A sinistra: Wu Tsang, MOBY DICK; or, The Whale, 2022. Produced by Schauspielhaus Zürich. Design Pics Inc / Alamy Stock Footage. Courtesy of the artist

; a destra: Immagine per gentile concessione di DROMe e LIAF

Guida alla Biennale Arte 2022

Una selezione (non esaustiva) di progetti, mostre e installazioni da visitare in laguna fino al 27 novembre 2022.

di Gloria Maria Cappelletti
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26 aprile 2022, 12:30pm

A sinistra: Wu Tsang, MOBY DICK; or, The Whale, 2022. Produced by Schauspielhaus Zürich. Design Pics Inc / Alamy Stock Footage. Courtesy of the artist

; a destra: Immagine per gentile concessione di DROMe e LIAF

Inaugurata a Venezia il 23 aprile 2022, la 59ª edizione dell'Esposizione Internazionale d'Arte dichiara fin da subito l’intenzione a scardinare ogni genere, a celebrare alchimie viscerali e a indagare incessanti metamorfosi.

Per tuffarvi tra padiglioni, gallerie e vaporetti con un certo grado di lucidità e consapevolezza, vi può aiutare la lettura del testo che ha ispirato alla curatrice Cecilia Alemani il titolo di questa Biennale, Il latte dei sogni, un libro di fiabe e illustrazioni misteriose realizzate dall’artista surrealista Leonora Carrington. La scrittrice e pittrice britannica, che visse quasi settant’anni in Messico, negli anni ’50 del secolo scorso invocava per i propri figli universi liberi e fantastici ma finì rinchiusa in ospedali psichiatrici, forse perché raccontava di essere nata dall’incontro di sua madre con una macchina. Aveva già capito la fine dell’antropocentrismo, per questo fu considerata folle, ma noi possiamo celebrarla.

Swatch Faces 2022, Sala d’Armi dell’Arsenale e Giardini della Biennale

Più di 450 artisti di 54 nazionalità diverse hanno partecipato al progetto di Swatch Art Peace Hotel, la residenza per artisti basata a Shanghai che dal 2011 è diventata un luogo dinamico di scambio interdisciplinare, dialogo tra culture diverse e artisti che possono esprimere appieno il loro talento in totale libertà. Il progetto è nato dal desiderio di Swatch di coinvolgere artisti da tutto il mondo per promuovere la diversità, la libertà di espressione e l’innovazione. Questo amore per l’arte ha portato Swatch a essere per la sesta volta partner principale all’Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, partecipando attivamente con una selezione di opere degli artisti in residenza allo Swatch Art Peace Hotel negli ultimi tre anni, ora esposti nella Sala d’Armi dell’Arsenale e ai Giardini della Biennale. 

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Xue Fei, Dream Mountain

All’Arsenale troviamo l’artista svizzero-brasiliano Marcelot che si cimenta con diverse tecniche utilizzando carta di quotidiani e preziosi tessuti veneziani selezionati dalla collezione Rubelli. L’artista coreano Hoyoon Shin crea invece opere tridimensionali usando materiali contrastanti come sottili strati di carta o acciaio. L’artista cinese Tang Shu rappresenta paesaggi naturali con colpi di pennello diretti e sovrapposti che creano effetti tridimensionali inaspettati.

Le nostre preferite sono Xue Fei, visual artist multidisciplinare che esplora gli antichi miti cinesi in chiave contemporanea attraverso disegni di creature oniriche e piccole sculture, e Landi (pseudonimo di Lin Jiechu), giovane artista cinese che realizza collage policromi attraverso memorie astratte della sua infanzia innocente e gioiosa.

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Navin Rawanchaikul, The Descritpion Of The World

Ai Giardini della Biennale troviamo invece l’opera site specific tridimensionale “The Description of the World” del famoso artista tailandese Navin Rawanchaikul, un cartellone pubblicitario multimediale di 15 metri, che trascende confini e culture. Navin presenta con questa grande installazione una prospettiva unica sull’esperienza di migrante attraverso i volti di residenti e immigrati che ha incontrato proprio a Venezia, intrecciando le loro storie uniche e particolari con quelle dei suoi viaggi straordinari. 

WU TSANG, “Of Whales”, Arsenale

La seguiamo da anni e abbiamo sempre pensato sia una delle artiste più interessanti nel panorama contemporaneo, per come attraversa in modo sublime generi e discipline multimediali. A Venezia presenta la prima italiana del suo nuovo film muto Moby Dick; or, The Whale scritto da Sophia Al Maria, un adattamento cinematografico del grande classico Moby Dick di Herman Melville, in dialogo con la grande installazione Of Whales, che si manifesta attraverso uno schermo LED di 16 metri nelle Gaggiandre dell’Arsenale. Il progetto multidisciplinare di Tsang è supportato da VIVE Arts e letteralmente esplode in realtà virtuale l'oceano come luogo sacro di cosmologie parallele. L’uso delle tecnologie gaming di Unity consente all’opera di essere riprodotta in loop continuo, facendo eco ad un eterno ritorno di cicli liquidi trasformativi che gettano uno sguardo alieno oltre l'antropocentrismo.

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Wu Tsang, MOBY DICK; or, The Whale, 2022. Produced by Schauspielhaus Zürich. Design Pics Inc / Alamy Stock Footage. Courtesy of the artist

“Surrealismo e magia. La modernità incantata”, Collezione Peggy Guggenheim

Nella prima metà del XX secolo non c’erano le crypto valute ma un bagliore di metaverso esisteva, se lo immaginiamo come una tabula rasa metafisica in cui si possono intersecare arte, magia, visioni metamorfiche e soluzioni apotropaiche al dolore del quotidiano. Visioni altre che possono nascere solo da un qui insopportabile.

Con l’ascesa del fascismo, il rinnovamento sociale, politico e spirituale diventava un obiettivo urgente per i surrealisti. Negli anni segnati dal conflitto mondiale, si dedicarono perciò alla magia e all’occulto come simboli di guarigione, come un linguaggio simbolico grazie al quale riconfigurare la speranza di una rinascita postbellica. 

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Dorothea Tanning, Il gioco magico dei fiori, 1941, olio su tela, Collezione privata, South Dakota The Estate of Dorothea Tanning

La mostra offre un’ampia panoramica del Surrealismo nel suo complesso, e prende in esame gli innumerevoli modi in cui la magia e l’occulto ne hanno caratterizzato lo sviluppo, dalla Pittura metafisica di Giorgio de Chirico all’iconico dipinto di Max Ernst La vestizione della sposa, del 1940, per arrivare all’immaginario occulto delle ultime opere di Leonora Carrington e Remedios Varo. 

All’origine dell’esposizione è il superbo patrimonio di opere surrealiste della Collezione Peggy Guggenheim, opere iconiche che riflettono con grande enfasi il dialogo tra gli autori stessi e la tradizione dell’occulto. Molti artisti, le cui opere sono incluse in mostra, vengono esposti da Peggy Guggenheim, che alla fine degli anni trenta del XX secolo è considerata una delle collezioniste più vivaci del Surrealismo. È in quegli anni che la mecenate acquisisce familiarità con il movimento e presto diventa intima amica di Max Ernst e André Breton, che con il suo Manifesto del Surrealismo, pubblicato nell’ottobre del 1924, è considerato il fondatore del movimento letterario e artistico che di lì a poco sarebbe diventato la principale avanguardia dell’epoca.

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Kurt Seligmann, Bafometto, 1948, olio su tela, 122.6 x 147.6 cm. Collezione Museum of Contemporary Art Chicago, donazione Joseph e Jory Shapiro. Inv. 1992.72. © Kurt Seligmann, by SIAE 2022

Bruce Nauman “Contrapposto Studies”, Punta della Dogana

Per capire questa mostra è necessario fare un passo indietro nel tempo. Nel V secolo a.C. lo scultore greco Policleto ideò il Contrapposto, ovvero una posa in cui il soggetto in piedi sposta il peso sulla gamba destra, solleva il piede sinistro e crea un movimento di spalle. Così le sue sculture sembravano in movimento prendendo vita dal marmo e questo fu una vera rivoluzione.

Altrettanto rivoluzionaria è l’interpretazione di Bruce Nauman, che vediamo nel suo studio reiterare all’infinito esercizi disciplinati che sondano la relazione tra il corpo e lo spazio fisico, temporale, psicologico e culturale, alla ricerca di un equilibrio impossibile.

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Walks In Walks Out, 2015, HD video installation (color, stereo sound, continuous play) 3 min, © Bruce Nauman by SIAE 2021, courtesy Sperone Westwater, New York

Al centro dell’indagine della mostra la serie di installazioni video realizzate dall’artista negli ultimi anni a partire dalla rivisitazione di uno dei primi lavori in cui Nauman sperimentava l’uso delle immagini in movimento, il celebre Walk with Contrapposto del 1968, che lo ritraeva avanzare lungo un corridoio di legno allestito nel suo studio mentre si sforzava di mantenere la posa chiastica. 

Il tema dello spazio fisico viene approfondito dall’opera Nature Morte, realizzata nel 2020, che consiste in tre proiezioni murali che riprendono lo studio dell’artista in New Mexico in 3D e che il visitatore può esplorare muovendosi nello spazio attraverso un iPad collegato in modalità wireless. Questa esperienza immersiva e virtuale ci fa scoprire ogni oggetto, ogni angolo e ogni dettaglio dello studio di Nauman dalle sale di Punta della Dogana.

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Nature Morte, 2020, Three 4K video projections and three servers controlled by three iPad Pro, 3D scans of studio Dimensions variable, Courtesy of the artist and Sperone Westwater, New York

“Marlene Dumas. open-end”, Palazzo Grassi

La prima grande mostra personale di Marlene Dumas in Italia si snoda tra temi e poetiche come l’amore, la morte, le questioni di genere e razziali, l’innocenza e la colpa, la violenza e la tenerezza, in cui la sfera intima si combina con istanze sociopolitiche, fatti di cronaca o la storia dell’arte. 

I dipinti di Marlene Dumas sono stati sicuramente influenzati dalla sua giovinezza passata in Sud Africa sotto il regime dell’apartheid, che le ha fatto sviluppare una grande sensibilità per situazioni di estremo disagio e tutti coloro che sono stati privati dei propri diritti, ad esempio in Congo, in Algeria o in Palestina, una sostanziale presa di posizione politico-morale contro il razzismo e la discriminazione sessuale.

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Marlene Dumas, Fingers, 1999 Private collection, Amsterdam Ph: Peter Cox, Eindhoven,

Marc Quinn, “HISTORYNOW”, Museo Archeologico Nazionale di Venezia

HISTORYNOW (a cura di Aindrea Emelife e Francesca Pini), esamina la nostra accelerata interdipendenza digitale attraverso opere che sono giganti screenshot stampati su tela, su cui Quinn interviene con tratti pittorici furiosi, che distorcono, sfocano o evidenziano post e meme, pur sempre mantenendo le proporzioni originali dell’iPhone.

La mostra si snoda nello scroll frenetico e inquietante dei nostri feed quotidiani, dialogando con la bellezza serena e cristallizzata della collezione di antichità classiche del museo. Preferite un post con hashtag Britney o un busto in marmo di Venere? L'ingresso al Museo Archeologico e alla mostra HISTORYNOW sarà gratuito fino al 30 aprile e comunque fino al 23 ottobre 2022. Tutte le info qui.

“Singularity”, Decentral Art Pavilion al Palazzo Giustinian Lolin

Prima mostra antologica di opere NFT, quella presso Palazzo Giustinian Lolin presente più di 200 opere d'arte NFT create da oltre 80 talenti internazionali di spicco che stanno esplorando questo mondo creativo—tra cui Coldie, Aaron Penne, Justin Aversano, XCOPY, Raphael Lacoste, Trevor Jones, Michael Yamashita, Annibale Siconolfi, Filip Custic, Matt DesLaurier.

Un tuffo nell'arte decentralizzata, in un nuovo modo di produrre opere che scardina ogni pratica tradizionale instaurando un dialogo con queste, proponendo vie alternative e sollevando riflessioni che convergono nella digitalizzazione dell’arte. La mostra, aperta dal 23 aprile al 20 giugno 2022, è anche una celebrazione di una comunità creativa in costante crescita, un movimento culturale che sta diventando parte integrante dell’arte contemporanea.

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FilipCustic, Homo

“HUMAN BRAINS: IT BEGINS WITH AN IDEA”, Fondazione Prada Venezia

Parallelamente alla Biennale di Venezia, Fondazione Prada ospita “Human Brains”, mostra che esplora il cervello umano, la complessità delle sue funzioni e la sua centralità nella storia dell’uomo. Frutto del lavoro e della collaborazione di un comitato scientifico composto da neurologi, filosofi, giornalisti scientifici, la mostra è un progetto multidisciplinare che mixa pratiche e studi con un comune obiettivo: quello di comprendere le potenzialità, le fratture e i misteri del cervello umano.

Ideato in quattro fasi—Culture and Consciousness, Conversations, It Begins with an Idea, Preserving the Brain—il progetto vede la mostra It Begins with an Idea come terzo step della ricerca, mentre segnare il coronamento dello studio sarà Preserving the Brain un convegno scientifico e una mostra in collaborazione con 13 istituti internazionali di neuroscienze, entrambi previsti a Milano tra settembre e ottobre 2022.

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Fotografia Marco Cappelletti

Hermann Nitsch, “20th Painting Action”, Zuecca Projects

Promossa dalla Helmut Essl’s Private Collection in collaborazione con la Galerie Kandlhofer, la mostra presenta per la prima volta in Italia 20. malaktion, la ventesima azione pittorica originariamente creata e presentata dall’artista austriaco presso il Wiener Secession di Vienna nel 1987. 

Pioniere dell'Azionismo Viennese, Nitsch individua nella pittura il principio della sua azione artistica, diventando uno dei massimi esponenti dell’action painting europeo. Realizzando la 20. malaktion al Wiener Secession nel 1987, Nitsch attribuisce all’opera una qualità sacrale che in questo caso in occasione della mostra nello spazio storico delle Oficine 800 sull'isola della Giudecca. 

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Hermann Nitsch - 20. Malaktion; mostra: Vienna Secession, Vienna, Austria, 1987. Foto: Liesl Biber e Heinz Cibulka. Courtesy: Nitsch Foundation; Atelier Hermann Nitsch

“MARNIE WEBER & JIM SHAW”, Squero Castello

In occasione dell’apertura della Biennale Arte 2022, Squero Castello ospita dal 20 aprile al 24 luglio 2022 la mostra dedicata al lavoro di Shaw e Weber, duo artistico che spazia tra discipline, immaginari e pratiche. Indagando il folklore americano, il fantastico e la dimensione del subconscio, Shaw e Weber trasformano il personale, il banale e il quotidiano in atmosfere sinistre e inquietanti realizzando opere stranianti capaci di criticare il presente.

Contraddizioni, fratture e stratificazioni, la mostra mette in scena tutti i codici narrativi, le ossessioni e le visioni della coppia, creando un sistema di mitologie tra la scultura, la pittura, il video e la performance. Il risultato sono più universi paralleli, più contesti paradossali e contraddittori che raccontano l’esperienza umana di oggi.

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Jim Shaw Delilah, 2014 Acrylic on muslin 121.9 x 243.8 cm (48 x 96 in.)

“Joseph Beuys. Finamente Articolato”, Palazzo Cini

La casa-museo Galleria di Palazzo Cini riapre al pubblico con la monografica Joseph Beuys. Finamente Articolato, dedicata al pittore, scultore, performer e teorico Joseph Beuys, uno dei più importanti artisti del XX secolo.

La mostra prende il nome dall’opera esposta Supporto per la schiena di un essere umano finamente articolato (tipo lepre) del XX secolo d.C. (Backrest for a fine-limbed person (hare-type) of the 20th Century AD) da cui parte una rassegna di circa 40 opere del pioniere dell’arte concettuale, del quale nel 2021 si sono celebrati i cento anni dalla nascita. Scopri di più su come visitare la mostra dal 20 aprile al 2 ottobre 2022 qui.

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“Storia della Notte e Destino delle Comete”, Padiglione Italia, 59. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia

Storia della Notte e Destino delle Comete, titolo del progetto espositivo del Padiglione Italia alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia a cura di Eugenio Viola, presenta per la prima volta nella storia del Padiglione Italia una mostra dedicata a un singolo artista: Gian Maria Tosatti. La mostra solleva questioni urgenti sulla contemporaneità, riflessioni che restituiscono un ritratto del presente italiano.

Strutturato con un impianto teatrale che articola la narrazione in un prologo e due atti: la Storia della Notte e il Destino delle Comete, ambientazioni, contesti e luoghi esperienziali carichi di storie, drammi e consapevolezza. “Per entrambi, il nostro lavoro è innanzitutto confrontarsi dialetticamente con le lacerazioni e le contraddizioni della contemporaneità, ovvero significa assumersi una responsabilità critica rispetto al nostro presente storico incerto,” così descrive il curatore il progetto della mostra, riassumendo gli obiettivi e gli ostacoli del corpus esposto.

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Gian Maria Tosatti, Storia della Notte e Destino delle Comete, Padiglione Italia alla Biennale Arte 2022, a cura di Eugenio Viola, Commissario del Padiglione Italia Onofrio Cutaia. Courtesy DGCC – MiC

“Something Out of It” di LIAF, Lofoten International Art Festival 2022

LIAF, la più longeva biennale d’arte contemporanea della Scandinavia, ospita il duo italiano Francesco Urbano Ragazzi per la curatela della sua 30° edizione. Ad anticipare questo evento è il progetto Something Out of It, composto da due mostre parallele ideate in occasione dell’apertura della Biennale di Venezia 2022. L'anteprima di LIAF a Venezia, infatti, punta a riflettere sui sistemi di produzione delle biennali, proponendo un nuovo modello di fare e mostrare arte che sia inclusivo, sostenibile e accessibile.

Nei giorni dell’apertura della Biennale di Venezia, Something Out of It ha presentato dunque un'installazione permanente di Pauline Curnier Jardin realizzata in collaborazione con le detenute della Casa di Reclusione Femminile della Giudecca, un carcere femminile dove oggi vivono circa 60 detenute. È invece nel sestiere Castello, in particolare, nel cortile di Casa Venezia, residenza dei collezionisti Massimo Adario e Dimitri Borri, dove ha trovato una sua casa temporanea la nuova installazione video di Tomaso De Luca, prodotta in collaborazione con CASE CHIUSE di Paola Clerico. Tra sculture, fotografie e materiali video, l'installazione sfata il mito della comfort zone, trasformando la casa in un luogo insidioso.

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Adoration, film installation, detail: screen and wall painting. Courtesy the Artist, LIAF, Centraal Museum Utrecht, Ellen de Bruijne Projects, ChertLüdde. Photo: Tania Innocenti 2022

Il progetto di DROMe per “Something Out of It” di LIAF

È proprio in occasione del progetto “Something Out of It”, che il brand di Marianna Rosati DROMe ha offerto il proprio supporto e contribuito all’insieme di opere, esperienze e realtà raccolte da LIAF. Attraverso due workshop creativi e la realizzazione di una serie di ritratti fotografici ad alcune delle detenute, dentro allo spazio che hanno creato con l’artista, DROMe ha esteso gli effetti del progetto coinvolgendo in prima persona le persone che ne hanno preso parte. Scopri di più su DROMe qui.

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Fotografia di Beatrice Vesprni
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Fotografia di Beatrice Vesprni
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Fotografia di Beatrice Vesprni
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Fotografia di Beatrice Vesprni
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Fotografia di Beatrice Vesprni
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Fotografia di Beatrice Vesprni
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Fotografia di Beatrice Vesprni
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Fotografia di Beatrice Vesprni
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Fotografia di Beatrice Vesprni
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Fotografia di Beatrice Vesprni
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Fotografia di Beatrice Vesprni
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Fotografia di Beatrice Vesprni
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Fotografia di Beatrice Vesprni

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Crediti

Testo: Gloria Maria Cappelletti

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