senza le maglie da calcio umbro lo streetstyle di oggi neanche esisterebbe

Una fonte d'ispirazione per una generazione di giovani hipster che a malapena ricorda gli Europei del ‘96.

di Tom Usher; traduzione di Gaia Caccianiga
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15 maggio 2019, 8:11am

Oggettivamente Umbro fa le migliori maglie da calcio in circolazione. Verrebbe da pensare: e allora Nike o Adidas o Puma? Ma pensiamo un attimo alla maglia dell'Ajax 89-90 da trasferta? O la terza dell'Inghilterra 90, o quella del 92, o quella della Scozia 88-89? Quella così psichedelica che sembra un pacchetto di caramelle, ma dopo aver preso del DMT.

Sono sicuramente tutte jersey di nicchia, relegate come seconda o terza scelta per le squadre che hanno giocato tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, ma sono diventati capi di culto per i loro design d’avanguardia e per le combinazioni di colori selvagge. Una fonte di ispirazione per una generazione di giovani hipster che a malapena ricorda gli Europei del ‘96.

Comunque, la terza divisa dell’Inghilterra ‘90 potresti averla vista in giro anche di recente: Palace ha realizzato la sua versione nel 2012. Invece la maglia da trasferta dell’Ajax del 89-90 è stata riportata in vita dal brand olandese Patta nel 2017. Persino Supreme ha seguito l’onda, con una maglietta ispirata (se non completamente copiata) al terzo kit di Umbro del Tottenham Hotspur 91-94.

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Umbro ha recentemente festeggiato i 95 anni con una mostra a Manchester in collaborazione con la rivista di calcio Mundial e il negozio di maglie vintage Classic Football Shirts. Insomma, sembra che i classici design degli anni '80 e dei primi anni '90 di Umbro siano passati da fenomeno underground e spiccatamente sportivo a costante dello streetwear.

L’ascesa della "moda calcistica" o "cultura dello sport" ha un sapore nostalgico: il successo delle squadre britanniche degli anni ‘70 ha portato i tifosi in giro per tutta Europa, ansiosi di vedere la loro squadra giocare in quella che ora chiamiamo Champions League.

Lì hanno scoperto brand europei come Lacoste, CP Company e Fila, che sono così entrati nei loro guardaroba. Poi negli anni '80, il look casual, insieme a marchi come Stone Island e Sergio Tacchini, è stato associato, come lo era in generale il calcio, con gli hooligans. Molti divieti sono stati applicati sia a livello nazionale che internazionale, soprattutto dopo la strage dell'Heysel nel 1985, e poi questo look si è mischiato innocuamente a quello del Britpop negli anni ‘90. Da allora è rimasto di moda tra gli uomini inglesi. Ma anche se gli appassionati di calcio hanno sempre avuto il loro modo di vestire, non è stato fino agli anni '90 che le maglie sono diventate un capo saldo per i fan, piuttosto che qualcosa che veniva visto solo negli stadi.

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“Se guardi con attenzione la maglia degli europei ‘96, ti accorgi che è stata disegnata per essere indossata con i jeans,” spiega Sam Diss, Head of Content di Mundial. “Quello che ha fatto Umbro è stato trattare l'ondata della football fashion in modo più serio, vedendoci qualcosa di più che una semplice divisa che i giocatori indossavano sul campo e i bambini copiavano per essere come i loro eroi. Umbro ha portato la jersey nella cultura del tifoso, e nessuno l’aveva fatto prima.”

“Ciò che ha fatto Umbro è stato incorporare molti elementi della moda dei tempi nei loro design, ed è per questo che credo che siano invecchiati così bene,” aggiunge. “Prendi i kit dell’Ajax della seconda metà degli anni ‘80, sembrano così contemporanei perché Umbro si è ispirata alla moda dei tempi, e siccome la moda è ciclica ora quello stile è tornato.”

Non voglio scrivere un intero articolo su quanto spacca la maglia dell'Ajax 89-90, ma è davvero una bomba. Strisce blu e bianche che improvvisamente diventano un disegno geometrico bianco, rosso e blu che sulla carta non dovrebbero funzionare affatto. Suona malissimo, sembra un pugno in un occhio. Eppure, inspiegabilmente, funziona eccome.

“Dopo periodi sobri, arrivarono quelli esuberanti,” spiega Helene Hope, capo del global brand marketing di Umbro, “Chiaramente gli anni ‘90 stanno tornando di moda, anche nello sportswear, e questo porta a un crescente interesse per i marchi di quell'epoca. Umbro era leader nel calcio negli anni '90, quindi non sono sorpresa che i clienti ci cerchino oggi.”

Se c'è un brand che sta cavalcando l’onda della rinascita delle maglie da calcio, è Patta. Anche se Palace è stato il primo marchio streetwear a collaborare con Umbro, Patta ha voluto giocarsi il tutto per tutto, scegliendo design stravaganti, motivi audaci e colori brillanti.

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“Penso che Umbro volesse distinguersi dagli altri, ecco perché ha realizzato queste stampe", spiega il direttore generale di Patta, Tim Sabajo. “Non miravano ad essere alla moda, ma la gente le apprezzava, così hanno iniziato a indossare questi design. Era solo una questione di tempo prima che ritornassero di moda.”

“Per me, Umbro ha alzato il livello tra gli altri marchi, ma è la gente che li ha fatti esplodere. Il motivo per cui Patta ha voluto collaborare con loro è che siamo di Amsterdam, l'Ajax è la nostra squadra, siamo sempre stati tifosi — è la nostra storia, e quelle divise sono rivoluzionare!”

"Quei design iconici non sono riconducibili al lavoro di un singolo grafico o stilista, quanto più a un atteggiamento generale legato a questo nuovo approccio al calcio," continua Helene. "Siamo sempre stati pionieri nel nostro settore, questa voglia di sperimentare fa parte del nostro DNA."

L’uso delle maglie da calcio nella vita di tutti i giorni, inoltre, funziona perché oggi l'abbigliamento maschile è molto più casual di un tempo. Non sono solo Umbro e Patta ad aver usato le jersey come punto di partenza, ma anche brand come Off-White, Gosha Rubchinskiy e Alexander Wang hanno trasformato le t-shirt di Nike o Adidas in articoli di lusso in vendita a prezzi esorbitanti.

Il comfort oggi regna sovrano nella moda maschile, dalle tute alle scarpe da ginnastica, e lo streetwear domina il panorama ormai da qualche anno. Quindi non c’è da sorprendersi se le maglie da calcio, con il loro design sempre più ergonomico, stiano diventando di conseguenza sempre più diffuse. Il fatto che questi oggetti da collezione vengano venduti a caro prezzo non ha a che fare solo con la gentrificazione del calcio, ma dello streetwear in generale.

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E non si tratta solo dell'abbigliamento maschile. Il brand francese Koché ha utilizzato la maglia del Paris Saint Germain come base per un vestito, e ha ricoperto la maglia da trasferta del PSG da donna con brillantini. La squadra di calcio femminile Romance FC ha creato un kit con la Nike, così vivace da non sembrare una semplice divisa, ma un vero e proprio capo d’abbigliamento.

“Ho notato che le maglie delle squadre non sono più solo per i tifosi,” ci racconta Robert Armin, PR manager di Classic Football Shirts. “Sia tra gli uomini che tra le donne, sono in molti a non definirsi tifosi ma a indossare comunque maglie da calcio, e penso che questo testimoni di quanto siano esteticamente belli questi capi, in particolare quelli degli anni '90.”

“Si tratta di stile— una volta era impensabile andare in discoteca indossando una tuta, e ora è una cosa normalissima,” aggiunge Tim. “Quindi si penso che la tendenza del momento sia essere più casual.”

Potrebbe essere arrivato il momento del ritorno della moda anni ‘90, e le maglie da calcio fanno sicuramente parte di questo fenomeno. Ma con la moda maschile che diventa sempre meno formale, e con brand trendy come Supreme, Palace e Patta che cavalcano l’onda della moda delle maglie da calcio per fare pezzi più sgargianti, le divise sportive potrebbero diventare la nuova norma.

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK