Immagine su gentile concessione di Bottega Veneta.

I brand di moda hanno ancora bisogno di un logo?

Bottega Veneta, con la sua iconica Padded Cassette, è la prova che le tue iniziali possono davvero dire tutto.

di Tom George; traduzione di Carolina Micella
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31 marzo 2022, 3:16pm

Immagine su gentile concessione di Bottega Veneta.

Recentemente avvistata sotto le braccia dei nomi più stilosi di Hollywood e tra le mani di trendsetter di tutto il mondo, la Padded Cassette di Bottega Veneta è già iconica. E pur essendo senza logo o motivi ricorrenti, questo pezzo di artigianato in pelle parla da sola, come pochi altri saprebbero fare.

Potresti pensare che un logo accattivante sia fondamentale per un brand di successo. Dopo tutto, si tratta di simboli facilmente riconoscibili, che suscitano l’interesse di chi ci circonda e lasciano un segno nella nostra memoria. Basta dare un’occhiata a qualsiasi piattaforma di second hand per notare come molto spesso proprio gli articoli con un bel logo in vista, emblema degli anni ‘90 e ‘00, siano tra i più venduti. Insomma, se decidessi di spendere i tuoi soldi per un accessorio ben confezionato e dal design artigianale, sicuramente vorresti anche che chiunque si accorgesse della qualità del prodotto, senza dover prendere la lente di ingrandimento per guardare le cuciture o andare in cerca dell’etichetta al suo interno.

Campagna pubblicitaria della borsa Padded Cassette di Bottega Veneta

Eppure, la maison di lusso italiana Bottega Veneta vive da tempo senza logo. Fondata negli anni ‘60 e cresciuta grazie a un ormai storico savoir-faire e una fine eleganza, negli anni ‘70 i suoi tratti distintivi si sono condolidati grazie allo slogan “quando le tue iniziali dicoo tutto”. L’idea parte dal presupposto che cultura e stile di vita vengano determinati non da un motivo apposto su ogni articolo, quanto piuttosto dall’evocazione di un’eredità definita e da un abile lavoro artigianale, per creare qualcosa che qualsiasi osservatore esperto di moda riconescerebbe a prima vista come Bottega. Oggi, sotto la guida di Matthieu Blazy, questo slogan è tornato a riecheggiare in Bottega.

Ma il passato di Bottega Veneta è traslato nel presente anche dalla Padded Cassette, la borsa dalle linee pulite e squadrate creata utilizzando l’inconfondibile tecnica di cucitura del brand sviluppata alla fine degli anni ‘60: l’intrecciato. All’epoca, infatti, le macchine da cucire Bottega erano progettate per lavorare stoffe, e non materiali più pesanti, e dunque è stato necessario scegliere una pelle più sottile, che veniva poi intrecciata per rendere le borse maggiormente resistenti. L’uso di questa tecnica è sopravvissuto al tempo e ora viene applicatp a tutta la produzione di pelletteria di Bottega Veneta, ampliandola ulteriormente per includere borse a cestino a manico lungo, pochette oversize e persino stivali in pelle che avvolgono quasi l’intera gamba.

Campagna pubblicitaria della borsa Padded Cassette di Bottega Veneta

Questa tecnica è particolarmente evidente nella borsa Padded Cassette, con una trama rigonfiata e ogni striscia di pelle trapuntata come fosse un cuscino, acquisendo così una vibe da pop art—tanto da sembrare un dipinto nella realtà. E infatti, quando oscilla sulle spalle dei grandi nomi dello star system, non puoi fare a meno di essere attratto dal questo suo design ultraterreno.

Il riferimento alla pop art si riflette anche negli stretti legami che si sono sviluppati nel tempo tra il movimento artistico e il brand, oltre a richiamare la nascita stessa di Bottega, fondato come collettivo creativo prima di diventare un’attività familiare. E se la pop art ci potrebbe far subito pensare alla pubblicità impenitente delle lattine di zuppa, alle celebrità di Hollywood degli anni ‘50 e agli eroi dei fumetti, c’è molto di più: momenti luminosi, audaci e accattivanti—un po’ come quel tocco verde parrocchetto che è oggi il tratto distintivo di Bottega.

Polaroid del negozio Bottega Veneta di Vienna, 1995

Le polaroid dell’archivio di Bottega mostrano il piccolo negozio viennese del brand nell’autunno del 1995, in cui vediamo sbucare l’iconica vernice verde delle pareti di pietra gessosa dei due vecchi edifici ai lati, incorniciando gli accessori in pelle della vetrina, sopra cui echeggia in color oro il nome della maison. Se visitassi questo negozio oggi, l’ultima app di Bottega ti permetterebbe di trasformare le pareti verdeggianti dello store in un collage di fotografie, film e scene di sfilate che testimoniano l’impatto culturale del marchio senza neanche bisogno di un logo e la delicatezza su cui il brand è stata costruito.

Da quanto si dice, prima ancora che le pareti di questo negozio di Vienna fossero dipinte di verde, la casa di moda impacchettava già i propri articoli in dust bag della stessa tonalità. Ora la Padded Cassette è disponibile anche in questo colore, e puoi utilizzarla come green screen per immergerti nella moda senza tempo della maison. È proprio questo mix tra il rispetto del proprio heritage e l’utilizzo sapiente delle capacità artigianale che consente a Bottega non solo di esistere senza la necessità di un logo, ma anche la capacità di plasmare il futuro. Al logo stampato su una t-shirt Bottega oppone un proprio codice distinto e riconoscibile immediatamente mondo reale—una Bottega-ificazione dell'universo.

Polaroid del negozio Bottega Veneta di Vienna, 1995

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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Immagini su gentile concessione di Bottega Veneta

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