quando la moda reinterpreta il porno come forma d'arte

Siamo sempre più' censurati sui socials ma scopriamo una nuova dimensione erotica che sta in bilico tra "porno" e "moda".

di Felicity Kinsella
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03 dicembre 2014, 11:35pm

Zoo, Nuts e Paul Ray Bumper Babes spostatevi! C'è una nuova rivista osé sullo scaffale che offre un' estetica sicuramente stimolante. Con pubblicazioni come Baron ("The Erotic Paperback Magazine"), Talc ("Una rivista di design per gli adulti dei tempi moderni) e Tissue (" Una squisita rivista d'arte e fotografia ai limiti del fetish e della moda") che stanno trovando la loro strada verso la nostra libreria, si può dire che il nostro modo di vedere il sesso e il porno stia cambiando.

Ultimamente, una delle frasi più comuni in ufficio, dopo la reazione alla presentazione della scena underground del sesso giapponese nel documentario Love Hotel e nel libro Pink Kinky, è "il sesso vende", e il mondo della moda non ha mai avuto paura di incassare (due dei colpevoli principali sono Calvin Klein e Tom Ford, con più di una campagna pubblicitaria ritenuta troppo audace per essere pubblicata). Non si può negare che il mondo della moda e quello del fetish sono stati sempre intrecciati. Il Calendario Pirelli non utilizza new faces, ma top models dalle curve mozzafiato. La sfilata di Victoria Secret è diventata un evento tra i più attesi del settore, attirando l'attenzione di stampa e top models, contro il Métiers d'Art di Chanel, che inaugura lo stesso giorno, a 700 miglia di distanza. Alcuni dei nostri fotografi più amati hanno abbinato queste due entità nel bene e nel male; pensate alle foto in bianco e nero di Nobuyoshi Araki che con i suoi amici andava in giro ai sex club di Tokyo negli anni '70, e la sua arte giapponese di bondage, kinbaku-bi, oppure le iconiche, erotiche e suggestive fotografie di Helmut Newton per Vogue e per la rivista dei ragazzi di sempre, Playboy.

Fotografia Harley Weir, Baron Magazine Issue 3

Tuttavia, recentemente c'è stata una nuova svolta per questo binomio, invece di essere soltanto "provocatori", i libri, i film e le riviste che lo seguono hanno votato sfacciatamente per il porno. Baron, anche se esiste da soli due anni con la sua terza edizione è probabilmente il magazine più affermato di questa nuova tendenza. Due tra i fotografi più' interessanti del momento, visti spesso su i-D, Tyrone Lebon e Harley Weir, suggeriscono elementi erotici nel loro lavoro (guardate Atlanta Dream $ di Tyrone e il film sul bacio di Harley per i-D), le loro foto sono state pubblicate anche su Baron. Addirittura Tyrone ha fotografato tutto il secondo numero - "Voglio mettere in discussione l'evoluzione del sesso nella società ed il modo di condividere le immagini di oggi." Provini a contatto di una ragazza con i capelli magenta ed il suo fidanzato barbuto, bajingos e peni nascosti da PVC completamente trasparente. Non c'è dubbio che queste immagini siano altrettanto esteticamente gradevoli come quelle scattate per i-D o Vogue o anche Céline, certo l'aspetto "erotico" e' così accattivante. Quindi, non c'e' nulla di male se guardiamo questi magazine "porno"?

"Proprio come con l'eiaculazione, il porno o l'arte è nell'occhio di chi guarda", sostiene Robert Henry Rubin, redattore della rivista cult NIGHT e Co-Guest redattore della terza edizione di Baron. Sembra logico che se una cosa rientra nella categoria porno o meno, dipende dal lettore che guarda, nel senso che potrebbe vedere nella stessa immagine RedTube oppure una rivista di moda. La rivista Baron ha un'estetica in bilico tra porno/moda, quindi attira lettori sui due versanti.

Wet Magazine, Mar/Apr 1980

Poi c'è la questione relativa al nudo, ogni parte del corpo, se nuda, deve essere sempre associata al sesso? In un'intervista di Talc con Leonard Koren, il creatore di WET, una rivista che è uscita contro l'iper-sessualizzazione degli anni '70 a Los Angeles, Koren ci racconta che "WET giocava sul binomio della nudità non-porno e del design. WET non era una rivista fatta per eccitare, d'altronde come si può fare il bagno senza togliersi tutti i vestiti?" Non c'è dubbio che un poster A2 di Lara Stone in regalo, è completamente diverso da quello con la ragazza della pagina 3. "Come scrive Roland Barthes nel suo libro Camera Lucida - la pornografia si occupa soltanto di una cosa, cioè il sesso - e sono d'accordo con questo," dice Matthew Holroyd, direttore creativo di Baron". Quindi l'idea di Baron e' quella di reinterpretare la pornografia attraverso la sessualità che è una dimensione molto più ricercata del sesso fine a se stesso".

E' difficile immaginare, in una società dove l'oggettivazione delle donne è ben diffusa, una rivista porno che non porti con se' il tabù o la violenza del porno: queste riviste hanno invece trovato il modo giusto di reinterpretare dei cliché' stereotipati. Baron, BUTT, Tissue, Talc, Adult Magazine, The Anonymous Sex Journal e tante altre testate cercano di abbandonarsi ai nostri ideali utopici di una società aperta in cui il corpo umano si celebra e il desiderio di saperne di più sulla sessualità è sano, senza essere idealizzato. Tinder, Grindr e Blender hanno normalizzato il sesso, e la moda ha fatto dell'erotismo parte della nostra vita quotidiana, quindi perché non celebrarlo togliendo lo status "incognito"?

Crediti


Testo Felicity Kinsella
Immagini courtesy Baron Magazine, TALC e Wet Magazines.

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