Fotografie di Teresa Manzo

Cos'è un NFT e a cosa serve? Te lo spieghiamo in pochi, semplici punti

La guida definitiva di i-D Italy per capire finalmente i Non-Fungible Token, il crypto fenomeno che sta rivoluzionando il mondo dell’arte.

di Jacopo Rossetto
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24 maggio 2021, 4:00am

Fotografie di Teresa Manzo

In questi mesi di pandemia, l'innovazione tecnologica avanza a un ritmo senza precedenti, rendendo la nostra identità reale sempre più inscindibile da quella digitale. Dopo l’incursione di varie rivoluzioni del mondo creativo, come la digital fashion, ora navigando su Internet è quasi impossibile non imbattersi in un misterioso acronimo che sembra avere il potenziale di stravolgere il panorama dell’arte (per lo meno di quella digitale): si tratta degli NFT (Non Fungible Token), il recente fenomeno del mondo crypto che in pochi mesi ha conquistato creator, collezionisti d’arte e investitori di tutto il mondo.

Ma partiamo dalle basi. Quand’è che il mondo ha (ri)cominciato a parlare di NFT? Tutto è partito a febbraio 2021, nel momento in cui l’artista canadese Grimes ha venduto alcune delle sue opere digitali sotto forma di NFT per quasi 6 milioni di dollari, e in meno di 20 minuti. Pochi giorni dopo, il CEO e co-founder di Twitter Jack Dorsey ha messo all’asta il suo primo Tweet pubblicato sulla piattaforma, per l’equivalente di 3 milioni di dollari, che ha poi donato in beneficenza. Varie celebrità tra cui Kate Moss e Arca si sono aggiunte a questa sempre più lunga lista di cosiddettti "NFT miner”, ovvero persone che creano e vendono Non-Fungible Token. Una mania che sta dilagando a tal punto che pochi giorni fa Cara Delevingne ha messo all’asta un NFT che celebra la sua vagina.

Se ciò che hai letto finora ti sembra uscito da un film sci-fi, non ti preoccupare. Abbiamo pensato di supportarti creando una guida in cui fornire tutte le informazioni e i concetti di base a chiunque voglia avvicinarsi al mondo degli NFT e monopolizzare la prossima cena.

Ecco la guida per capire finalmente cosa sono gli NFT, a cosa servono e come usarli

Partiamo dalle basi: cos’è un NFT?

Un NFT, acronimo di “Non-Fungible Token”, è il certificato di autenticità di un’opera digitale. Solitamente, rappresenta opere d’arte, video, meme e altri contenuti digitali.

Non-Fungible, in italiano “infungibile”, significa che questo certificato non può essere scambiato con qualcos’altro, a differenza dei beni “fungibili” (come una banconota o un Bitcoin), che possono invece essere scambiati mantenendo il proprio valore. 

Per fare un esempio pratico, pensate a un quadro originale, volendo sparare alto, pensate alla Monna Lisa: è un bene infungibile, ovvero non scambiabile con una sua copia senza perdere il proprio valore. La stessa regola vale per gli NFT: ogni token è considerato unico, e questo vale nonostante il fatto che il suo contenuto possa essere copiato, screenshottato o scaricato. Ad esempio, il meme Nyan Cat è stato condiviso online infinite volte, ma il suo creatore lo ha recentemente venduto come NFT per quasi 600.000 dollari [circa 492.000€, NdR].

Da dove arrivano gli NFT?

Contrariamente a quanto si pensa, gli NFT non sono una novità assoluta, anche se negli ultimi mesi sono diventati estremamente popolari. Era il lontano 2017 quando uscì Cryptokitties, un gioco online dove si possono acquistare, collezionare e allevare gattini virtuali. Ogni gattino è un NFT, unico e di proprietà dell’utente che lo acquista nel gioco tramite criptovaluta.

Da quel momento in poi, il mercato ha iniziato ad espandersi: l’anno scorso Paris Hilton ha venduto all’asta un disegno del suo gatto per 40 ETH, che corrispondono a circa 17.000 dollari [circa 14000, dato del 19 maggio, NdrR]. La svolta mainstream è arrivata a marzo di quest’anno, quando la casa d’aste inglese Christie’s ha battuto all’asta un’opera interamente digitale di Mike Winkelmann, in arte Beeple, per 69 milioni di dollari. La vendita ha posizionato Winkelmann nella top 3 degli artisti viventi più costosi (dietro solo a David Hockney e Jeff Koons), scatenando non poche polemiche nel mondo dell’arte contemporanea

Ma come si stabilisce la proprietà un NFT?

Gli NFT vengono solitamente acquistati e rivenduti tramite criptovalute su piattaforme come Superrare e Opensea. Poggiano sulla tecnologia blockchain, che permette a questi certificati digitali di essere estremamente sicuri e tracciabili.

Cos’è la blockchain e cosa c’entra con gli NFT?

La blockchain (letteralmente “catena di blocchi”) è un database pubblico e permanente che produce una certificazione (di pagamento e, nel caso degli NFT, di autenticità) in modo open source, sicuro e decentralizzato. È il sistema su cui poggiano anche le criptovalute, come Bitcoin ed Ethereum, e viene spesso definito come l’Internet 3.0, in quanto supera i concetti legati al web per come lo conosciamo ora, creando una rete iperconnessa e sicura, ma soprattutto trasparente, per i suoi utenti. 

Perché dovrei comprare un NFT? 

Molte persone stanno investendo in NFT per normalizzare il fenomeno, in modo che gli artisti di contenuti digitali possano guadagnare dalle loro opere. Altre sono semplicemente collezioniste, e sperano che i pezzi da loro acquistati aumentino di valore, proprio come nel mondo dell’arte tradizionale. Ciò che fornisce valore a un Non-Fungible Token è il fatto di possedere quella che viene considerata la versione digitale “ufficiale” di una determinata opera. 

Quali sono le problematiche legate al mondo della compravendita degli NFT?

Oltre all’enorme bolla finanziaria scoppiata con gli NFT negli ultimi mesi, il rischio principale legato a questa pratica è quello ambientale. Il metodo di autenticazione dei Non-Fungible Token al momento è un procedimento complesso che consuma un livello di energia molto elevato, e per questo è poco sostenibile dal punto di vista ambientale. Il metodo usato dalla maggior parte delle piattaforme è la cosiddetta “proof of work”, una sorta di sistema di sicurezza che sostituisce gli enti come le banche nella supervisione delle transazioni.

Per mantenere i registri finanziari sicuri, il sistema richiede ai computer di risolvere puzzle molto complessi, che utilizzano enormi quantità di energia, permettendo ai miner di aggiungere un nuovo “block” di transazioni verificate al registro blockchain. Al momento, la community di sviluppatori di NFT sta lavorando per trovare delle soluzioni alternative, ma negli ultimi giorni molti investitori tra cui Elon Musk hanno annunciato il ritiro di capitale dal mondo delle criptovalute per ragioni legate alla sostenibilità. 

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Crediti

Testo di Jacopo Rossetto
Immagine in copertina di Teresa Manzo

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