Tarana Burke: "Sono la fan numero 1 di Rihanna"

Sì, anche la fondatrice del Movimento #MeToo è una fan sfegatata di Riri.

di i-D Staff
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22 gennaio 2020, 6:00am

Questa storia è originariamente apparsa sul Numero Speciale di i-D chiamato Rihannazine , no. 01, 2020. Ordina qui la tua copia!

Per questo progetto, Rihanna ha formulato una serie di domande da porre alle donne che stanno scrivendo il futuro della nostra cultura, invitandole a condividere con i lettori di i-D la loro visione del 2020 e del decennio appena iniziato.

Come ti presenteresti a chi ancora non ti conosce?
Il mio nome è Tarana Burke, sono la fondatrice del movimento Me Too e il Direttore Esecutivo della Me Too Organisation.

Come definiresti il successo?
In passato, questa era una delle domande che facevo a un uomo quando iniziavo a uscirci, perché volevo sapere se fosse alla ricerca di soldi o potere. Quindi è strano ora sentirmi fare la stessa domanda. Spero che oggi il mio modo di pensare sia cambiato rispetto ad allora. Credo che il successo sia trovarsi in un momento della propria vita in cui si è soddisfatti del proprio lavoro, come se ci fosse un senso di appagamento generale. Ero molto giovane (avevo appena 14 anni) quando ho deciso cosa avrei fatto nella mia vita, e ci sono riuscita: non parlo solo del Movimento Me Too, ma anche della giustizia sociale più in generale. Posso dire di aver fatto ciò che volevo fare, e questo mi ha fatto sentire come se stessi dando il mio contributo. Sono cosciente che questo è un privilegio.

“When I was pregnant, someone gave me some incredible advice. They said: ‘The best thing you can do for the future of the black community is to raise a black child in the way that you would like to see the world look. That’s the best thing you can do for the world.’ I’ve done that. That’s my biggest success.”

Quale credi sia stato il tuo più grande successo finora, personalmente e professionalmente parlando?
Mi* figli*. Quando ero incinta, a 23 anni, e avevo appena iniziato la mia carriera, un sacco di gente mi diceva: "Sei troppo giovane per avere un figlio!" E probabilmente lo ero davvero. Ma una persona mi ha dato un consiglio incredibile: "La miglior cosa che puoi fare per il futuro della comunità black è crescere un figlio di colore nel modo in cui vedi il futuro. Questa è la miglior cosa che puoi fare per il mondo." E l'ho fatto!

E il tuo peggior fallimento invece?
Mi* figli* è queer è non-binary, ma quando ha fatto coming out all'età di 12 o 13 anni, non ho risposto nel miglior modo. Ne abbiamo parlato molto, mi sono scusata, ma ancora oggi quando ci penso mi sento male. Era un momento in cui stavo cercando di scendere a patti con la mia fede religiosa, lasciando che le idee di altre persone influenzassero il modo in cui crescevo mi* figli*. Non mi vergogno a dirlo: tutti dobbiamo superare numerose difficoltà prima di arrivare a un punto in cui ci sentiamo soddisfatti. Quindi sono grata per tutto quello che ho vissuto. È vero che all lives matter, sul serio! Tutte le vite delle persone di colore, delle persone queer, delle persone transessuali. Come posso farmi paladina delle istanze per la sopravvivenza di alcune persone se non mi faccio paladina delle istanze per la sopravvivenza di tutte le persone?

Siamo a inizio 2020, quindi quali sono le cose che porterai con te nel nuovo anno? E quali invece lascerai nel 2019?
Nel 2019 lascio l'idea che non sono abbastanza, quella che mi fa dubitare di me stessa. Ma voglio portare con me tutto quello che può farmi crescere. So che suonerà male, ma voglio ricordarmi di quella negatività. Hai portato qualcosa di negativo nella mia vita? Ecco, allora puoi rimanere nel mio 2019.

Se potessi fare una domanda a Rihanna, quale sarebbe?
Oddio, solo una? Sono la fan numero 1 di Rihanna! Sai, la cosa che più amo di lei è che a un certo punto ha fatto una transizione, è passata a essere la versione migliore di sé e da allora non è più tornata indietro. Ha smesso di scendere a compromessi. Quindi vorrei saperne di più su questo passaggio. Com'è riuscita a smettere di prestare ascolto a tutto il rumore che c'è là fuori, concentrandosi invece su se stessa e sulla persona che era destinata ad essere, senza mai scusarsi per questo?

Crediti


Fotografia: Mario Sorrenti
Styling: Carlos Nazario

Capelli: AKKI per Art Partner con prodotti Oribe
Trucco: Kanako Takase per Streeters
Unghie: Honey per Exposure NY con prodotti Tom Ford Beauty
Set design: Jack Flanagan per The Wall Group
Tecnico luci: Lars Beaulieu
Assistenti alla fotografia: Kotaro Kawashima, Javier Villegas e Jared Zagha
Tecnico digital: Johnny Vicari
Assistenti allo styling:
Raymond Gee, Erica Boisaubin e Christine Nicholson
Sarto: Thao Huynh
Assistenti ai capelli: Rei Kawauchi, Takao Hayashi e Motome Yamashita
Assistenti al trucco: Aimi Osada e Megumi Onishi
Assistenti al set design Akaylah Reed e Joe Arai
Produzione: Katie Fash
Coordinatore di produzione: Layla Némejanski
Assistente alla produzione: Fujio Emura
Direttore casting: Samuel Ellis Scheinman per DMCASTING
Assistente al casting: Cicek Brown per DMCASTING

Tarana indossa cappotto JW Anderson. Orecchini dall'archivio della modella.

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