Queer e casti: l'astinenza volontaria può migliorare il sesso?

Il sesso e la sessualità non sono così legati come hai sempre creduto.

di Jamie Windust
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16 marzo 2020, 2:55pm

Le persone queer -- e in particolare le persone transgender -- si trovano spesso a subire approcci sessuali che, con il passare del tempo e il ripetersi di questi eventi, rischiano di stravolgere completamente il loro rapporto con sesso e sessualità. Per le persone transgender, tali approcci possono essere dovuti a relazioni con i chaser, ovvero uomini cisgender che concepiscono i corpi transgender in termini puramente carnali, senza interessarsi alla relativa sfera emozionale delle persone a cui appartengono. Le visioni eteronormative e cis-eurocentriche negli incontri spesso fanno sentire chi si trova al di fuori di queste categorie come se non fosse in una relazione vera, come se in qualche modo non la meritasse. Il risultato è che molt* finiscono per accettare passivamente chiunque manifesti il desiderio di entrare in intimità con loro, così da sentirsi comunque parte della "normalità".

In questo momento della mia vita, il mio rapporto con il sesso è stravolto. Fot**to, se vogliamo. Mentre mi trovo sdraiato a guardare il soffitto specchiato, chiedendomi cosa vorrei mangiare per cena o che forse sarebbe meglio finire gli avanzi di ieri, mi dimentico completamente che c'è una persona in mezzo alle mie gambe. L'ennesima nottata finita in una sveltina senza alcun significato. L'ennesima persona da evitare quando andrò a fare la spesa settimana prossima. Tutto questo mi fa pensare che forse l'astinenza potrebbe essere la soluzione ai miei problemi. Come molte altre persone che hanno un rapporto malsano col sesso, mi sono chiesto: scegliere la castità potrebbe risolvere il mio disagio?

Molti giovani queer stano cambiando il modo in cui concepiscono il sesso occasionale. Una ricerca negli USA ha riscontrato che che gli studenti dell'università parte della comunità LGBTQ+ facevano in modo che i loro rapporti fossero l'esatto opposto di quelli dettati dagli standard eteronormativi: concentrandosi sulla comunicazione e sulla discussione, spesso senza includere il sesso. L'astinenza è spesso confusa con l'asessualità, un orientamento secondo cui si è in grado di sperimentare sentimenti romantici ma non fisici, privi cioè di attrazione sessuale. L'astinenza volontaria, invece, è qualcosa che le persone queer scelgono coscientemente, come reazione al loro complesso rapporto col sesso.

Dr Karen Gurney, psicologa e sessuologa presso 56 Dean Street e The Havelock Clinic, crede che l'astinenza possa essere un'opzione percorribile per chi ha subito traumi legati al sesso. “Parlare di sesso è difficile per la maggior parte delle persone, sopratutto perché siamo stati educati a non parlarne da una società basata sulla vergogna,” afferma. “Scegliere di non fare sesso può essere in sé una parte importante dell'espressione sessuale. Per esempio, scegliere di non fare sesso con altre persone per un periodo di tempo può essere un modo per riacquistare controllo e stabilire dei confini. Per alcune persone, però, è importante essere lucidi e rendersi conto quando questa strategia perde di utilità e diventa semplicemente un modo per evitare totalmente il sesso."

La terapia e la comunicazione con la propria mente, comunque, sono fondamentali quando si tratta di distruggere e poi ricostruire il nostro rapporto col sesso in quanto persone queer. Tori West, l'editor di BRICKS Magazine, è bisessuale e astinente, e sa bene che cosa comporta tutto questo: “L'astinenza mi è capitata quasi subconsciamente, perché ho subìto così tante rotture e traumi emotivi dalle relazioni passate che sono arrivata al punto in cui non riuscivo più a fidarmi delle persone," afferma. “Ho iniziato a modificare la relazione col mio corpo e con la mia testa, finché mi sono resa conto che non potevo condividere il mio corpo se la mia mente non è connessa."

L'astinenza è spesso vista come un momento temporaneo per rimediare a un problema radicato più profondamente. Ma quel periodo è necessario per tutti? Antoine, di Londra, che si definisce bisessuale e genderqueer, è attualmente astinente. “Ho intenzione di continuare per almeno un altro paio di mesi, e poi vedere come mi sento," afferma. “Quando smetterò di esserlo, voglio che sia perché lo sto facendo consciamente e gioiosamente, non perché in quel momento mi sento sol* o ho bisogno di sentirmi toccat*. L'astinenza mi ha insegnato che ci sono certi aspetti su cui devo lavorare, e questo lavoro non può e non deve essere affrettato.” Dalla prospettiva di Antoine, l'astinenza non è un periodo che dovremmo percepire come una perdita, ma un momento in cui lavorare sul nostro rapporto col sesso in modo da poter guadagnare sicurezza.

L'assenza dal sesso ci dà l'opportunità di disimparare comportamenti e narrazioni relative al sesso, e costruire da zero un rapporto con noi stessi che sia più sano e più piacevole. “Prima il sesso per me era intrinsecamente collegato alla sfera romantica," afferma Radam Ridwan, scrittric* e modell*. “Credevo nei concetti eteronormativi di amore, attrazione e sesso -- volevo un taglio alla Drew Barrymore, un marito di Hollywood, una notte di nozze d'amore a lume di candela. Ma a un certo punto ho realizzato che la mia vita non era destinata a seguire le narrazioni di questi film. Dopo aver disimparato l'eteronormatività ed essere diventat* queer ho passato una fase di abbondante sesso con persone orribili (es. razziste, transfobiche). Il semplice fatto che mi desiderassero era abbastanza per me." Astenersi dal sesso ha aiutato Radam a riacquistare la propria consapevolezza sui propri desideri e su cosa ottenere attraverso l'atto sessuale. “Prendere una pausa dalle relazioni sessuali mi ha dato lo spazio per capire cosa effettivamente mi piacesse, invece che far solamente venire le altre persone."

Cadere nelle strategie di adattamento quando si parla di sesso è pericoloso, perché può venire normalizzato a causa delle conversazioni che la comunità queer instaura spesso riguardo al sesso. Fare sesso costantemente può distrarti da altri problemi, e sembra okay perché ci viene detto che questo è quello che fanno le persone queer. Ma è importante ricordarsi che il nostro rapporto col sesso -- che sia o no legato all'astinenza -- rimane comunque una relazione su cui lavorare. Parlare con specialiste come Karen mi ha dimostrato che l'astinenza non è sempre la soluzione migliore, o necessaria, per le persone queer in difficoltà, ma può essere una strategia temporanea molto efficace. Alla fine, il sesso è intrinsecamente legato ai modi in cui comunichiamo come esseri umani, quindi è giusto lasciarci spazio per esplorare la nostra connessione col sesso senza vergogna o stigmi sociali. La tua mente e il tuo corpo sono un bagaglio prezioso, e devi trattarli con rispetto.

Questo articolo è originariamente comparso su i-D UK

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