esperienze extracorporee, boiler room e pittura: incontriamo il producer oobe

I mixtape di OOBE sono un folle insieme di techno, elettronica e Italia anni '90 di cui ci siamo innamorati, così gli abbiamo chiesto di crearne uno in esclusiva per i-D. Enjoy it ;)

di Sofia Gallarate
|
06 novembre 2017, 11:19am

A osservare i cupi ritratti di Yari Malaspina, sarebbe difficile immaginare si tratti del DJ che ha prodotto l'album techno Amarcord. Conosciuto nell'industria musicale con il moniker di OOBE, Yari è in realtà un artista versatile, che passa con una facilità inaspettata dalla techno alla tela dei suoi quadri. I suoi suoni sono a volte dei viaggi nell'Italia degli anni '90—quella dell'Ultimo Impero su tutte—mentre in altri casi ricordano corse in una macchina che poco a poco prende fuoco.

Questo eclettismo ci ha incuriosito non poco, così abbiamo incontrato il produttore e pittore torinese per parlare del suo ultimo album, di esperienze extracorporee e di cosa lo spinge a creare quelle che noi definiremmo vere e proprie emozioni sonore. Ah, vi consigliamo di leggere l'intervista ascoltando il mix che ha preparato in esclusiva per i-D. Lo trovate qui sotto.

OOBE sta per Out Of Body Experience, perché hai deciso di chiamarti così? È qualcosa inerente alla tua ricerca sonora o alla tua personalità?
Non posso dirlo con esattezza, penso che in qualche modo abbia a che fare con entrambe. Provo questo tipo di esperienze da quando sono piccolo; sin da quando ho ricordi. Credo che la decisione di chiamarmi così derivi da un processo di accettazione e comprensione che sto ancora attraversando. A un certo punto, mi sono reso conto che qualsiasi cosa facessi era influenzata dalle sensazioni provate durante queste esperienze. Non posso dire che mi abbiano ispirato, ma sicuramente hanno cambiato il modo di esplorare la mia parte spirituale e artistica. Alla fine ho scelto questo nome per il progetto con leggerezza, consapevole di cosa significasse ma senza darci troppa importanza.

Come descriveresti la tua musica a qualcuno che non l'ha mai ascoltata?
Non la descriverei! Potrei etichettare o rimandare alle mie influenze, ma per quanto sia cristallina nell'istante in cui la faccio, so che non può essere percepita allo stesso modo da tutti. La verità e che io stesso non riesco ancora a dare una risposta a questa domanda. Se riuscissi a descrivere la mia musica a parole, probabilmente, non sentirei più il bisogno di continuare a produrre. Però posso dire che all'interno della mia musica ricerco sempre una dissolvenza, una nebbia. Non cerco mai di mettere a fuoco, anzi, cerco di mantenere una visione il più eterea possibile, che sia fedele ai miei pensieri e ricordi.

So che sei anche un pittore. C'è un dialogo tra la tua produzione musicale e quella visiva?
Direi proprio di sì. Dipingo nello stesso modo in cui affronto la composizione musicale, così come mi impegno a rappresentare e a soddisfare le mie esigenze di artista. In entrambi i casi ricerco un linguaggio e un codice; poi proseguo, fino a quando raggiungo la completa padronanza del gesto che mi permette di rappresentare al meglio ciò che ho visualizzato. Cerco di buttare giù l'idea nel più breve tempo possibile, in modo da non dimenticare ciò che sto provando nel momento in cui creo. In questo modo rendo la produzione autentica e fresca, e allo stesso tempo evito che appassisca nell'estetica.
Dopo tanto tempo immerso solo nella musica, ho sentito l'esigenza di appagare un po' i miei occhi. Le mie orecchie erano totalmente sature e la musica non riusciva più a restituirmi ciò di cui avevo bisogno, cosi ho ripreso a dipingere. Devo ammettere però che ho ancora molto da imparare!

Da poco è uscito il tuo album Amarcord per l'etichetta newyorkese Blueberry Records—che i nostri colleghi di Noisey hanno recensito molto positivamente. Che tipo di processo hai seguito per creare quest'album? Che cosa avevi in mente quando l'hai iniziato?
Questo disco è stato sicuramente più difficile da realizzare degli altri. A differenza dei precedenti, mi è stato commissionato in un periodo in cui ero sì particolarmente produttivo, ma anche molto impegnato. Mi ci sono voluti all'incirca due anni per finirlo, e nonostante sia stato un processo spontaneo, è stato anche molto dibattuto. Ero sicuro di cosa volessi creare, ma allo stesso tempo non sapevo come rendergli giustizia, così ho cominciato a buttare giù delle bozze fino a quando non ho raggiunto il linguaggio che mi ha soddisfatto completamente.

A Marzo hai suonato per Boiler Room a Berlino. Il tuo live è stato a tratti un ritorno ai suoni della progressive Italiana, com'è stato recepito dal pubblico?
C'è molto di quel momento storico che ha influenzato le mie melodie, ci tenevo a sentirle nel contesto di Boiler Room. Volevo rendere l'ambiente meno pesante. Qualche giorno prima dell'evento ho creato delle tracce seguendo quel mood, ero deciso a fare un set che seguisse quei ritmi! Ma come si può vedere dal video, non sono per nulla un bravo dj…

Come definiresti il panorama elettronico contemporaneo Italiano? Quali sono gli artisti che più ne sono rappresentativi?
Ci sono un sacco di talenti in giro per l'Italia e ho la fortuna di conoscerne alcuni, altri ancora no, ma spero di incontrarli presto. Per quanto riguarda il panorama elettronico Italiano non saprei, preferisco il panorama del golfo di Napoli.

Descrivi Torino con una sola parola?
Affascinante.

Qual è l'artista che più t'ispira al momento?
Negli ultimi tempi mi sono appassionato alla pittura della scuola napoletana di Morelli, con i suoi vari discepoli tra cui Antonio Mancini, pittore a me molto caro.

Che cosa hai selezionato per questo mix?
Sono tutte tracce che ho composto ultimamente, alle quali ho aggiunto un estratto del live di Boiler Room e una traccia finale prodotta da un mio caro amico. Enjoy it!

Crediti


Fotografia Alice Guarini
Testo Sofia Gallarate

Tagged:
dj
mix
techno
boiler room
elettronica
OOBE
i-d mixtape
interviste di musica
oobe amarcord
yari malaspina