'underground e la cultura di massa è poca, non vuol dire che non ci sono nuove sottoculture che stanno emergendo.

Guardate Hood By Air, un brand con un'estetica ispirata all'esperienza di Shayne Oliver nella scena newyorkese. O la collaborazione tra Gosha Rubchinskiy e i giovani skater di Moscow. Oppure Vetements, che sta diventando una piattaforma per la scena nuova grunge di Parigi. Nessuno di questi marchi sta riproponendo le passate sottoculture, stanno portando la moda più lontano perché hanno sviluppato nuove vene creative. Non vogliono imitarne l'autenticità, sono loro a essere semplicemente autentici. 

Durante lo scorso aprile, Cathy Horyn corresse la sua opinione sulla collezione grunge di Marc Jacobs. Affermò, "non penso sia sicuro dire che [la paura] viene dal nuovo, di cui gli scrittori esperti di moda sono curiosamente rigidi." La moda raggiunge il suo apice quando riesce a trasmettere quella scossa di paura. E lo shock da plaid e Docs ha forse già lasciato la passerella? Il modo più onesto in cui la moda può fare del grunge è sfidandone lo spirito. Si tratta di fare le cose da soli e dire qualcosa di nuovo.

Crediti


Testo Alice Newell-Hanson
Immagine via YouTube

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