ROLD SKOV: il brand italiano che mixa sartorialità, ricerca e nostalgia anni '90

Nato da una passeggiata in una foresta danese, il brand emergente traccia i contorni dell'universo personale del designer Francesco Rossini.

di Giorgia Imbrenda
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12 luglio 2021, 9:39am

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di ROLD SKOV, il marchio italiano di stampo sartoriale/streetwear nato dalla mente creativa e indole progettuale di Francesco Rossini.

_Con il suo brand Francesco, ha costruito un immaginario che attinge dal mondo dell’arte, del design, dello sportswear e del mondo della musica anni ’90, definendo un progetto eterogeneo che amalgama e sovrappone riferimenti tra i più svariati, partendo da quello della musica—fonte d’ispirazione inesauribile. I capi che crea nelle sue collezione sono materici, in cui maglieria, texture e sartorialità dominano incontrastati. Il risultato? Un progetto di moda complesso e profondo, la cui essenzialità e purezza parla da sola.

Per saperne di più sulla storia del brand e sui valori, le estetiche e i processi che lo contraddistinguono, abbiamo intervistato Francesco Rossini, il designer che gli ha dato vita._

Intervista Rebel Label a ROLD SKOV di Francesco Rossini

**Ciao Francesco! Raccontaci di te, della tua formazione e di come sei diventato uno stilista.
**Sicuramente farà sorridere, ma la mia formazione è tutt’altro che legata al mondo della moda. Ho frequentato per qualche anno il corso di Scienze Criminologiche all’Università e poi ho deciso di non proseguire con quel percorso, prendendomi del tempo per cercare di capire la direzione da intraprendere. Fin da bambino ho sempre avuto una forte passione per l’abbigliamento e più in generale un’attenzione verso l’estetica, ma ho sempre scisso questo mio amore da un possibile percorso di studi. Poi, nel 2015, ascolto finalmente la mia necessità interiore di voler provare a intraprendere una strada che sentissi mia a tutti gli effetti, un progetto/sogno difficile da inseguire, ma che mi avrebbe sicuramente stimolato quotidianamente, facendomi sentire vivo—capisci cosa intendo? Quella roba là è fondamentale nella vita.Come definiresti in tre parole il tuo progetto? Autenticità, qualità, ricerca.

**Il tuo marchio si chiama ROLD SKOV. Mi spieghi cosa c’è dietro a questo nome?
**ROLD SKOV è il nome di una foresta danese, il luogo in cui è nato il tutto. Qualche anno fa, mi trovavo in Danimarca perso tra i mille dubbi sul futuro e proprio in quei giorni, durante una camminata introspettiva all’interno della foresta, ho preso la decisione che una volta rientrato in Italia mi sarei attivato per dare vita al progetto di sviluppare una collezione personale. Da lì dunque la scelta di dare al brand lo stesso nome della foresta nella quale ho deciso di intraprendere questa via.

Intervista Rebel Label a ROLD SKOV di Francesco Rossini

La tua ossessione sono capi sartoriali che uniscono l’estetica anni ‘90 e il mondo della musica. Da dove arriva questa scelta progettuale? E quali sono le tue principali fonti di ispirazione a livello creativo? Penso che dietro a tutti i progetti sia fondamentale avere un background culturale per poter essere considerato credibile agli occhi degli altri e che ti permetta di sviluppare un’identità forte. Così ho scelto di sviluppare un brand cercando di proporre una mia visione, e in maniera molto spontanea sono partito da tutto ciò che negli anni, fin da bambino, mi aveva influenzato profondamente a livello di gusto personale—arte, design, sport e sicuramente moda, ma anche la musica, che gioca sicuramente un ruolo fondamentale.

Sono cresciuto a suon di Britpop e amo profondamente gli Oasis e Liam Gallagher a cui devo tantissimo dal punto di vista estetico—sono sempre rimasto completamente rapito dai suoi look quando lo guardavo su MTV. Liam è per me l’equilibrio perfetto tra quelle che ad oggi sono le due colonne principali del mio quotidiano, musica e abbigliamento; essendo cresciuto con questo connubio per me è stato molto semplice intraprendere questa scelta progettuale, perché sapevo esattamente da dove volevo partire.

Parlaci della vostra ultima collezione Parklife**. Cosa ti ha ispirato e quali sono le reference dietro al progetto?
**La S/S 22 è intitolata Parklife e prende ispirazione dal brano dei Blur, un pezzo che ascoltavo sempre le ultime settimane del liceo, quando erano più le mattine in cui non si andava in classe, perché tanto si era posto con tutti i voti. Ci si organizzava con altri amici e si andava sempre al solito parco dove si trascorrevano le giornate intere insieme, chi non alzava mai la testa dagli schizzi sul proprio sketchbook, chi strimpellava con la chitarra, chi non riusciva a scollarsi da un pallone da calcio e chi non faceva in tempo a finire una birretta che già aveva in mano un cavatappi per scolarne una seconda.

La collezione richiama il ricordo della serenità totale di quelle giornate riprendendo i colori di quei momenti di inizio estate, tenui ma con alcuni picchi di rosso che rimandano ad un campo di papaveri che riempiva il parco e che mi dava la netta sensazione che l’estate fosse alle porte. La collezione è composta per la maggior parte da capi con tessuti molto materici, che riescano ad esprimere una visione quasi rurale, un obiettivo raggiunto anche grazie alla collaborazione con Giulia Bortoli, fondatrice di Maglia Unita, e con cui sono stati sviluppati due capi di maglieria coerenti, di qualità e in linea con il mood della collezione. Questa collezione presenta anche altre due collaborazioni, quella con Fobia Paura, che ha curato le grafiche e i ricami, e l’azienda College, con la quale sono stati realizzati un paio di loafers classici e un paio di sabot.

Intervista Rebel Label a ROLD SKOV di Francesco Rossini

Qual è l’unicità di ROLD SKOV? Quell’elemento che lo differenzia da tutti gli altri brand presenti oggi sul mercato? Credo che ad oggi sia molto difficile trovare un elemento di unicità preciso all’interno di un brand, a prescindere dal fatto che sia più o meno emergente. Dal mio punto di vista, ho sempre cercato di mettere il prodotto al primo posto nella scala delle priorità, nonostante sia consapevole che viviamo in un determinato periodo storico in cui l’immagine a volte sembra essere più importante della qualità. Sono fiero di perseguire questa strada che sono sicuro ripagherà nel tempo e mi fa molto piacere che questo aspetto che curo in ROLD SKOV lo riconoscano in tanti e che me lo facciano presente.

La ricerca costante, l’attenzione e il focus verso tessuti ed accessori tutti esclusivamente Made in Italy mescolati all’eccellenza della manifattura italiana saranno sempre il punto cardine sulla quale si svilupperà ROLD SKOV. Penso che il tema della qualità, se mixata a un immaginario preciso sia uno degli aspetti più interessanti per poter essere considerati credibili e unici. Solitamente ci tengo a presentare ROLD SKOV non come un brand fashion, ma semplicemente come “brand di abbigliamento”, in quanto non seguiamo nessun tipo di trend, ma cerchiamo di rappresentare in modo molto coerente la mia visione in termini di gusto, percorso ed estetica.
L'obiettivo è di creare qualcosa il cui stile, fattura e valori durino nel tempo.

Parlando di sostenibilità, in che modo un brand può ridurre il suo impatto ambientale? Il tema della sostenibilità è di grande importanza e urgenza nel modo della moda, e non solo. Non ho la presunzione di poter dare dei consigli, perché la questione è veramente ampissima, ma seguendo personalmente tutto l’iter produttivo di ROLD SKOV, vedo con i mie stessi occhi tutte le dinamiche che dovrebbero cambiare alla radice—paradigmi produttivi che lentamente si stanno adattando a questa necessità di cambiamento.

Facendo leva sulle tendenze, la moda presenta necessariamente dei prodotti che hanno un ciclo di vita brevissimo, e di conseguenza lo spreco dei materiali è sempre più elevato. Per questo, molte aziende si stanno muovendo nell’ottica di presentare un prodotto più “pulito”, anche per soddisfare un consumatore finale attento e informato. Fortunatamente, ci imbattiamo sempre più spesso in tessuti eco-sostenibili, bio-sostenibili riciclati, upcycled, e trovare un giusto compromesso tra sostenibilità e fashion è possibile. La creazione di un sistema della moda sostenibile è di vitale importanza, ma è sicuramente è un processo che richiede tempo e risorse finanziare ingenti.

Intervista Rebel Label a ROLD SKOV di Francesco Rossini

**Se dovessi scegliere tre designer con cui andare a cena stasera, chi sarebbero? E in quale ristorante li portereste?
**Mi farei volentieri una Pizza Rossini—margherita con uova sode e maionese, tipica di Pesaro—con Giorgio Armani, Helmut Lang e Wicky Hassan.

**Credi che i social media, soprattutto Instagram, siano indispensabili per permettere a un brand emergente di farsi conoscere?
**Ad oggi credo che IG sia il biglietto da visita più importante per un brand emergente per poter mettersi in evidenza e poter far sentire la propria voce. Trattandosi di un social prettamente basato sulla fotografia, questo diventa il veicolo principale per poter esprimere la propria anima. È una vetrina che può portare dei vantaggi o ritorcersi contro, è un’arma a doppio taglio che va utilizzata in maniera sana.

**Dove vedi tu e ROLD SKOV tra 5 anni?
**È una domanda che mi agita parecchio, perché preferisco focalizzarmi bene sul presente dandomi dei piccoli obiettivi a breve termine. Sono anche abbastanza scaramantico, perciò non amo troppo sbilanciarmi e fare previsioni sul futuro. Per fortuna i feedback sul brand sono molto positivi, sopratutto dalle ultime 3 stagioni c’è stata una grande crescita di ROLD SKOV anche in Asia Orientale e questo mi rende molto orgoglioso del lavoro fatto finora, ma rimango consapevole che la strada sarà ancora molto lunga e tortuosa.

Intervista Rebel Label a ROLD SKOV di Francesco Rossini
Intervista Rebel Label a ROLD SKOV di Francesco Rossini
Intervista Rebel Label a ROLD SKOV di Francesco Rossini

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Crediti

Testo di Giorgia Imbrenda
Fotografia di Studio Mare

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