la serata queer di cui tutti, ma proprio tutti, stanno parlando a londra

Ma non vogliamo responsabilità se, dopo aver visto le foto, avete prenotato un biglietto per LND-Heathrow.

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ago 30 2018, 2:39pm

Lo scorso weekend a Londra c'è stata una nuova serata Adonis. La location scelta questa volta è il The Cause, un nuovo club simil magazzino in zona Tottenham. L'evento è durato 18 ore. Techno, house e acid risuonavano nelle orecchie della folla LGBTQ. C'erano studenti della Central Saint Martins, raver di mezza Europa e drag-queen d'eccellenza.

Ma Adonis non è solo una serata, è anche un collettivo di cui fanno parte Shay Malt, Roxy Lee, Hannah Holland, Sonikku, Guy Williams, Princess Julia, Jeffrey Hinton e Jonjo Jury, per fare qualche nome. È conosciuto per motivi tanto semplici, quanto importanti: è divertente, amichevole e folle. A settembre festeggerà un anno di vita, e per l'occasione abbiamo deciso di fare quattro chiacchiere con il suo fondatore Shay Malt.

Perché proprio al The Cause?
Ci sembrava un posto interessante. Qui abbiamo potuto organizzare tre party diversa in contemporanea tra di loro, un po' come se fossimo a un festival. È selvaggio, sporco e agli esordi...

Avete sudato molto?
Direi proprio di sì! Ci hanno dato libertà totale. Potevamo fare tutto quello che ci pareva lì dentro. Mi piacciono un sacco i club in cui puoi girare un po', non stare tutta la sera nella stessa stanza. Osservare, perderti, scoprire cose nuove. Se devi stare otto, nove o dieci ore in un locale, meglio avere diverse sale a tua disposizione.

La nuova scena del clubbing di Londra sembra ispirata in parte a quella di Berlino, ma anche alle serate di Madrid e Atene...
Esatto, è un po' come andare a ballare a Berlino! Entri in un club, quando ti sei stufato esci, vai a farti un giro in zona e torni dopo qualche ora. La cosa bella di Londra è che qui c'è un sacco di gente che arriva proprio dalle città che hai menzionato, quindi sono abituate a questo tipo di clubbing. Sono loro che stanno avvicinando gli inglesi alle nuove scene europee.

Beh, Londrà però ha un passato non indifferente, in termini di clubbing.
Fino a qualche anno fa, se la domenica notte andavi al DTPM, al Fabric o in qualche altro club c'erano migliaia di persone che ballavano e si divertivano. Poi, non so bene cosa sia successo, tutto è cambiato. Forse è colpa di Grindr? O forse alcune droghe hanno ucciso il vero clubbing, non lo so. Però ora la gente ha di nuovo voglia di farsi quel tipo di serate. Le nuove generazioni ci stanno sul serio, ed è fantastico.

Ci sono serate che hanno influenzato in modo decisivo il tuo modo di vedere il clubbing?
Quando mi sono trasferito a Londra, la prima persona che ho conosciuto è stata Hannah Holland, che fa parte del collettivo Adonis, e Matt del Superstore, che all'epoca organizzava una serata chiamata Trailer Trash all'On the Rocks di Shoreditch. Erano notti incredibili! ! Anche il DTPM mi è sempre piaciuto moltissimo, mi strabiliava. Considera che per uno come me, che arrivava da un paesino sperduto nelle campagne inglesi, essere a quelle serate era semplicemente incredibile.

Sono serate di cui non si parla molto, forse perché sono passati troppi pochi anni per provarne nostalgia. I primi anni '00 vengono quasi sempre dimenticati.
Pensare di avere fare oggi delle serate gay in un club come il Fabric è incomprensibile. Per me, dopo aver vissuto quel tipo di serate, abituarmi all'esatto opposto non è stato per niente facile. Non mi sono mosso da East London per dieci anni, praticamente. Passavo dal The Joiners al Dalston Superstore, dal George & Dragon e al Trailer Trash. A Dalston c'erano questi mini club sotterranei che erano incredibili, ma a volte non ti sembrava neanche di essere a una serata, tanto erano piccoli. Quando il Joiners e il George & Dragon hanno chiuso sembrava che tutto fosse davvero finito, ma i ragazzi più giovani oggi si stanno dando da fare. E i risultati si vedono.

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Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.