Shogun indossa abiti Brioni

i-d presenta shogun, il rapper scozzese che se ne frega delle regole

- Perché fai musica? - Perché faccio schifo in tutto il resto.

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nov 9 2017, 3:54pm

Shogun indossa abiti Brioni

"'Sei scozzese. Perché non suoni la cornamusa e non indossi una gonna?'" Shogun, originario di Paisley—un paesino appena fuori Glasgow—mi sta elencando alcuni degli insulti che solitamente riceve. "Amico, cerca di essere più creativo. Ho i denti gialli, gli occhi piccoli e una testa enorme con un taglio di capelli orribile. Sono un ragazzo bianco che fa rap, e sono pure grassottello. Perché nessuno mi prende in giro per queste robe? Sempre cornamuse e Kilt, sempre."

È uno dei pochissimi rapper scozzesi, quindi Shogun ha paura che la gente continuerà a pensare a lui come a una macchietta. Noi pensiamo sia impossibile, specialmente dopo aver visto il suo freestyle Vulcan. Tre minuti e nove secondi di ininterrotto talento per le rime. Semplicemente fenomenale.

Alcuni dei suoi connazionali scozzesi non sanno bene che pensare di lui, invece. Ed è estenuante. "La gente qui non si interessa molto alla musica. Sono tipo 'oh, hai fatto tre milioni di visualizzazioni, quindi sei famoso. Ma tu sai chi è 'sto qui?'" Paradossalmente, è proprio la musica a fornire a Shogun gli strumenti giusti per affrontare questo tipo di reazioni. "Prima, non sapevo come esprimermi. Prendevo a pugni i muri, impazzivo. Sparivo per giorni interi, facevo cose stupide," ricorda. "Ma oggi non permetto a nessuno di rovinarmi l'umore."

Questo 20enne parla con sincerità del suo passato di problemi psicologici, sia di persona che attraverso la sua musica. "Il dialogo è l'unico modo per diluire lo stigma di qualunque cosa." E spiega anche perché si emoziona davvero quando parla di chi l'ha contattato per ringraziarlo, perché la sua musica li ha aiutati a superare momenti difficili. "Per me, significa molto più di qualunque compenso o riconoscimento." Speranze e sogni per il 2018? "Niente più canzoni di merda sulle armi per i ragazzini. Perché è una situazione del cazzo. Ci sono attacchi con l'acido. Follia. Un sacco di artisti di qui sembrano fregarsene alla grande," si lamenta. "Voglio fare vera musica. Dobbiamo smettere di vendere violenza."

Perché fai musica?
Faccio schifo in tutto il resto.

Perché credi di avere tutto questo successo?
Chi cazzo lo sa. Non sono il più vendibile sul mercato. Non recito. Non sono super musicale. Però la gente si appassiona a quello che faccio. Hanno capito cosa cercavo di comunicare loro in un video, e di lì hanno iniziato a guardarsi anche tutti gli altri. E adesso ho uno zoccolo duro di fan, l'opportunità di guadagnare bene e cambiare la mia vita.

L'ultimo numero di i-D è sull'importanza di far sentire la propria voce—qual è un tema che ti sta particolarmente a cuore?
La salute mentale, assolutamente. È qualcosa con cui devo fare i conti da anni, una parte consistente della mia vita. Ma mi interesso anche a temi socio-economici, come il modo inc ui il governo fa finta di sistemare le cose, senza mai prendere soluzioni davvero definitive. È un po' questa la base su cui lavoro: sono io che mi lamento della vita.

Credi che sia terapeutico?
Assolutamente. Ne traggo un sacco di benefici. Avere un modo per sfogarsi aiuta, e non poco. Cerco di essere il più positivo possibile, e allo stesso tempo non voglio montarmi troppo la testa. Quindi la musica è un buon modo per affrontare le cose. Se non avessi la musica, non so davvero cosa farei. Sarei davvero fottuto.

Cos'ha in serbo per te il futuro, dal punto di vista musicale?
Voglio essere rispettato come artista e cantautore, voglio imparare il più possibile in termini di melodia, armonia e suoni. Voglio provare cose nuove, voglio lavorare con gente come King Krule e Brockhampton, voglio essere circondato da persone diverse tra loro.

Con chi vorresti davvero collaborare?
'Cambio idea tutti i giorni.' Questa è la risposta standard che ti insegna l'ufficio stampa. 'Dipende dal mio umore." Ma non è vero: io voglio collaborare con Mick Jenkins. Mick Jenkins. Fateglielo leggere.

Lo faremo. Qual è stato il lavoro peggiore che tu abbia mai fatto?
L'unico lavoro che ho avuto è stato in un call center che vendeva pannelli solari.

Bello?
Una vera merda. C'era un controllo del personale totalmente esagerato. Contavano quanto stavi in bagno, anche i secondi. E poi te li scalavano dalla pausa. Sono durato una settimana.

A qualcuno sono mai serviti quei pannelli solari?
No, proprio a nessuno di quelli che ho chiamato io. Se hai bisogno di pannelli solari, non aspetti che ti chiamino per comprarli. Non diresti cose tipo 'Oh, spendo così tanto per l'elettricità, devo davvero farmi installare dei pannelli solari, quindi mi metterò qui seduto sul divano e aspetterò che qualcuno mi chiamerà per vendermi dei pannelli solari!'

Qual è la cosa più importante della tua vita?
Mah, niente di speciale. Davvero niente. La mia sorellina, credo.

Hai una filosofia di vita?
Non saprei, non ho un motto, non ho una frasetta che ripeto continuamente da far stampare su t-shirt da vendere ai miei fan. Non saprei. Anzi, questo è il mio mantra: NON SAPREI. Quindi ci provo, vedo se funziona. Se non funziona, proverò qualcosa di diverso. Perché NON SAPREI. Scrivici questo sul mio merchandising.

Crediti


Fotografia Ronan McKenzie
Moda Julian Ganio
Capelli Naoki Komiya per Julian Watson Agency
Trucco Ammy Drammeh con prodotti M.A.C Cosmetics
Assistenti moda John Handford e Nathan Henry
Assistenti capelli Kazuhiro Naka
Assistente trucco Grace Ellington
Shogun indossa abiti Brioni.