date un primo sguardo al nuovo numero di i-d "the sounding off issue!"

Giriamo il mondo per celebrare chi pensa, muove le cose e crea musica. Chi usa la sua visibilità per istruire, influenzare e ispirare.

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ott 27 2017, 9:29am

Questo articolo appare originariamente sul numero cartaceo di i-D The Sounding Off Issue 350, Inverno 2017.

Il numero di i-D The Sounding Off Issue parla della musica che amiamo e delle persone che la creano, ma anche dell'atto creativo stesso, del potere dell'attivismo e di come le collaborazioni danno forma alla nostra identità. La musica dovrebbe ispirare e provocare. Dovrebbe farci desiderare di ballare a piedi nudi, e poi iniziare una rivoluzione. Dalla politica alla salute mentale, dall'identità al femminismo, i musicisti di oggi sono più determinati che mai nel discutere dei temi fondamentali dell'epoca in cui viviamo. Il The Sounding Off Issue comprende una collezione provocativa e potente di immagini e parole attraverso il mondo intero: da Glasgow al Ghana, dall'Irlanda all'Iran e da Chicago alla Cina, in questo numero scopriamo insieme le figure più interessanti del panorama musicale di oggi. In una profonda e riflessiva conversazione con il commentatore culturale Touré, Kendrick Lamar—probabilmente il miglior creatore di rime vivente—ci assicura che tutto andrà a finire nel migliore dei modi. L'inimitabile Frank Ocean cura invece un'intera sezione della nostra rivista numero 350, rendendo omaggio ai molti musicisti, performer e creativi all'avanguardia di cui si circonda. Scrive poi un saggio personale sull'importanza di dire "sì!" La cantante e scrittrice canadese Tommy Genesis si prende per l'occasione il tempo necessario a comporre una poesia che vuole celebrare la sua prima cover per i-D e ci parla inoltre—in modo incredibilmente onesto—di identità, sessualità e della sua lotta per superare la timidezza in un'industria che richiede esattamente l'opposto a chi ne fa parte.

Cosa rende ogni singolo personaggio presente in The Sounding Off Issue davvero unico è quello che ha da dire—e il fatto che il mondo li stia ad ascoltare quando scelgono di parlare. Lil Peep e SZA decidono così di aprirsi sul tema della salute mentale. Syd medita sulla sua graduale accettazione di sé e della sua identità sessuale. Giggs sarà anche un tipo di poche parole, ma sono parole sagge, specialmente quando si riferiscono all'istruzione e ai giovani. Andiamo avanti e troviamo Rich Chigga—aka Brian Immanuel—da Jakarta, che è passato dal twittare sette giorni su sette a guadagnarsi milioni di visualizzazioni su YouTube. Spostiamoci in Ghana, dove Fuse ODG e i suoi amici ci presentano entusiasti il loro folle stile di vita, Afrobeats e il loro progetto di costruire nuove scuole. Per molti degli artisti occidentali, creare musica non significa dover temere per la propria incolumità. Non è così in luoghi come l'Iran, dove essere un musicista è un lusso che pochi possono permettersi: dal ricevere minacce al dare inizio a una rivoluzione musicale, far parte dell'industria discografica nel Medio Oriente è una scelta politica a tutti gli effetti. Il numero si chiude con una lettera scritta dal rapper di Chicago Vic Mensa. Le sue eleganti e pervasive parole sulla resistenza afroamericana, sui simboli della colonizzazione e sulla schiavitù sono arrivate nella nostra casella di posta elettronica poco prima che andassimo in stampa, ma è valsa la pena aspettare.

Sono tempi di enormi cambiamenti sul piano della politica internazionale: c'è incertezza e c'è paura, c'è mancanza di fiducia e c'è frustrazione. La musica non avrà tutte le risposte di cui abbiamo bisogno. Ma continuiamo a farci domande sempre nuove. Continuiamo a dare il massimo. Ne abbiamo bisogno. Il mondo ne ha bisogno.

Hattie Collins, Guest Editor