​alessandro michele presenta la nuova donna androgina di gucci

Il primo giorno della settimana della moda di Milano è stato segnato dalla nuova era di Gucci creata da Michele.

di Anders Christian Madsen
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26 febbraio 2015, 4:30pm

Dalla sua trionfante sfilata uomo di gennaio, Alessandro Michele è stato l'enigma del mondo della moda. Chi è il nuovo direttore creativo di Gucci? Che cosa significano le sue camicette androgine con il colletto a fiocco? In che direzione sta andando? E perché? Il suo debutto nel primo giorno della settimana della moda di Milano con la sfilata donna ha risposto forte e chiaro a una di queste domande: il look da nerd, anni '70, da ragazzo per bene non sono solo una moda passeggera per Michele, che è stato in precedenza capo del reparto accessori per Frida Giannini, sono parte della sua estetica. "Questo è il mio linguaggio, non posso parlare un'altra lingua. Posso solo osservare ciò che vedo veramente," dice alla folla inquisitiva di critici, che l'hanno accerchiato nel backstage. "Non è facile provare a fare qualcosa che non ti rispecchia", ha proseguito. I suoi lunghi capelli neri e la sua barba sono in armonia con la sua distintiva espressione artistica.

Nella realizzazione della sua sfilata donna, Michele è rimasto fedele alla sua dichiarazione. Invece di provare a reinventare la sua collezione uomo, l'ha trasformata in abbigliamento femminile, vestiti a balze, sartoria maschile, gonne sotto il ginocchio, creando così una compagna femminile per il nuovo uomo Gucci, che potrebbe facilmente condividere il guardaroba della sua controparte maschile. Non si tratta necessariamente di un relazione sessuale. Questi ragazzi e ragazze, non uomini e donne, sembravano usciti da una confraternita di intellettuali e romantici, come figli dei fiori di una nuova era. "La sensualità è qualcosa che si trova dentro di te," ha detto Michele, dimostrando che si può uscire di casa nudi senza necessariamente apparire sensuali.

Alcune delle sue modelle sono davvero uscite di casa nude. La prima è uscita con una gonna di pelle rossa abbinata a una camicetta trasparente a pois senza reggiseno, e ci ha subito riportato a Gucci dei tempi di Tom Ford, quando Michele ha calcato la scena per la prima volta. Aver usato come soundtrack della sfilata le musiche del film di Tom Ford, A single Man, è stata sicuramente una dichiarazione da parte di Michele, che ha poi addolcito elegantemente l'effetto facendo seguire la colonna sonora di The Hours. "Forse è solo un grande fan di Julianne Moore," scherza un ospite. La verità è che, indubbiamente, la soundtrack scelta da Michele non è stata solo una pura coincidenza. Il Gucci creato da Tom Ford era molto potente nella sua estetica, e questo è un qualcosa che Michele vorrebbe imitare di sicuro, ora che è lui alla guida.

Ciò però non significa che Michele si sia affidato solo alle vecchie ere di Gucci. Infatti, a parte lo spirito sexy complessivo e un paio di cinture e borse, risulta difficile trovare qualche richiamo diretto agli archivi. "Conosco molto bene l' archivio di Gucci…meglio del mio stesso appartamento!", dice Michele scherzando dietro le quinte. Ma, aggiunge, indicativamente dall'influenza stilistica di Ford, "Sono molto ispirato dal brand, perché è enorme ed estremamente moderno. Il segreto sta nell'idea della potente maison." Ed eccola qui. (Guardando la collezione, è facile ritrovare in essa un'ode a un'altra azienda potente, ossia Paul Smith e i suoi anni '70, e la sua genetica Bowie-centrica.)

La moda di successo ottiene il suo potere dalle persone, e mentre la collezione di Michele si rifaceva indubbiamente all'estetica degli anni '70, lo stilista dice di trarre ispirazione da stili contemporanei, che osserva nelle strade di New York e Londra. "La modernità è prendere qualcosa dal passato e cambiarlo, trasformandolo con un linguaggio nuovo", dice, "contemporaneo, ciò che avviene sulla strada." Per Michele, l'idea del mondo attuale è chiaramente radicata sulle questioni di sessualità e genere sessuale. La collezione era tanto androgina quando quella maschile, se è possibile differenziare le due. "Ci sono molte ragazze bellissime che possono sembrare uomini, ma per un uomo assomigliare a una donna", si interrompe, "È la storia del mondo."

Durante questa intensa intervista, in cui eravamo tutti molto desiderosi di capire la mente dietro la nuova era di Gucci, tutte queste domande che continuavano ad accumularsi dalla sfilata maschile non hanno trovato una risposta completa. Alcune non potevano avere risposte, altre potranno trovare risposta nella prossima stagione. Ma ciò che è emerso di Alessandro Michele più di ogni altra cosa, è che questo stilista sa essere estremamente personale nei suoi lavori e fedele a se stesso fino in fondo. All'uscita qualcuno gli ha chiesto se si sentisse come se stesse disegnando per un nuovo cliente "Si, può essere? Non lo so", ha risposto indifferente.

Crediti


Testo Anders Christian Madsen
Foto Mitchell Sams

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