Immagine di sinistra: Fendi S/S 93, immagine via @sentymenty_oficjalnie; Immagine di destra: meme di @notallgeminis

L'ossessione della moda per l'astrologia, spiegata in breve

Breve storia di come la moda ha interpretato e inglobato una pratica che rappresenta molto più di un semplice meme-generator. Trend su cui capitalizzare o eterna fonte d'ispirazione?

di Alexandre Zamboni
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25 maggio 2021, 10:11am

Immagine di sinistra: Fendi S/S 93, immagine via @sentymenty_oficjalnie; Immagine di destra: meme di @notallgeminis

Know Your Fashion History è la rubrica di i-D che rintraccia i momenti salienti della storia della moda contemporanea, che ne influenzano e manipolano il presente determinandone spesso il futuro. Ogni articolo si propone di raccontare fenomeni legati all’industria della moda, i suoi personaggi chiave e le sue ripercussioni. Mai senza un pizzico di ironia.

Oggi analizziamo la relazione tra moda e astrologia con un punto di vista cronologico e critico per fare emergere quei legami che (nel bene e nel male) hanno unito le due discipline. Da simbologia ispirazionale a veicolo per la costruzione di collezioni di moda seminali, l’astrologia e i suoi codici sono diventati di recente un vero e proprio trend globale, che ha invaso la cultura visuale collettiva, anche attrasverso a profili meme dedicati. Ripercorriamo insieme i passi che ci hanno portati fino a qui.


In un periodo storico incerto come quello che stiamo vivendo, segnato da pandemie, recessione finanziaria e crisi climatica, la passione per una pratica antica si sta affermando ormai da qualche anno: questa disciplina è l’astrologia. L’ultima volta che si è registrato un tale aumento dell’interesse per la lettura del cielo stellato era l’inizio dei vibranti anni ‘70, anche conosciuti come The Age of Aquarius. Le pratiche New Age, lo scardinamento delle religioni tradizionali e la perdita di fiducia nel costante progresso scientifico ed economico avevano infatti generato un ritrovato interesse per il soprannaturale, l’esoterico, l’introspezione e appunto, l’astrologia.

Oggi stiamo sperimentando l’ascesa di una nuova mania per gli astri, che dietro una velata patina di sarcasmo cela quello stesso sentimento di incertezza—condiviso ora dalle nuove generazioni—radicato nei confronti tanto del presente che del futuro. Si tratta di una vera e propria ossessione per la lettura astrologica, che ha pervaso i magazine online, il mondo della cucina, del beauty e, ovviamente, della moda. Chi non possiede un account su Co-star o The Pattern? E quante volte abbiamo intasato di meme a tema astrologico i DM della nostra bolla? Account popolari come @glossy_zodiac e @notallgeminis fondono la nuova ossessione per gli astri, un pizzico di queer humour e la più ostentata celebrity culture, tracciando inevitabili rimandi rispetto al mondo della moda e le sue star.

Parallelamente a questa ossessione astrologica e all’ascesa di un ingiusto hate per i gemelli di tutto il mondo, si è sviluppato un nuovo trend di accessori e indumenti decorati con i simboli dello zodiaco. Si tratta di una customizzazione e personalizzazione del guardaroba che rimarca il bisogno di esprimere la propria personalità anche attraverso l’esibizione della costellazione di cui si fa parte. Un fenomeno simile all'identificazione con squadre sportive o fan club, che anziché fare leva su una passione comune riunisce i suoi componenti attraverso l’appartenenza condivisa a un segno, che diventa parte integrante, talvolta indotta, della propria personalità.

La moda, infatti, essendo per definizione un contenitore febbricitante di tendenze, ha naturalmente ingurgitato e reso propria la ossessione zodiacale, spesso monetizzando, modificando e “glamourizzando” il culto degli astri.

Il rapporto tra moda e astrologia: una lovestory centenaria

Facendo un po’ di ricerche, si scopre che Millennial e Genzer non sono le sole generazioni ad aver sfruttato la simbologia dello zodiaco per creare nuove narrazioni. La storia d’amore, o meglio, il flirt, tra astrologia e la moda affonda le sue radici in un gioco di associazioni che, per secoli, ha legato il femminile al mistero, alla magia e, in breve, a tutto ciò che risulta inspiegabile dalla fede, dalla ragione, dalla logica o dalla scienza. Nel medioevo, le donne erano dunque considerate una fonte di fascinazione per via della loro natura percepita come complessa e indecifrabile—la quale provocava sia desiderio che paura nei riguardi di una femminilità considerata inaccessibile e inspiegabile, innescando narrazioni deformanti e svilenti che ci trasciniamo dietro ancora oggi. Da qui nasce l’idea della donna incantatrice, della strega, ovvero la donna indipendente, colei che non sopprime o muta la propria identità in relazione alle imposizioni sociali.

Dal XIX secolo in poi, la scissione tra generi si acuisce ulteriormente, con la netta separazione tra ciò che è considerato maschile—quindi razionale, scientifico, sapiente—e femminile—legato alla sensualità, al mondo terreno, all’irrazionalità. Tra le aree considerate prettamente femminili, troviamo ovviamente la moda, la più fluida e cangiante delle cosiddette arti applicate. Nel tardo XIX secolo, e in particolare in epoca vittoriana, l’interesse per l’astrologia e l’occulto risorge dopo gli anni del positivismo, e prima dell'illuminismo, grazie a figure come Alan Leo.

Non deve sorprendere dunque che tra il XIX e il XX secolo non solo movimenti come il simbolismo, i tardi preraffaelliti e l’art nouveau, ma anche numerosi intellettuali e artisti abbiano abbracciato i temi del soprannaturale e tutto ciò che esula dalla scienza certa. Inevitabilmente, anche i creatori di moda vengono spontaneamente sedotti dall’astrologia, integrandone l’estetica nelle proprie collezioni e nei loro capi. La moda, e in particolare il giornalismo di moda adottano il linguaggio dell’oroscopo, prevedendo le tendenze e aumentando il potere mistico degli abiti, in grado di cambiare l’umore e la sorte della fortunata o sfortunata lettrice. 

Dior, superstizione e tarocchi

Tra i più famosi appassionati di astrologia non si può non citare Monsieur Christian Dior. La leggenda narra che il fondatore della storica maison parigina consultò una chiromante, Madame Delahanye, prima di cominciare l’avventura con la casa di moda fondata nel 1946, immediatamente dopo gli anni bui dell’occupazione tedesca e della Seconda Guerra Mondiale. La fortuna era scritta nelle stelle e Dior diventò presto il più influente couturier del pianeta. Monsieur Dior era notoriamente avvezzo alla chiromanzia e alla superstizione, e la sua carriera fu segnata dalla fedeltà a numeri portafortuna, come il 13—numero delle modelle presenti alle sue presentazioni—e l’8, reminiscente dell’8 ottobre—giorno della fondazione della maison e dell'Ottavo Arrondissement di Parigi, quartiere dove si trova Avenue Montaigne, sede storica del brand, e nome della sua prima collezione, En 8, meglio conosciuto come New Look.

I successori di Christian Dior hanno omaggiato numerose volte la dedizione della casa di Avenue Montaigne per l’astrologia, lasciandosi ispirare dai simboli e dall’estetica dall’aura magica delle stelle. John Galliano in primis ha citato più e più volte questa passione del fondatore, applicando il relativo panorama di simbologie anche al proprio brand, come nel caso della collezione S/S 1997—in particolare un incantevole vestito tagliato in sbieco e stampato con una delicata volta celeste e le differenti costellazioni. Più di recente, Maria Grazia Chiuri ha largamente utilizzato l'immaginario astrologico per decorare vestiti in tulle, come nel caso della sua prima collezione Haute Couture S/S 2017 e in occasione della collezione Resort 2018, presentata in un canyon a Calabasas e ispirata al rapporto tra magia e femminismo, con la collaborazione di Vicki Noble, una curatrice sciamanica e creatrice dei tarocchi femministi Motherpeace. Impossibile non citare anche la più recente collezione Haute Couture S/S 21, ispirata alle carte dei tarocchi Visconti-Sforza e agli arcani maggiori, un progetto ripreso poi dal fashion film diretto da Matteo Garrone.

Schiaparelli, l’astrologia e il grande carro surrealista

Elsa Schiaparelli era nota per la sua creatività surrealista, all’avanguardia e decisamente fuori dagli schemi. La simbologia e l'immaginario astrologico ben si prestano al gioco e all’ironia che contraddistingue questa corrente artistica, e la celebre torinese trapiantata in Place Vendôme utilizza numerose volte l’allure mistica degli astri per decorare i propri capi.

Elsa aveva ereditato l’amore per la sfera celeste dal noto zio Giovanni Schiaparelli, il quale aveva osservato come i nei sulla guancia sinistra della nipote formassero la costellazione del grande carro. Per questo motivo, la famosa giacca da sera della collezione Zodiac del 1938—ora conservata al MET di New York—presenta sulla spalla sinistra proprio questa costellazione, la sua preferita, oltre ad altri numerosi ricami realizzati da Lesage raffiguranti una galassia blu notte cosparsa di polvere di stelle di perline, pianeti d'argento e d'oro, lune crescenti in strass, comete e stelle cadenti e, ovviamente, gli immancabili 12 segni zodiacali.

Stampe con temi astrologici, mappe astrali e arti divinatorie

Furono i Babilonesi i primi a suddividere lo zodiaco in 12 parti, e da allora la sfera celeste è stata re-interpretata molteplici volte da pittori, studiosi e astrologi. Proprio le mappe astrali e i motivi ancestrali sono stati spesso trasformati dagli stilisti in delicati foulard di seta indossati da star e celebrità come Jackie Kennedy. Il più famoso carré è quello di Hermès, presentato per la prima volta nel 1963 e ancora oggi una delle stampe più gettonate tra la miriade dei preziosi immaginari ideati dagli illustratori della storica maison parigina. Per la S/S 2021 anche l’artista Gianpaolo Pagni ha re-immaginato la stampa disegnata da Françoise Faconnet, originariamente ispirata a una mappa astrologica rinascimentale, conservata oggi all’osservatorio di Parigi. 

Karl Lagerfeld e astrologia: tra Fendi e Chanel

La moda di Karl era tutto fuorché noiosa, e negli anni ‘90 il designer si giostrava abilmente tra le collezioni di Fendi e Chanel. Nel 1993, il Kaiser della moda capisce e anticipa il trend degli accessori customizzati con i segni zodiacali e fa camminare le sue top model con indosso dei costumi bianchi brandizzati a partire dal segno zodiacale della modella stessa: Yasmeen Ghauri è lo Scorpione, Karen Mulder i Pesci, Tyra il Leone e Helena Christensen il Toro. Poco meno di un ventennio più tardi, un monumentale Leone trona al centro del Grand Palais di Parigi in occasione della sfilata Haute Couture A/W 2010, per celebrare l’ossessione di Coco per il proprio segno, con il quale aveva persino decorato il suo appartamento di 31 Rue Cambon. Ancora oggi il segno della controversa fondatrice ritorna periodicamente nelle collezioni Chanel, prima con una linea di gioielli e più recentemente con il rossetto Rouge Allure Velvet Le Lion, ode alla forza prorompente dei nati sotto il segno del grande felino.

Moda e astrologia oggi: trend, marketing o New Age post-moderno?

La moda contamina e si lascia contaminare, e come un'erba infestante si confonde nel paesaggio urbano, raggiungendo gli angoli più oscuri e inaccessibili della cultura. Non deve stupire dunque che la sete di stimoli e il costante bisogno di rigenerarsi della moda abbia fatto sua anche la rinnovata passione per l’astrologia. Chi più chi meno, quasi tutti i brand prima o poi hanno citato gli astri negli ultimi anni, a volte utilizzandoli come semplice elemento decorativo, altre sfruttando a pieno il loro potenziale attraverso operazioni di marketing discutibili, che poco o niente hanno a che vedere con la lettura degli astri.

Alcuni grandi brand hanno utilizzato il fascino delle arti divinatorie per infondere un’aura magica nelle loro collezioni, come nel caso di Valentino, Pucci, Prada o McQueen. Altri, invece, hanno sfruttato la giocosità dell’estetica astrologica e la sua capacità di attrarre il consumatore, come nel caso di Ganni o Vetements. C’è infine chi ha fuso estetica queer, erotismo e i segni zodiacali, come Ludovic De Saint Sernin, con la sua collezione di canotte decorate con strass, o Benoit Bethume, stylist di brand come Marine Serre, il quale ha creato in collaborazione con Claire Detallante una serie di illustrazione erotiche per la fanzine The Shy Guy, presenti sia all’interno della pubblicazione che su T-shirt customizzate. E poi c’è lei, la regina di Instagram e di praticamente tutti i trend sfornati negli ultimi anni, Kim K, che ha cavalcato l’onda producendo una nuova linea di ombretti chiamata Libra, in omaggio al proprio segno zodiacale.

Alla luce dei innumerevoli esempi appena citati, non ci si può non domandare se la mania per l’astrologia sia solo un fuoco di paglia, una miniera d’oro da capitalizzare, o il riflesso di un effettivo bisogno di trovare mezzi alternativi per comprendere appieno il presente e che compensino l’irrequietezza e instabilità di questi anni. Probabilmente si tratta contemporaneamente di tutti questi aspetti, e come qualsiasi trend, c’è chi lo crea, chi lo cavalca e chi non lo ha mai considerato tale. L’astrologia per parecchie persone, infatti, è molto più di un gioco, è un vero e proprio strumento introspettivo capace di esporre e farci osservare i nostri difetti, le nostre debolezze, ma anche i nostri pregi e le nostre forze. Un po’ come la moda, alla fine, ci aiuta a definire e analizzare noi stess*, ed è un veicolo essenziale per la comprensione della nostra identità.

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Crediti

Testo di Alexandre Zamboni

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