Questa designer tesse a mano tutti i tessuti delle proprie collezioni

Vi diamo il benvenuto nel mondo di filati naturali e linee minimal di Lieke Pansters, dove sostenibilità, sperimentazione e manualità si fondono per creare abiti senza tempo.

di Giorgia Imbrenda
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17 settembre 2021, 2:29pm

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Lieke Pansters, l’omonimo brand di abbigliamento ecosostenibile della designer olandese che ha come obiettivo quello di creare attorno al marchio una community cosciente, attenta e woke nei confronti delle dinamiche della moda.

Fin da piccola, la creativa ha sempre sperimentato con la progettazione di moda attraverso l’utilizzo di telai a mano, e quando ha deciso di trasformare quella passione in lavoro ha sviluppato il proprio marchio attorno a questa particolare pratica e immaginario. Mantenendo uno stile minimal e utilizzando palette di colori monocromi, è riuscita a inserire il proprio progetto in un delicato equilibrio tra forma, silhouette e comunicazione. Tutti i pezzi che crea sono frutto di una progettazione attenta, che ha a cuore la sostenibilità: infatti, ogni capo è creato grazie a una specifica tecnica di tessitura che prevede un lavoro manuale senza tagli e sprechi. Le sue collezioni prendono così forma in una serie di pezzi unici e irripetibili.

Incuriosite dal suo immaginario di Lieke e dalla sua prospettiva verso le problematiche della produzione di moda contemporanea, abbiamo intervistato la creativa per saperne di più sulla filosofia e l’etica del proprio progetto.

Intervista di Rebel Label a Lieke Pansters la fondatrice dell'omonimo brand sostenibile

Ciao Lieke! Parlaci un po’ di te. Chi sei e che tipo di formazione hai avuto?
Ciao! Sono una stilista olandese di moda e tessuti e ho studiato presso l'ArteZ University of the Arts nei Paesi Bassi. Dopo la laurea, ho iniziato a lavorare e fare consulenza nell'industria della moda tra il Regno Unito e l’Italia. La tessitura è sempre stata una mia grande passione, e ho ricevuto il mio primo telaio che ero solamente una bambina. Dopo essermi trasferita ad Amsterdam, ho deciso di dedicare tutto il mio tempo a questa pratica, applicandola alla moda, all'interior design e all'arte. Da allora viaggio spesso in Giappone per imparare nuove tecniche e sperimentare con la tessitura, per poi infondere questo sapere nel mio lavoro.

Descivi il tuo brand in 3 aggettivi 
Design, fatto a mano, imperfetto.

Intervista di Rebel Label a Lieke Pansters la fondatrice dell'omonimo brand sostenibile

Parlaci delle tecniche di tessitura e dei materiali che hai utilizzato per le tue creazioni. Qual è l’elemento che differenzia il tuo brand da tutti gli altri presenti oggi sul mercato?
Solitamente comincio studiando il filato, come si comporta sul telaio e quanto posso manipolarlo manualmente. Seguendo questo processo, il tessuto e la forma del capo iniziano a svilupparsi in modo intuitivo e spontaneo. Tendo a usare spesso la lana, ma capita anche di mixare altre fibre per sperimentare gli effetti che può avere un determinato filato. Tutti i miei pezzi sono fatti interamente a mano, ed è proprio questo processo che mi permette di manipolare deliberatamente l'ordito e la trama, creando un unico pezzo/abito. Anche se seguo lo stesso disegno, tutti i pezzi sono diversi l'uno dall'altro.

Quanto conta oggi l’aspetto artigianale di un prodotto?
Credo che l'aspetto artigianale sia essenziale, perché è l'unico modo per rallentare il processo di progettazione e produzione. C'è una crescente domanda di tessuti sostenibili e un apprezzamento generale del valore dell'artigianato. Riconoscere la dedizione, la pazienza e il lavoro pesante che c’è nell'artigianato della tessitura aggiunge valore e qualità a ogni capo. E si spera che porti la consapevolezza che i vestiti non dovrebbero essere oggetti usa e getta, ma da custodire e conservare per tutta la vita.

Intervista di Rebel Label a Lieke Pansters la fondatrice dell'omonimo brand sostenibile

Lieke Pansters è un inno alla manualità e alle sue imperfezioni.
La filosofia è quella di creare pezzi unici, per riportare un nuovo punto di vista su come l'antica arte della tessitura a mano può essere applicata alla contemporaneità, sovvertendo i meccanismi e le procedure della tessitura industriale. Gli errori, le imperfezioni, diventano così una parte essenziale del brand e della sua estetica.

Parlando di sostenibilità, in che modo un brand può ridurre il suo impatto ambientale?
Lavorando seguendo una produzione slow craft sono in grado di creare edizioni limitate, sprecare meno risorse ed evitare deadstock di tessuti. La trasparenza è un altro fattore essenziale: in questo modo, un marchio può creare una connessione autentica e profonda tra clienti, artigiani e materiali di provenienza. È solo attraverso lo sviluppo di una catena di moda sostenibile che l'industria della moda potrà finalmente produrre una moda consapevole, attenta e green.

Intervista di Rebel Label a Lieke Pansters la fondatrice dell'omonimo brand sostenibile

Se dovessi scegliere tre designer con cui andare a cena stasera, chi sarebbero?
Ruth Asawa, Sheila Hicks e Anni Albers.

Cosa c’è nel futuro del tuo brand?
Sto esplorando come ridimensionare la produzione onorando i miei valori fondamentali. Al momento, sto anche lavorando a nuovi progetti sperimentali, con l’obiettivo di inserire la tessitura a mano a cavallo tra le discipline della moda, del design d'interni e dell’arte.

Intervista di Rebel Label a Lieke Pansters la fondatrice dell'omonimo brand sostenibile
Intervista di Rebel Label a Lieke Pansters la fondatrice dell'omonimo brand sostenibile
Intervista di Rebel Label a Lieke Pansters la fondatrice dell'omonimo brand sostenibile
Intervista di Rebel Label a Lieke Pansters la fondatrice dell'omonimo brand sostenibile
Intervista di Rebel Label a Lieke Pansters la fondatrice dell'omonimo brand sostenibile
Intervista di Rebel Label a Lieke Pansters la fondatrice dell'omonimo brand sostenibile

Crediti

Testo di Giorgia Imbrenda
Fotografie su gentile concessione dell’ufficio stampa Lieke Pannsters.

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