Screenshot dal cortometraggio Name

la musa di uno studente diventa fashion film (e collabo con palomo spain)

La musa di Tibor ha il triplo dei suoi anni, eppure si sono capiti fin dall'inizio. E dalla loro insolita amicizia è nato un corto di rara bellezza.

di Riccardo Conti
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03 luglio 2019, 4:52pm

Screenshot dal cortometraggio Name

NAME è il cortometraggio realizzato da Tibor Ernest De Laminee De Bex che ha vinto il premio di Miglior Film tra quelli presentati lo scorso 25 giugno all’evento Anti-prima. Prima della prima, contro la prima organizzato da IEDModa Milano al cinema Anteo per presentare i video più interessanti creati dagli studenti del corso di Fashion Styling e Communication di quest’anno.

Tibor (classe 1995, originario di Brussels) dopo aver studiato nel suo paese a La Cambre e allo IED di Madrid ha completato i suo ciclo di studi a Milano, dove ha deciso di realizzare questo intenso ritratto-tributo a Miriam Michiels, mistica donna conosciuta da tutti i suoi cari semplicemente come il nome di Name. Amica di lunghissima data di Tibor, legata alla sua famiglia e ai suoi ricordi d’infanzia da un rapporto pluridecennale, Miriam Michiels è diventata un costante riferimento di stile e di vita per il giovane stylist, che in questi mesi ha approfondito e archiviato tutte le tracce visive e le memorie di questa donna dalla vita densa e affascinante: fotografia d’epoca, filmati in 8mm, lettere e ovviamente gli abiti e gli oggetti che hanno scandito e continuano a caratterizzare la sua persona.

Il cortometraggio è stato girato nell’evocativa cornice di Javea, cittadina della Costa Bianca spagnola dove Name passa molto tempo dell’anno. Per gli outfit l’autore ha collaborato con uno degli stilisti più significativi del momento, Alejandro Gómez Palomo di Palomo Spain, mentre Michael Stevens ha composto la colonna sonora del film, capace di evocare le atmosfere intime e sofisticate del progetto. Per approfondire la genesi di Name, abbiamo fatto qualche domanda a Tibor. Ma prima, godetevi 10 minuti nella vita e nei pensieri di una donna che sembra arrivare al passato e dal futuro contemporaneamente.

Perché hai deciso di raccontare la storia di Name? Cosa rappresenta per te questa donna?
Name è una persona che conosco da molto tempo, una figura che mi porto dietro dai miei primi ricordi in assoluto. Penso di aver avuto tre anni il giorno in cui l'ho incontrata coscientemente. Proprio perché quell'incontro ha inciso fortemente sulla mia formazione, ho voluto trasmettere al pubblico la mia visione del personaggio. Ovviamente si tratta di un rapporto personale, ma credo che storie come la sua ispirino le persone a intraprendere percorsi insoliti, ad andare controcorrente. Il sentiero che ha creato con le sue scelte è semplicemente straordinario e dolce. Crescendo, l’ho sempre ammirata per la sua saggezza, libertà e per il suo ego, che insieme danno vita a un’immagine tanto potente quanto delicata. Ma questo è ciò che la rende così speciale. Nel film ho voluto mostrare l’equilibrio raggiunto tra tutti questi elementi in apparenza contrastanti, e ho tentato quasi di sacralizzarli, renderli eterni.

Che ruolo hanno avuto gli abiti che hai utilizzato per esplorare il personaggio?
Il guardaroba è stato scelto per esaltare quell’idea di "musa" che per me lei rappresenta. Ho cercato di celebrarla, conferendole quella dimensione sacra e iconografica a cui facevo riferimento nella risposta precedente. Ci tenevo però a renderlo un omaggio senza forzare troppo la mano: ero più interessato ad amplificare le sue caratteristiche e il suo gusto, anziché trasfigurarla immettendo segni estranei al suo personaggio.

In questo senso, com’è nata la collaborazione con il brand Palomo Spain?
Fin da subito, il guardaroba che avevo in mente era flamboyant, perché volevo rendere ancor più espressiva Name, magnificarne la persona. Geograficamente parlando, la scelta di Palomo è forse ovvia, ma sono un grande estimatore del lavoro di Alejandro Gómez Palomo. E anche lei ho ha adorato. Guardando i suoi abiti ha commentato: "Ciò che crea è sensuale e unico." E sono totalmente d’accordo con lei! Così ho proposto il mio progetto alla maison Palomo, che ha immediatamente accettato di collaborare.

Per te, oggi, cosa significa essere glamorous?
Per me ciò che è sensuale ed elegante, è glamour. È un atteggiamento. Direi che la mia definizione di Glamour si adatta perfettamente a Name. Solo che non mi piace troppo il termine “glamour”, suona male nelle mie orecchie. Questione di gusto e di uso del vocabolario. Dopodiché è personale.

Oltre alle bellissime location, la musica crea un sottofondo ideale per raccontare questa storia…
La musica nasce da una collaborazione con un compositore americano, Michael Stevens, al quale ho ho presentato il mio progetto lo scorso gennaio, chiedendogli di comporre la colonna sonora. Anche lui è stato felice di collaborare, e insieme abbiamo sviluppato una composizione che scandisce il film. È una musica indispensabile, perché tutte le scene sono state girate a Javea e quindi le melodie devono identificare quel luogo come se fosse un tempio, riproducendone a livello uditivo i toni che sono sacri e privi di connotati temporali specifici.

Per un 20enne come te, che senso ha guardare a questi riferimenti del passato e a questa estetica? Che lezione hai imparato dalla sua storia?
La sua storia è piena di eventi, ma l'obiettivo non è mai stato quello di approcciarmi a Name con uno sguardo nostalgico. Al contrario, di lei mi interessa il suo presente. Nel film possiamo forse intuire il periodo “storico” in cui sta avvenendo l'azione, ma non il momento preciso. Questa assenza di un riferimento temporale mi interessa di più di qualsiasi forma di nostalgia. La lezione, come la morale di una favola, è che non dobbiamo rinunciare a prenderci il tempo di cui abbiamo bisogno per vivere le esperienze più essenziali: amore, amicizia, attività creativa, contemplazione. E la storia di Name mi ha fatto capire quali sono gli ingredienti importanti per vivere ed essere.

E tu? Come sei? Prova a definirti in tre aggettivi!
Autentico, accessibile e saggio… Per il momento!

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Crediti


Musa: Miram Michiels
Collaborazione speciale: Palomo Spain
Responsabile e redazione: Mélusine Delferiere
Produzione: Katia Dimitrieff
Suono: Martin Rix
Capelli: Remedios Sappena
Colonna sonora originale: Michael Stevens
Sound design: Ryan Ben Yaiche
Sound Mix: Sébastien Goheir
Musica aggiuntiva: Micah Stevens e Ruben Erades
Un ringraziamento speciale anche a: David Segarra, Lauren Vander Elst, Olivier Defrance, Séverine de Streyker, Nicolas Lecompte, Johanna Chevalier, Elie El Mubayed, Marcello Alcaide, Giulia Galluccio, Riccardo Slavik, Francia Mahy