"Klastos" e le colonne sonore per l’immediato futuro: intervista a Ginevra Nervi

Sull'ultimo anno distopico, sul processo creativo e interiore che l'ha portata a questo EP e sul collettivo Poche fondato insieme ad altre figure femminili di cui sentirete parlare sempre di più.

di Carlotta Magistris
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18 maggio 2021, 11:57am

Ginevra Nervi, foto Lorenzo Crovetto

La sensibilità che richiede un’arte come la composizione di colonne sonore è qualcosa di difficile da delineare a parole. È una capacità empatica interdisciplinare che taglia trasversalmente l’audiovisivo e detta parte dell’andamento narrativo. Lo sa bene Ginevra Nervi, musicista ligure classe 1994, che è appena tornata dai David di Donatello. Il suo essere una producer di musica che per semplicismi potremmo definire elettronica la porta a esplorare questo magico mondo espressivo semiotico, confrontandosi con un universo artistico in costante evoluzione così come il suo processo creativo. 

Il 23 aprile è uscito Klastos, un EP eclettico e introspettivo che chiude il lockdown e vuole essere un sunto atmosferico delle sensazioni e delle riflessioni che questo anno distopico ha generato per Ginevra, dal suo ritorno da Roma alla sua Liguria a una dimensione ambientale che sta invece all’interno del sé. L’EP è stato anticipato dal videoclip di Gaslightning, un gioiellino firmato Sans Film che esprime le potenzialità espressive del suono di Ginevra unite ad un certo tipo di elemento filmico, che lì si incontrano in una solennità slow motion e intimista. 

Sembra lo sboccio e un lento riassestamento di una realtà che sta ricominciando a muovere i suoi fili, ed è di questo che ci parla Ginevra, ma non solo: ci racconta di sé, del prossimo palco su cui suonerà (finalmente), di Poche, il collettivo fondato con Elasi (che abbiamo intervistato su i-D poco tempo fa) e altre figure femminili di cui sentirete parlare sempre di più e di quanto i modelli non siano solo un’ispirazione ma una vera e propria parte del sé.

Ciao Ginevra, qual’è il primo elemento che nasce nella tua musica—se ce n'è uno ricorrente?
Ciao! Fino a qualche tempo fa ti avrei detto la voce, in realtà, se dovessi osservare oggi da fuori il mio processo compositivo, ti direi che non c'è un elemento sonoro in particolare da cui preferisco partire. Mi faccio guidare dal timbro di un suono che richiama la mia attenzione, e da quello nasce un'idea più "strutturata" che mi porta alla scrittura e quindi alla composizione. Mi diverto con campioni di ogni natura: rumoristica, strumentale, vocale. In questo ultimissimo periodo sto giocando con sample orchestrali, specialmente delle sezioni di ottoni e legni. 

Ginevra Nervi seduta su sedia bianca davanti a parete rossa, foto di Davide Colagiacomo
Foto di Davide Colagiacomo

Come definisci il tuo genere?
Questa è un'altra domanda difficile, il mio background musicale è piuttosto ampio e diversificato. Ho iniziato a fare musica con una chitarra acustica, poi sono passata alla voce, avvicinandomi alla classica in un coro e ascoltando mia madre suonare il pianoforte; più tardi ho scoperto la chitarra elettrica e il basso, e infine è arrivata l'elettronica. Lì è scattato qualcosa di indescrivibile: ho capito che il mezzo che avevo tra la mani, quindi la tecnologia, poteva darmi un'infinità di strade sonore completamente diverse, la possibilità di entrare nel microcosmo del suono ed esplorarlo in ogni suo istante. Per provare a rispondere completamente alla tua domanda, oggi ti direi che compongo musica elettronica ma non saprei specificare meglio un sottogenere. 

Cosa significa—letteralmente e per te—Klastos, il titolo del tuo ultimo EP?
Un percorso lungo, difficile, ma bellissimo, di ricostruzione e introspezione, sia musicale che personale. Il lockdown mi ha aiutata sotto questo punto di vista. Ho vissuto un anno a Roma per lavoro e con la pandemia ho deciso di rientrare a casa, nell'entroterra ligure, a Rossiglione. Qui ho riscoperto la bellezza incredibile dei luoghi in cui sono cresciuta e che per molti anni ho percepito un po’ come un ostacolo per raggiungere i miei obiettivi. In realtà, oggi rivedo la mia infanzia e adolescenza e penso che essere cresciuta in un contesto decisamente più "rurale" sia stato determinate per il mio percorso, sia come musicista che come persona. Sono molto legata all'ambiente naturale in cui sono cresciuta, e Klastós vuole essere anche piccolo omaggio ai miei luoghi.  

primo piano di Ginevra Nervi con volto tagliato da luce, foto di Sharon-Ritossa
Foto di Sharon-Ritossa

Il videoclip di Gaslighting ha un evidente retrogusto surrealista. Che tipo di relazione crea con la traccia?
Ero convinta fin dal principio di non voler utilizzare la figura umana o elementi "umani" all'interno del videoclip, proprio perché il brano parla esattamente dell’essere umano e della sua psiche, in particolare del processo di gaslighting che esercita il narcisista patologico sulla sua o sulle sue vittime.

Ho raccontato il concept delle rocce sedimentarie clastiche e che cosa rappresentassero per me e per la storia dell'EP a Sans Film (ovvero Gabriele Ottino, Paolo Bertino e Sharon Ritossa), che hanno colto perfettamente quello che volevo raccontare e hanno avuto una cura incredibile nel maneggiare un tema molto delicato. Abbiamo ricreato il processo dell’”annebbiamento" del gaslighting attraverso la figura di questa roccia vulcanica che seduce prima l'ambiente naturale in cui si palesa per poi spurgare un liquido nero, denso, tossico e contaminare l'ecosistema.

Ginevra Nervi in un tunnel, foto di Lorenzo Crovetto
Foto di Lorenzo Crovetto

Sei una produttrice di musica che lavora in Italia, dove raramente si sentono nomi femminili in questo ambito. Credi che sia un problema di assenza di figure o di difficoltà a emergere? 
In realtà, nessuna delle due. In Italia le produttrici sono molte e una dimostrazione lo è il neonato collettivo Poche, fondato da due produttrici e artiste, Elasi e Plastica, con l'intento di raggiungere e dare voce a tutte le nostre colleghe. Purtroppo in Italia, come in tanti altri paesi, soprattutto se pensiamo all'industria pop o mainstream, è sempre stato più facile e lineare parlare delle cantanti e delle cantautrici, è un concetto che la nostra storia musicale comprende tutto sommato facilmente.

Quando inizi a parlare della produzione, soprattutto nell'elettronica, a volte l’interlocutore o il pubblico non capisce fino in fondo se ti occupi di musica, se la componi o se sei nel reparto tecnico. Forse una soluzione sarebbe quella di iniziare a fare musica molto più seriamente a tutti i livelli, fin dalle scuole d'infanzia, incoraggiare i bambini e le bambine ad avvicinarsi alla musica anche attraverso la tecnologia. Penso che, con questi accorgimenti, parte del problema riguardante il gender gap si risolverebbe nell'arco di breve tempo. 

Ginevra nervi davanti a una finestra

Hai dei modelli di riferimento contemporanei da cui ti fai ispirare nel tuo progetto?
Certo, contemporanei e non. Siamo quello che mangiamo e dunque nella musica siamo soprattutto quello che ascoltiamo—così mi dissero una volta, e credo in questa cosa. 

E nella tua vita personale?
Ci sono persone amiche che stimo profondamente e dalle quali ho imparato molto negli ultimi anni, alcune di queste le ho conosciute all’interno del mio ambiente lavorativo. Instaurare rapporti sinceri e saperli portare avanti credo che sia sempre più difficile oggi, abbiamo bisogno di tornare a una modalità comunicativa diversa da quella a cui siamo abituati, mettere da parte insensate competizioni e l'aggressività, soprattutto dopo quello che l'essere umano ha vissuto con la pandemia.  

Ginevra Nervi seduta davanti a una parete arancio, foto di Davide Colagiacomo
Foto di Davide Colagiacomo

Come ti vedi tra 5 anni? 
Spero di essere ancora in studio e di poter continuare a fare quello che faccio nel modo in cui lo sto facendo ora, magari da qualche parte in giro per il mondo. Mi manca viaggiare

Qual è il primo palco su cui vorresti portare la tua musica ora che iniziamo a rivedere la luce—apparente—degli eventi dal vivo?
Mi sento molto fortunata, perché avrò l'opportunità di esibirmi finalmente dopo tanto tempo su un palco prestigioso come quello del Locus. Sono molto onorata di far parte di questo evento e non vedo l'ora di esserci.

Ginevra Nervi dj set, foto di Chiara Diomede
Foto di Chiara Diomede

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Crediti

Testo Carlotta Magistris

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