Fotografia di Tim Walker

tim walker fotografa il nuovo inizio di charles jeffrey

Charles Jeffrey e il suo LOVERBOY stanno facendo quello che anni fa a Londra facevano Alexander McQueen e Galliano, ma a modo suo.

di Matthew Whitehouse; traduzione di Gaia Caccianiga
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20 giugno 2019, 8:49am

Fotografia di Tim Walker

Questo articolo è originariamente apparso in versione cartacea sul numero 356 di i-D "The Voice of a Generation Issue" dell’estate 2019

Per tutti quelli che hanno seguito Charles Jeffrey negli ultimi anni, la sua sfilata autunno/inverno 19 alla London Fashion Week maschile sarà sembrata un nuovo inizio. Intitolata Darling Little Sillies(un omaggio al Peter Pan di J.M. Barrie), la collezione ha confermato il titolo del designer scozzese come migliore talento emergente e ci ha regalato la più bella sfilata LOVERBOY di sempre: una fantastica celebrazione di amicizia, amore e bellezza. "Mi è sembrato giusto fare un bilancio e riflettere su dove fossimo arrivati," commenta Charles quattro mesi dopo quel giorno. "Chi sono le persone che abbiamo portato con noi in questo viaggio? Perché abbiamo fatto le sfilate che abbiamo fatto, e cosa significano per noi?"

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Quello di Charles è ormai un appuntamento fisso alla LFW, sin dal suo debutto nel collettivo Fashion East per la primavera/estate 16. Il nuovo inizio, invece, è stato presentato nello spazio industriale della Wapping Hydraulic Power Station: i suoi motori in disuso sono un cenno agli inizi di LOVERBOY in stile Factory e alla sua storia, alimentata da un cast di artisti, musicisti, fotografi e fannulloni. Il suo spirito di comunità ha influenzato molto il casting: la sfilata brulicava di archetipi LOVERBOY, onorando gli amici e i personaggi che hanno fatto parte del processo di Charles. L’evento è stato coreografato da Theo Adams, mentre a seguire il casting è stata Madeleine Østlie. Molti dei pezzi della collezione sono stati creati in collaborazione con Matthew Needham, che ha fornito alcune chicche upcycled. I gioielli erano di Luke Smith e tutto è stato completato dalla magia di Leo Carlton. Modelli come Maxim Magnus e Finn Buchanan hanno sfilato in look di haute couture, mentre nuovi volti scovati su Instagram erano seduti in una vasca da bagno traboccante di libri. L'effetto è stato metà sfilata, metà performance d'arte, portando LOVERBOY alla vita nella sua più completa iterazione.

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"Volevamo mostrare un universo che non esiste," dice Charles. "Penso che sia per questo che sono stato così ispirato dai libri di Peter Pan, dall’idea dell’Isola che non c’è e dai Bimbi Perduti. Volevamo immergere la location in questa atemporalità. Volevo che sembrasse una bolla in cui il tempo si era fermato." Quello che abbiamo visto in passerella, effettivamente, era un LOVERBOY nella sua versione più gioiosa. Mentre i capi sembrano nati dalla decadenza degli anni '20, tra abiti flapper e sagome allungate, l'insieme rappresentava Charles al 100 percento, dai tagli ispirati a Matisse alle mantelle tartan, passando per la tipica androginia glamour del brand, questa volta ricondotta ai soggetti impavidi catturati da Cecil Beaton nel decennio prima che il mondo crollasse nell'orrore del fascismo e della Seconda Guerra Mondiale. I paralleli con la posizione in cui ci troviamo oggi non sono passati inosservati, sottolineati nelle note della sfilata, che includono l'insegnamento di Peter Pan ai Bimbi Sperduti di "prendersi cura di tutto ciò che è più piccolo di te."

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"È stato tutto molto istintivo," commenta Charles. "Ci sono ancora leggi là fuori che feriscono la comunità LGBTQ. Ci sono diritti per cui le donne si devono ancora battere. Siamo costantemente bombardati da tutto ciò che sta andando storto nel mondo. Penso che l'inclinazione naturale sia quella di aiutare le persone intorno a te. Dato il tipo di piattaforma che mi è stata data, non voglio mai che sia come se tutto ruotasse attorno a me. Si tratta di un obiettivo condiviso. Quando arriverà la grande onda, abbraccerai la persona accanto a te, non la spingerai via."

Prende fiato prima di aggiungere con autoironia: "Beh, sono davvero profondo!" Noi vogliamo prenderlo sul serio, però, perché la scelta delle parole e il messaggio dello show ci fanno notare un grande senso di maturità. A 28 anni, con un business di successo alle spalle, Charles non è più il club kid di una volta, che si pitturava la testa di blu e si divertiva al Vogue Fabrics di Dalston (anche se sa ancora scatenarsi, lasciatecelo dire). È a capo di un brand che ha vinto un British Fashion Award e che è stato nominato al LVMH Prize, un brand "che parla," come ha detto Tim Blanks, "alla Londra giovane, come ha fatto Alexander McQueen ai suoi tempi.”

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"Voglio che LOVERBOY duri a lungo," riflette ancora Charles. "Non voglio che sia una di quelle cose che ha i giorni contati, non voglio che la gente pensi io abbia avuto un colpo di fortuna e basta. Voglio che sia più di questo. Voglio che abbia una vita diversa e un percorso diverso. E penso che per arrivare a quel punto, devo essere organizzato e orientato al business." In questi giorni Charles, però, si lascia andare all'istinto. "L'ispirazione arriva quando disegno," dice. "Deriva dal rapportarsi al lavoro o con i media in un modo diverso, che non avevo mai fatto prima."

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E non è questo lo spirito di LOVERBOY? "Non si è mai trattato solo di vestiti. Riguarda le persone. Si tratta di uno spazio in cui le persone, tutti, possono partecipare e intervenire." E la precisione con cui opera ora ci suggerisce che è un designer in grado finalmente di dare vita al suo universo, nel senso più completo dell'espressione. Il ragazzo che non crescerà è cresciuto. "Sto facendo esattamente quello che volevo fare e pianificato di fare a 17 anni, ovvero avere il mio brand che sfila a Londra, lavorare con Fashion East, e fare quello che Christopher Kane, McQueen e Galliano hanno fatto in passato," dice. "Lo sto facendo, ma sto anche provando altre cose che sono uniche per me e per il marchio."

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"LOVERBOY è sempre stato amorfo," conclude. "È sempre stato qualcosa che non ha mai aderito a un determinato codice binario e forse non sarà un marchio di moda tra tre o quattro anni. Forse sarà una serie di mostre o una stazione radio o un canale TV. Perché no? Ci sono così tante cose che mi interessano e tanti modi per realizzarle. Forse è perché cerco attenzioni, o forse è solo che voglio provare tutto. Ma voglio che LOVERBOY ci sia sempre."

Crediti


Fotografia di Tim Walker
Moda di Charles Jeffrey
Capelli di John Vial per Revlon. Trucco Lucy Bridge per Streeters con prodotti MAC Cosmetics. Set design di Simon Costin. Assistente alla fotografia James Stopforth. Assistenti allo styling Sam Thompson, Angus McAvoy e Ruby Rainbow Elking. Tecnico digitale James Naylor. Produzione Jeffrey Delich per Padbury Production. Casting di AAMØ Casting. Stampa Touch Digital. Modelli Jude, Kieran, Sebastian e Aramish di Tomorrow Is Another Day. Grace di Elite. Moon, Davide e Kevin di Nii. Joey e Noah di Supa. Jenkin, Jelle e Aminat di Troy. Brooks, Fish e Luke di Strong. Gulliver di AMCK. Matthew, Nando, Tom e Sonny dell'ANTI Agency.

I modelli indossano tutti capi Charles Jeffrey autunno/inverno 19 con pezzi upcycled di Matthew Needham, gioielli di Luke V Smith e copricapo di Leo Carlton.

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