Fotografia di Viola Rolando

La spiaggia come grande commedia umana: foto senza tempo del litorale romano

"L’Italia pop che va al mare mette in scena la commedia umana. C’è qualcosa di poetico e struggente in questi villeggianti delle domeniche d’agosto."

di Carolina Davalli
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04 maggio 2020, 2:25pm

Fotografia di Viola Rolando

Arrivare in una caletta nascosta dopo una lunga camminata sotto il solleone cocente, con la maglietta appiccicata addosso e lo zaino pesante sulle spalle. Camminare sulla sabbia con le ciabatte in mano, cercando di schivare gli altri bagnanti sdraiati al sole. Trovare un microscopico spazio dove poter poggiare l'asciugamano e, se si è fortunati, piantare l'ombrellone da spiaggia e guadagnarsi un piccolo spiraglio d'ombra. Appoggiare lo zaino sull'asciugamano, togliersi la maglietta, asciugarsi il sudore della fronte e, finalmente, godersi la salsedine e il rumore delle onde. Ma anche tutti gli aspetti che odiamo delle spiagge affollate, tra grida, musica alta e palloni che arrivano sugli stinchi e minacciano di azzopparci.

Di fianco al tuo gruppo di amici c'è una famiglia di 10, 15 persone. Le prime sono lì accampate probabilmente dalle 7:30 del mattino. Adesso sono le 11, ma stanno già imbandendo la tavola, estraendo da un numero indefinito di borse frigo una quantità di cibo che sfamerebbe l'intero litorale. Mentre li osservi pensi al tuo misero tramezzino, ma ti rincuora la certezza che, volendo, basterebbe attaccare bottone per venire accolto come parte della famiglia.

I rumori della tarda mattinata si sovrappongono, creando un ambiente ovattato che ti fa sentire al sicuro. Sai che quei suoni andranno a scemare verso l'ora di pranzo, per poi annullarsi del tutto tra le 13 e le 15, quando l'intera spiaggia piomberà in una sorta di paralisi temporale, intervallata solo dalle urla di qualche bambino in lontananza. Poi, piano piano, ci si risveglierà dal torpore. Riprenderanno i discorsi, sopratutto quelli dei tuoi vicini, di cui inizierai a conoscere la vita fin nei minimi dettagli. E nel momento di tornare a casa sentirai la malinconia di lasciarli andare, nonostante non vi siate scambiati neanche una singola parola.

Foto litorale romano di Viola Rolando

A metà tra fotografia di reportage e storytelling artistico, il lavoro di Viola Rolando incapsula alla perfezione l'idilliaco quadro che abbiamo dipinto fin qui. Nostalgica, senza tempo e italianissima, la sua estetica racconta giornate balneari in cui tutti ci riconosciamo, e che ricordiamo con affetto, perché rientrano in un pattern culturale ampiamente condiviso, che si ripresenta uguale a se stesso in ogni spiaggia d'Italia, ancorato a parole chiave come: calca, rumore, corpi, gelato, ombrelloni, crema solare, parole crociate.

"Mi piace l’idea che chi guarda una mia foto non capisca né quando né dove sia stata scattata," ci ha spiegato Viola. "Nel reportage rubo, è l’unico modo. Il prima e il dopo non mi interessano più di tanto. I soggetti delle foto sono catturati in un momento unico, sospeso nel tempo." Ma ormai ci stiamo rassegnando tutti al fatto che, almeno per quest'estate, le nostre giornate balneari potrebbero essere parecchio diverse rispetto a quelle immortalate da Viola.

"Non mi dispiace che si possano trovare le mie fotografie nostalgiche e tristi, perché è vero, lo sono," ammette candidamente Viola. "L’Italia pop che va al mare mette in scena la commedia umana. C’è qualcosa di poetico e struggente in questi villeggianti della domenica d’agosto," continua la fotografa, riferendosi alla prima immagine della serie—che è anche la sua preferita— in cui si vede due adolescenti seduti sullo scoglio che si lasciano schizzare dalle onde del mare.

Foto litorale romano di Viola Rolando

"Penso che l’umanità si somigli dappertutto. La globalizzazione poi ha fatto il resto. Stesso modo di vestire, stesse abitudini e stessi rituali di una domenica in spiaggia. Il panino e la musica, il bagno e i racchettoni, lì come qui," afferma sicura. Ma Viola non è amante della spiaggia, né del caldo, né del sole, che affronta con pesanti stivali per marcare ulteriormente questa sua distanza, cosciente del fatto che è forse stata proprio questa repulsione iniziale ad attirarla verso scenario marittimo. "È probabile che il mio interesse sia partito proprio dalla voglia di esplorare qualcosa che non capisci e non ti appartiene. Adesso mi sono affezionata, sia a quello scenario che a quell'umanità."

Prima di scattare a Ostia, Viola ha realizzato anche un progetto simile anche a Rockaway Beach (nello stato di New York), privilegiando i litorali alla portata di tutti, i più affollati ed eterogenei. "Hai presente il film del 1950 Domenica d’agosto di Luciano Emmer? Beh, da allora a oggi non è cambiato molto. Ci si accontenta di poco e si sta bene, si passa la giornata. Ed è così a Ostia come a Rockaway Beach. I luoghi cosiddetti 'popolari' sono i più genuini, e non credo di dire una banalità. C’è molta più verità e meno sovrastrutture," afferma Viola.

Foto litorale romano di Viola Rolando

"Cerco dei volti e dei corpi veri, imperfetti. I bagnanti delle mie foto non si vergognano di essere imperfetti. Usano il loro corpo e lo mettono in mostra." Una lente senza giudizio, quella di Viola, uno sguardo che va al di là di delle caratteristiche estetiche dei corpi. Perché quei corpi sono carichi di potenza espressiva, veicoli di storie e sensazioni, e raccontano tutto questo abbandonandosi al sole in una torrida domenica d'agosto. "La sensazione di assoluta spensieratezza della gente in questi contesti sicuramente mi affascina, devo confessare che vorrei in parte essere nei loro panni," afferma infatti Viola.

Una condizione che si reitera immutata nel tempo e nello spazio nelle sue caratteristiche essenziali, ma che si declina adattandosi ai singoli contesti storici e geografici; le gestualità di oggi sono infatti cambiate rispetto al passato, e cambiano costantemente, come spiega Viola: "Se avessi dovuto parlare di qualche anno fa sicuramente avrei risposto che l'attività principale sulla spiaggia è quella di sfogliare un libro, oggi ti rispondo che è l'uso del cellulare." Ma le abitudini di fondo non scompaiono, e i bagnanti rimangono i padroni delle spiagge, inclusi i giovani in vacanza.

Infine, chiediamo a Viola quale potrebbe essere la fotografia cardine di queste serie. La risposta arriva senza esitazioni: "Quella dei ragazzi che camminano in gruppo sul bagnasciuga, tutti col loro costume nero e quei volti da film neorealista. Se una serie fotografica fosse un corpo, quella foto sarebbe la spina dorsale." E sì, probabile che quest'estate guarderemo le spiagge proprio come se fossero il set di un lungo, malinconicissimo, film neorealista.

Foto litorale romano di Viola Rolando
Foto litorale romano di Viola Rolando
Foto litorale romano di Viola Rolando
Foto litorale romano di Viola Rolando
Foto litorale romano di Viola Rolando
Foto litorale romano di Viola Rolando
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Crediti

Intervista di Carolina Davalli
Fotografie di Viola Rolando

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