La Y/Project A/W 22 ci ha mostrato il meglio di Glenn Martens

Il designer belga unisce silhouette sbalorditive, palette da party techno e una collaborazione con Jean Paul Gaultier. Serve altro?

di Osman Ahmed; traduzione di Enea Venegoni
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21 gennaio 2022, 1:10pm

La sfilata Y/Project si è svolta in un magazzino di spedizioni, con sedili allineati lungo i binari del treno che smista i carichi verso ogni angolo di Parigi. La base musicale che accompagnava l’evento era un'aria d'opera drammatica al punto giusto, ideale per fare da sfondo ai capi voluminosi e alle forme esagerate che hanno calcato la passerella. Glenn Martens ha preso le redini di Y/Project nove anni fa—non si tratta quindi di un successo avvenuto dall'oggi al domani—ma questa sfilata ha ribadito che si tratta davvero di uno dei designer più interessanti del momento. Proprio quando pensavamo che non ci fosse più niente di nuovo da aggiungere negli annali della moda, Glenn è riuscito a stupirci. Infatti, i suoi vestiti tolgono letteralmente il fiato.

Nel corso degli anni, alcuni dei capi più famosi ideati dal designer belga sono stati il risultato di collaborazioni fortuite. Dunque, i fan di quelle collaborazioni saranno felici di sapere che la prossima settimana Y/Project presenterà una collezione per la linea haute couture di Jean Paul Gaultier, seguendo le orme di Chitose Abe di Sacai. Mentre lavorava su questo progetto, Glenn ha colto l'occasione per tuffarsi negli archivi della maison e ha deciso di portare un tocco che definiremmo JPG anche al suo prêt-à-porter.

Pixelate stampe trompe-l'oeil di immagini X-Ray del corpo nudo maschile e femminile (mischiate e abbinate, ovviamente)—viste per la prima volta sulla passerella di Jean Paul Gaultier a metà anni '90—hanno animato la sfilata. Ormai, quei capi stampati fanno parte del vocabolario della moda, con i pezzi originali spesso mostrati come parte di tableau tematici con uno stile che ad oggi spopola nel mercato dei negozi di resale.

La scelta di Glenn di recuperarle è stata una mossa intelligente e furba, che risponde a una domanda del mercato già esistente. E invece che fare un copia-incolla di elementi già esistenti, il designer li ha rinnovati con un tocco contemporaneo in linea con lo stile più definito e pulito dei nostri giorni. Strati di leggerissimi capi a rete slanciati, sexy e giocosi erano il contrappunto perfetto alla sartoria tecnicamente complessa, ai piumini voluminosi e ai volant di shearling UGG della collezione. Questi sono abiti che colpiscono dritto al cuore della Gen Z, ossessionata dagli archivi e, a dire il vero, di ogni persona che si è persa la prima volta che queste stampe hanno sfilato in passerella. Non è difficile immaginare che su Depop andranno a ruba e che questi capi possano essere indossati in un episodio di Euphoria, nonostante la censura dei capezzoli su Instagram.

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Fotografia su gentile concessione di Y/Project

Ma c’era più Glenn che Gaultier in questa sfilata. I suoi colori techno-sorbetto sono stati ripresi anche altrove. Le luminose maglie con colletti multipli in mélange di sfumature che sembravano prese dalla palette di Tartarughe Ninja erano il pezzo clou, coperte da diversi strati di passamontagna, maglioni e sciarpe doppie. I loghi erano presenti su piccole clip, ricordandoci che la maison non ha mai dovuto fare affidamento su alun simbolo. Glenn ha costruito la sua fama grazie alle sagome rizomatiche e ai tagli innovativi: quindi grazie ai suoi vestiti! È uno stilista che si è fatto un nome disegnando capi reali, piuttosto che talismani grafici.

Nonostante la sua ossessione per i capi archetipici—giacche di jeans, sciarpe pesanti, pantaloni a pieghe, camicie di cotone blu—nessun capo di Y/Project è realmente ciò che appare. Un vestito che può sembrare un semplice abito slanciato è infatti bordato di leggings, una camicia a righe con balze non si sforma e rimane fissa al suo posto grazie alla sua costruzione particolare, i pantaloni assumono l'ondulazione scultorea di una lava lamp in movimento. Tutte quelle cuciture vorticose e quelle sagome accartocciate sono il risultato di una meticolosa ingegneria sartoriale: il tipo di vestiti che sembrano complessi ma in realtà sono facili da infilare come una maglietta e possono essere indossati in molti alti modi. Stranamente, i pezzi che potrebbero sembrare i più complessi—come abiti, sartoria, cappotti, che chi si intende di moda chiama "pezzi da investimento"—sono in realtà molto più semplici di capi più casual come la maglieria o il denim. Le coulisse, che rendono l’abbigliamento sportivo semplice da indossare, sono state realizzate con l’idea che diventino leve utilizzando le quali i capi possano essere trasformati, raggiungendo proporzioni microscopiche o lunghezze esagerate. Ottenere tre diverse silhouette con un solo capo? Beh, questo è ciò che si definisce rapporto qualità-prezzo. 

Il set non poteva che essere un magazzino commerciale. Il commercio è un talento tipicamente belga (Glenn è di Bruges e ha studiato ad Anversa), alimentato dai vivaci porti internazionali della piccola nazione. Ed ecco quindi una collezione che rispondeva perfettamente ai bisogni dello zeitgeist collettivo. Entro agosto, quando questa collezione arriverà nei negozi, sarà senza dubbio consegnata a guardaroba sparsi in tutto il mondo.

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Fotografia su gentile concessione di Y/Project
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Fotografia su gentile concessione di Y/Project
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Fotografia su gentile concessione di Y/Project
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Fotografia su gentile concessione di Y/Project

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK

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